Lighthouse Farms

Promossa da Università di Bologna, Coldiretti, Novamont e Politecnico di Torino, la Fondazione Re Soil si pone l’obiettivo di dare impulso a un reale cambiamento a partire dalla tutela del suolo e dal concetto chiave di rigenerazione territoriale.
Questo ambizioso obiettivo sta prendendo forma grazie al legame tra agricoltura e ricerca, favorendo il dialogo e la collaborazione tra aziende virtuose dal punto di vista dei servizi ecosistemici e della gestione del suolo: Lighthouse farms.

Iniziative/News

La locandina dell'evento NATI00NS del 13 maggio a Roma.
La Scoscesa | Gaiole in Chianti

Secondo la definizione data dall’Università di Wageningen Lighthouse è “un’azienda agricola esistente, commerciale, inserita nel mondo reale che si colloca già nel 2050, per quanto riguarda la sua capacità di fornire cibo e servizi ecosistemici in modo sostenibile”. Tale azienda dimostra cosa può essere raggiunto sfruttando le soluzioni bio-fisiche e socio economiche.
Le aziende Lighthouse sono state selezione anche in funzione dei diversi tipi di utilizzo del suolo: agricolo e zootecnico, forestale, aree protette e suoli urbani e periurbani.

Re Soil Foundation si pone l’obiettivo di monitorare e comunicare le buone pratiche agricole, zootecniche e forestali, a favore di un suolo sano e funzionale, praticate dalle aziende virtuose presenti nel network con lo scopo di allinearsi agli obiettivi della Soil Mission per ripristinare la salute dei suoli europei.

Con quale scopo?

  • Monitorare e mettere in evidenza realtà in cui la tutela e funzionalità del suolo sono al centro delle pratiche aziendali in Italia
  • Comunicare le principali buone pratiche praticate dalle Lighthouse farms e il loro effetto sulla funzionalità del suolo sia all’interno del network delle Lighthouse farms che ad altri agricoltori e ai principali portatori di interesse;
  • Promuovere e replicare buone pratiche per il suolo operate dalle Lighthouse Farms ad altre aziende sul territorio, contribuendo attivamente al raggiungimento degli obiettivi specifici individuati dal Mission “A Soil Deal for Europe” della Commissione Europea, ovvero essere attivatori sui territori della transizione verso sistemi meno impattanti;
  • Implementare ed acquisire nuove conoscenze relative alle buone pratiche, anche attraverso la partecipazione delle Lighthouse Farms a progetti finanziati, la partecipazione a momenti di condivisione tecnico scientifica (convegni e incontri tematici) e l’attivazione di sistemi premianti;
  • Favorire lo scambio di conoscenze, esperienze e innovazioni all’interno del Network e tra il network e i principali attori che si occupano si suolo a 360° (ricerca, produzione, istituzioni, società civile);
  • Favorire l’adozione di pratiche si monitoraggio delle buone pratiche e della funzionalità del suolo oltre che gli effetti economico, ambientale e sociale derivanti dalla tutela di un suolo sano attraverso i rapporti tra Network, mondo della ricerca e società civile.

Per approfondire consulta le FAQ in fondo alla pagina.
La mappa rappresenta le aziende che si sono candidate finora.

FAQ

Secondo la definizione del Global Network of Lighthouse Farms (Aziende Faro), promosso da Wageningen University, una Lighthouse Farm (LHF) è un’azienda agricola esistente, competitiva, inserita nel mondo reale, che si colloca “già nel 2050” per quanto riguarda la sua capacità di fornire cibo e servizi ecosistemici in modo sostenibile. Tale azienda dimostra cosa può essere raggiunto sfruttando soluzioni innovative in grado di di generare impatti positivi dal punto di vista bio-fisico e socio economico. Le lighthouse farms sono definite in base ai diversi tipi di uso del suolo: aziende agricole, foreste, aree industriali e aree urbane.

Nello specifico le lighthouse Farms sono:

  • aziende pioneristiche dove vengono adottati modelli innovativi di protezione del suolo e dell’ambiente, riducendo gli impatti
  • le infrastrutture del cambiamento in agricoltura, promosse dalla Mission Soil Health and Food della Commissione Europea
  • i laboratori sul territorio dove si mettono in pratica tecniche innovative sviluppate dalle infrastrutture della Ricerca (I Living Labs) per la salvaguardia del suolo e dell’ambiente.
  • i punti di incontro e hub territoriali per la sensibilizzazione degli stakeholder
  • realtà produttive legate e tipiche di un determinato contesto territoriale, che vogliono influenzare ed ispirare altre realtà e territori, portando ad un incremento globale della sostenibilità delle pratiche di gestione del suolo
  • promotori e attuatori della ricerca promossa dai Living Labs, con i quali dialogano per applicare le nuove conoscenze sul campo

La Fondazione Re Soil accoglie definizione, ruolo e finalità delle LHF come elementi caratterizzanti del network di LHF che verrà promosso sul territorio italiano.

La Mission A Soil Deal for Europe della Commissione Europea è una delle 5 missioni che la Commissione Europea ha lanciato dal 2020, con lo scopo di risolvere alcune delle principali sfide della nostra epoca: lotta al cancro, adattamento ai cambiamenti climatici, ocenai sani, mari, acque costiere e interne, città intelligenti, salute del suolo e clima.
Gli obiettivi specifici che si pone relativamente alla rigenerazione dei suoli sono:

  • ridurre la degradazione dei suoli: fino al 50 %
  • incrementare lo stock di carbonio organico nei suoli: del 0,1-0,4 %
  • ridurre l’inquinamento dei suoli, ovvero in particolare per eutroficazione, uso di pesticidi, sostanze anti-microbiche e altri contaminanti (dal 5 al 25 %)
  • incrementare agricoltura e cibo biologici sul 25 % della superficie
  • prevenire l’erosione: sul 30- 50 % dei suoli soggetti ad erosione
  • migliorare la struttura del suolo per migliorare l’habitat per il biota e piante
  • ridurre il footprint complessivo: dal 20 al 40 % su cibo e legno importati e ottenuti su suoli degradati
  • allinearsi con gli SDGs dell’ONU, in particolare con quelli relativi al suolo (SGD2, 6, 13 e 15)
  • promuovere e replicare buone pratiche per il suolo nelle loro aziende, contribuendo  attivamente al raggiungimento degli obiettivi specifici individuati dal Mission A Soil Deal for Europe della Commissione Europea, ovvero essere attivatori sui territori della transizione verso sistemi meno impattanti
  • implementare ed acquisire nuove conoscenze relativa alle buone pratiche, anche attraverso la partecipazione a progetti finanziati e l’attivazione di sistemi premianti (es.: crediti di carbonio)
  • sviluppare ed incentivare le attività di monitoraggio sulla qualità dei suoli (monitorare e misurare le pratiche innovative sviluppate per ridurre gli impatti sul suolo)
  • favorire lo scambio di conoscenze, esperienze e innovazioni a livello nazionale ed europeo
  • sensibilizzare la società civile sul tema della qualità del suolo e del cibo
  • quantificare gli impatti ambientali e sociali delle attività sviluppate

Le LHF sono individuate partendo da un monitoraggio sul territorio nazionale svolto dai soci della Fondazione che ha consentito di selezionare aziende/realtà virtuose, per tecniche colturali e gestione della risorsa suolo nel contesto dello specifico territorio in cui sono inserite.
Unitamente a queste realtà, sono anche pervenute candidature spontanee di aziende, interessate a diventare LHF.
Le aziende selezionate sono rappresentative ed espressione d’eccellenza non solo delle diverse realtà agricole italiane, ma anche di uso e tutela di suolo non agricolo (parchi, aree protette, aree forestali).

Per tutte le aziende candidate a diventare LHF è stata compilata una scheda che riassume le principali caratteristiche, metodi colturali adottati, buone pratiche attivate e relazioni con ricerca e territorio.
Il Gruppo Tecnico-Scientifico (punto 8) per le LHF selezionerà le LHF tra le aziende/realtà virtuose individuate, attraverso l’applicazione di criteri definiti. L’elenco delle LHF sarà sottoposto per approvazione al Comitato Tecnico Scientifico della Fondazione Re Soil.

Le realtà sui territori devono soddisfare i seguenti 6 criteri per poter essere definite LHF:

  • adozione di buone pratiche agronomiche per migliorare la qualità del suolo e dell’ambiente in funzione degli obiettivi delineati dal Mission Board Soil health and food
  • adozione di innovazioni e attivazione/promozione/partecipazione a progetti di ricerca in collaborazione con i soggetti della ricerca
  • successi ottenuti con quantificazione (costi-benefici, rischi-opportunità) del risultato dell’adozione delle buone pratiche agronomiche ed innovazioni
  • monitoraggio delle buone pratiche
  • ricadute ambientali socio-economiche delle pratiche e/o innovazioni
  • attività di comunicazione e sensibilizzazione relativa all’adozione delle buone pratiche al territorio

Sono caratteristiche fondamentali delle LHF:

  • forte spinta verso innovazione e ricerca (curiosità, rapporti con enti di ricerca, partecipazione a progetti)
  • sostenibilità globale come driver della produzione/gestione del territorio
  • volontà di condividere e comunicare i risultati
  • attitudine al networking
  • forti rapporti col territorio

La Fondazione ReSoil agisce come animatore e coordinatore del network ed in particolare le principali attività saranno:

  • promuovere con azioni di comunicazione le LHF e le buone pratiche da loro adottate
  • mettere in rete le LHF tra loro, per accrescere confronto e scambio di conoscenze sulle buone pratiche e soluzioni adottate nei diversi contesti territoriali
  • creare e favorire le interazioni con altri network di LHF presenti a livello internazionale per accrescere scambio e confronto
  • mettere in rete le LHF con gli attori privati e pubblici della ricerca, promuovendo la fruizione di nuove tecnologie e metodologie, e contestualmente dando la possibilità agli enti di ricerca di attivare ricerche e tirocini nelle LHF
  • promuovere e favorire azioni di training e assistenza tecnica nei confronti delle LHF, attraverso i legami creati con i centri di ricerca e gli attori (pubblici e privati) dell’innovazione, per un continuo miglioramento delle LHF stesse
  • favorire la partecipazione delle LHF a progetti finanziati a livello regionale, nazionale ed europeo

Inoltre grazie alle esperienze raccolte dalle LHF la Fondazione Re Soil si pone gli obiettivi di:

  • Proporre soluzioni innovative per la tutela del suolo al decisore politico che possano aiutare a ridurre le barriere che limitano l’adozione di tali pratiche (policy shaping)
  • Comunicare a vari livelli gli effetti ambientali, sociali ed economici delle pratiche adottate nelle LHF, grazie al coinvolgimento della società civile (comunità locali in primis)

La Fondazione si pone inoltre l’obiettivo, sul territorio italiano, di stilare una lista di aziende sperimentali e campi prova dove siano in corso esperimenti di lungo periodo per verificare gli impatti sul suolo di coltivazioni, pratiche agronomiche e pratiche antropiche sui suoli, con il fine di raccogliere, mettere in evidenza e comunicare i principali risultati ottenuti. Tali risultati potranno agevolare il legislatore nella migliore comprensione degli impatti sul suolo e dei rischi che possano essere mitigati con buone pratiche.
La Fondazione si attiverà per trovare gli strumenti per il supporto economico delle attività sperimentali reputate prioritarie (qualora questo sia necessario).

Il Gruppo Tecnico-Scientifico per le LHF è un gruppo inter- e multi-disciplinare di esperti, che, congiuntamente possono contribuire all’analisi e allo sviluppo di modelli di sostenibilità innovativi a tutela del suolo, con gli obiettivi di:

    • selezionare le LHF sul territorio nazionale e rivedere la composizione del network con cadenza biennale
    • redigere protocolli scientifici relativi alla misurazione delle buone pratiche adottate dalle LHF
    • validare i documenti prodotti dal network delle LHF
    • fornire supporto tecnico scientifico alla Fondazione per gli aspetti tecnici relativi alle buone pratiche, dati tecnici e legislazioni esistenti

LIVING LABS
Infrastrutture di ricerca e co-innovazione attraverso modalità partecipativa e transdisciplinare. Vari stakeholders concorrono nel creare i LL
Scala: Regionale o territoriale
Attività: Ricerca e sperimentazione di soluzioni innovative e loro disseminazione nelle LH

LIGHTHOUSE FARM
Azienda agricola in grado di produrre cibo e servizi ecostistemici in modo sostenibile, con grande attenzione al suolo. Modello e punto di riferimento
Scala: Azienda a livello locale
Attività: Sperimentali e di dimostrazione

Living Lab

I LL sono il luogo dell’innovazione, afferiscono ad aree di sperimentazione coordinata multi-sito, che possono essere distribuite a livello regionale o territoriale.
Sono il luogo in cui si esplicita la collaborazione dei diversi partner della ricerca operanti a livello territoriale o su scala regionale o sub-regionale.
Le LHF sono quindi il luogo fisico, le aziende agricole d’eccellenza per la messa in campo delle pratiche volte alla tutela del suolo. Sono quindi gli acceleratori virtuosi dell’innovazione creata nei LL.

Uno dei principali obiettivi della Mission è quello di creare 100 LHF e 100 LL come strumenti che guidino la transizione verso suoli sani al 2030. Re Soil foundation è partner di un importante progetto EU “PREPSOIL” che ha lo scopo di aiutare la mission a creare una mappa europea che individui i potenziali candidati ad entrare a far parte delle 100 LHF e 100 LL. Questo obiettivo sarà raggiunto attraverso la co-creazione e l’implementazione di strumenti e spazi per l’interazione, la condivisione delle conoscenze e il co-apprendimento, nonché attraverso l’inventario e il dialogo per capire come la valutazione regionale delle esigenze del suolo, supportata da meccanismi di monitoraggio armonizzati, possa poi portare all’azione attraverso Living Labs e Lighthouses per la salute del suolo.
Uno degli strumenti di PREPSOIL è quello della creazione di una mappa europea che individui i potenziali Living Labs e le Lighthouses per il suolo esistenti in Europa. Le Lighthouse farms di RE SOIL potranno candidarsi a diventare una di queste realtà a livello europeo.