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L’iniziativa del progetto ECHO, coordinata anche da Re Soil Foundation, invita scuole e cittadini a comunicare l’importanza della risorsa suolo con progetti creativi, scientifici ed educativiECHO

ECHO Soil Challenge: un concorso per raccontare il valore del suolo

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L’iniziativa, coordinata anche da Re Soil Foundation, invita scuole e cittadini a comunicare l’importanza della risorsa con progetti creativi, scientifici ed educativi. Candidature aperte fino al 9 novembre di quest'anno
Le azioni che impattano fortemente sul suolo come deforestazione, agricoltura intensiva, urbanizzazione e frammentazione degli habitat stimolano la diffusione delle malattie zoonotiche, trasmesse in particolare da roditori, pipistrelli e zanzare. Foto: Pexels free to use CC0Foto: Pexels free to use CC0

Il cambio d’uso del suolo è un rischio per la salute umana

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Lo studio della Stirling University: azioni che impattano sul suolo come deforestazione, agricoltura intensiva, urbanizzazione e frammentazione degli habitat stimolano la diffusione delle malattie trasmesse da roditori, pipistrelli e zanzare
Annunciato nel febbraio di quest’anno, il progetto SOUL sui bioprodotti riunisce 16 partner provenienti da 5 Paesi della UE tra cui la spagnola Fundación AITIIP (coordinatrice dell’iniziativa) e le italiane Novamont, Re Soil Foundation e Alma Mater Studiorum Università di Bologna. Nella foto: gli esperti di SOUL nella riunione di avvio dei lavori. Immagine: SOULSOUL

Via al progetto SOUL: cinque Paesi UE testeranno i nuovi bioprodotti

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L’iniziativa riunisce 16 partner per lo sviluppo e il collaudo sul campo di prodotti di nuova generazione progettati per biodegradarsi nel suolo al termine del ciclo di vita minimizzando così l’impatto ambientale

Anche l’insicurezza della proprietà terriera danneggia la salute del suolo

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Un nuovo rapporto globale di FAO e International Land Coalition evidenzia che solo il 35% delle terre mondiali ha proprietà documentata. Le conseguenze negative: disuguaglianze sociali, minore resilienza, minore cura del suolo, insicurezza alimentare, danni alla biodiversità
Il cambiamento climatico rende il terreno artico più permeabile, modificando la quantità di acqua che può essere immagazzinata e trasmessa. Nelle zone costiere l'innalzamento del livello del mare farà aumentare ulteriormente il livello delle falde acquifere favorendo in esse l'intrusione di acqua salata. Foto: Vincent Sasseville/Nunataryuk Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Generic CC BY-NC-SA 2.0 Deed https://www.flickr.com/photos/gridarendal/49555909433Vincent Sasseville/Nunataryuk Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Generic CC BY-NC-SA 2.0 Deed https://www.flickr.com/photos/gridarendal/49555909433

Non solo ghiaccio, così il clima ridisegna le falde dell’Artico

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Sotto la superficie del permafrost artico si sta riorganizzando un intero sistema idrologico. Uno studio canadese rivela dove il suolo diventerà più secco e dove invece aumenterà l’umidità
Le praterie conservano a oggi circa un terzo del carbonio terrestre del Pianeta. E sono soggette alle differenti dinamiche dell’elemento e all’impatto del bestiame. Foto: Pxhere CC0 Public Domain Free for personal and commercial use No attribution requiredPxhere CC0 Public Domain Free for personal and commercial use No attribution required

Lo stop al pascolo riduce la presenza di carbonio stabile nelle praterie

Secondo una ricerca britannica le praterie non pascolate accumulano nel suolo una maggiore quantità di carbonio a vita breve nel confronto con quelle in cui è presente il bestiame. Ma registrano anche livelli più bassi di elemento stabile 
Nello Stato del Kerala, nell’India meridionale, le foreste naturali conservano in media 16,61 grammi di carbonio per ogni chilo di suolo contro gli 11,82 rilevati nelle piantagioni di teak. Foto: Parambikulam Tiger Conservation Foundation Attribution-ShareAlike 4.0 International CC BY-SA 4.0 DeedParambikulam Tiger Conservation Foundation Attribution-ShareAlike 4.0 International CC BY-SA 4.0 Deed

Carbonio organico, le foreste naturali battono la rigenerazione artificiale

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Nelle aree forestali intatte i livelli di carbonio nel suolo superano nettamente quelli rilevati nelle zone ripristinate attraverso gli impianti. Nelle quali la maggiore acidità del terreno riduce la capacità di conservazione dell'elemento
Il progetto che coinvolge l’Azienda Agricola Terzeria è un esempio concreto di integrazione tra attività produttiva e conservazione ambientale. Foto: TerzeriaTerzeria

La nuova scommessa di Terzeria: risaie al servizio della biodiversità

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Dalla Lighthouse Farm del network Re Soil un intervento a tutela degli ecosistemi e dell’avifauna in collaborazione con la Lipu. In Calabria, l’allagamento di quattro ettari di terreno offre un habitat ideale per anfibi, insetti e uccelli, tra cui la preziosa cicogna bianca
Secondo i ricercatori, in Germania, gli alberi, i suoli forestali e il legno morto conservano un totale di 2,2 miliardi di tonnellate di carbonio. Foto: © Thünen-Institut/Marius Möller press releaseThünen-Institut/Marius Möller press release

In Germania il suolo forestale ha compensato la perdita di carbonio degli alberi durante la siccità

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La scoperta arriva dall’Istituto Thünen: tra il 2018 e il 2020 il terreno delle foreste tedesche ha immagazzinato più carbonio del previsto, controbilanciando quasi per intero le perdite associate alla moria delle piante
Nelle aree ad alta produttività, come gli ecosistemi tropicali e temperati, l’efficienza d’uso del carbonio da parte dei microbi si sgancia dal tasso di respirazione una volta che quest’ultimo supera una soglia critica. Foto: pxhere CC0 1.0 Universal CC0 1.0 Deedpxhere CC0 1.0 Universal CC0 1.0 Deed

Tra microbi e ciclo del carbonio una relazione più complicata del previsto

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In alcune circostanze, spiega un nuovo studio, la respirazione microbica, con conseguente rilascio di carbonio, può aumentare anche a fronte di una produzione di biomassa costante. Un aspetto che deve essere integrato nei modelli di proiezione climatica