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Anche l’insicurezza della proprietà terriera danneggia la salute del suolo

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Un nuovo rapporto globale di FAO e International Land Coalition evidenzia che solo il 35% delle terre mondiali ha proprietà documentata. Le conseguenze negative: disuguaglianze sociali, minore resilienza, minore cura del suolo, insicurezza alimentare, danni alla biodiversità
Le praterie conservano a oggi circa un terzo del carbonio terrestre del Pianeta. E sono soggette alle differenti dinamiche dell’elemento e all’impatto del bestiame. Foto: Pxhere CC0 Public Domain Free for personal and commercial use No attribution requiredPxhere CC0 Public Domain Free for personal and commercial use No attribution required

Lo stop al pascolo riduce la presenza di carbonio stabile nelle praterie

Secondo una ricerca britannica le praterie non pascolate accumulano nel suolo una maggiore quantità di carbonio a vita breve nel confronto con quelle in cui è presente il bestiame. Ma registrano anche livelli più bassi di elemento stabile 
Nello Stato del Kerala, nell’India meridionale, le foreste naturali conservano in media 16,61 grammi di carbonio per ogni chilo di suolo contro gli 11,82 rilevati nelle piantagioni di teak. Foto: Parambikulam Tiger Conservation Foundation Attribution-ShareAlike 4.0 International CC BY-SA 4.0 DeedParambikulam Tiger Conservation Foundation Attribution-ShareAlike 4.0 International CC BY-SA 4.0 Deed

Carbonio organico, le foreste naturali battono la rigenerazione artificiale

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Nelle aree forestali intatte i livelli di carbonio nel suolo superano nettamente quelli rilevati nelle zone ripristinate attraverso gli impianti. Nelle quali la maggiore acidità del terreno riduce la capacità di conservazione dell'elemento
Secondo i ricercatori, in Germania, gli alberi, i suoli forestali e il legno morto conservano un totale di 2,2 miliardi di tonnellate di carbonio. Foto: © Thünen-Institut/Marius Möller press releaseThünen-Institut/Marius Möller press release

In Germania il suolo forestale ha compensato la perdita di carbonio degli alberi durante la siccità

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La scoperta arriva dall’Istituto Thünen: tra il 2018 e il 2020 il terreno delle foreste tedesche ha immagazzinato più carbonio del previsto, controbilanciando quasi per intero le perdite associate alla moria delle piante
Nelle aree ad alta produttività, come gli ecosistemi tropicali e temperati, l’efficienza d’uso del carbonio da parte dei microbi si sgancia dal tasso di respirazione una volta che quest’ultimo supera una soglia critica. Foto: pxhere CC0 1.0 Universal CC0 1.0 Deedpxhere CC0 1.0 Universal CC0 1.0 Deed

Tra microbi e ciclo del carbonio una relazione più complicata del previsto

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In alcune circostanze, spiega un nuovo studio, la respirazione microbica, con conseguente rilascio di carbonio, può aumentare anche a fronte di una produzione di biomassa costante. Un aspetto che deve essere integrato nei modelli di proiezione climatica
Nel Sud Est Asiatico il disboscamento e la conversione del terreno hanno rilasciato più carbonio e gas serra di qualsiasi altra attività nello spazio di due decenni. Foto: Pok Rie Pexels free to usePok Rie Pexels free to use

La deforestazione ha reso il Sud-Est asiatico una fonte netta di carbonio

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Nei primi due decenni del secolo, spiega uno studio giapponese, le foreste dell’area hanno rilasciato più carbonio di quanto siano riuscite a stoccare. Incendi, degrado delle torbiere e combustibili fossili aggravano la situazione
Lo studio ha importanti implicazioni sul fronte climatico poiché le foreste tropicali sono serbatoi di carbonio fondamentali per il Pianeta. Foto: pxhere CC0 Public Domain Free for personal and commercial use No attribution requiredpxhere CC0 Public Domain Free for personal and commercial use No attribution required

L’azoto fa raddoppiare la velocità di ricrescita delle foreste tropicali

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Quando dispongono di una quantità sufficiente di azoto, spiega una ricerca guidata dall’Università di Leeds, le foreste tropicali possono recuperare dal disboscamento due volte più velocemente di quanto farebbero in circostanze normali
La superficie della ferridrite presenta zone miste di cariche positive e negative che le consentono di attrarre sia sostanze caricate negativamente come i fosfati sia altre caricate positivamente come gli ioni metallici. Foto: Jerry Bigham Attribution-ShareAlike 3.0 Unported CC BY-SA 3.0 DeedJerry Bigham Attribution-ShareAlike 3.0 Unported CC BY-SA 3.0 Deed

Così i minerali ferrosi favoriscono la cattura del carbonio nel suolo

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I minerali di ossido di ferro contribuiscono a immagazzinare oltre un terzo del carbonio organico del suolo. Tra essi, spiega uno studio, la ferritride usa strategie diverse per catturare differenti composti
A oggi solo il 7% della superficie originaria delle torbiere continentali è rimasto intatto e i loro confini climatici stanno cambiando. Foto: SiberianJay Attribution-ShareAlike 4.0 International CC BY-SA 4.0 DeedSiberianJay Attribution-ShareAlike 4.0 International CC BY-SA 4.0 Deed

Il clima mette a rischio le ultime torbiere d’Europa

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Attualmente, ha rilevato uno studio, solo il 7% delle torbiere continentali può dirsi intatto. Ma la pressione climatica cresce e nei prossimi anni la situazione potrebbe peggiorare 
Il permafrost, ricordano gli autori, copre circa il 17% della superficie terrestre globale e immagazzina circa un terzo del carbonio organico presente nel suolo del Pianeta. Foto: Boris Radosavljevic Attribution 2.0 Generic CC BY 2.0 DeedBoris Radosavljevic Attribution 2.0 Generic CC BY 2.0 Deed

Così il suolo artico compensa le emissioni del permafrost alpino

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Il cambiamento climatico riduce l’assorbimento dei gas serra del permafrost alpino ma al contempo, spiega uno studio cinese, stimola il sequestro di CO2 e metano in quello artico. Nel primo caso il potenziale di riscaldamento globale aumenta del 13%. Nel secondo si riduce del 10%