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Una delle aree coinvolte nel Northern Kenya Rangelands Carbon Project. FONTE: Northern Rangelands TrustNorthern Rangelands Trust

Rigenerare i pascoli, catturare carbonio: l’esperimento nel Nord del Kenya

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Il Northern Kenya Rangelands Carbon Project  è uno dei più grandi piani al mondo di rimozione della CO2 attraverso la rigenerazione del suolo. Ma con diversi punti controversi...
Le aree umide del Brasile si estendono per 167mila km2 con una concentrazione media di carbonio per ettaro sei volte superiore nel confronto con le foreste. Foto: Thpelin Attribution-ShareAlike 3.0 Unported CC BY-SA 3.0 DeedThpelin Attribution-ShareAlike 3.0 Unported CC BY-SA 3.0 Deed

Non solo Amazzonia: nelle aree umide brasiliane la riserva dimenticata di carbonio

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Le zone umide della savana brasiliana custodiscono enormi quantità di carbonio, ma sono minacciate dal cambiamento climatico e dall’espansione agricola. E le politiche di protezione, dirette quasi esclusivamente alle foreste, tendono a trascurarle
Il riscaldamento globale non cambia solo il paesaggio visibile ma altera profondamente le relazioni invisibili tra piante e funghi nel suolo. Foto: Pexels Free to usePexels Free to use

Il cambiamento climatico spezza l’alleanza tra piante e funghi del suolo

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Negli Stati Uniti un esperimento trentennale mostra come l’aumento delle temperature trasformi gli ecosistemi dall’interno: cala la presenza dei funghi utili alle piante, aumenta quella dei decompositori. E gli equilibri del suolo vengono meno
Palude di mangrovie a Bahia. Queste piante si estendono in Brasile per 1,4 milioni di ettari costituendo la seconda area più estesa al mondo dopo quella rilevata in Indonesia. Foto: Jonathan Wilkins Attribution-ShareAlike 3.0 Unported CC BY-SA 3.0 DeedJonathan Wilkins Attribution-ShareAlike 3.0 Unported CC BY-SA 3.0 Deed

Un indice misura la salute del suolo nelle foreste di mangrovie

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I ricercatori brasiliani hanno elaborato un indicatore per misurare la capacità delle mangrovie di fornire servizi ecosistemici, dalla conservazione della biodiversità al sequestro del carbonio. Tanto maggiore è il degrado del suolo, tanto più basso è il punteggio registrato
Le torbiere vocate alla paludicoltura ospitano circa tre volte più uccelli rispetto ai prati drenati, raggiungendo livelli simili a quelli delle zone umide naturali. Foto: Melissa McMasters Attribution 2.0 Generic CC BY 2.0 DeedMelissa McMasters Attribution 2.0 Generic CC BY 2.0 Deed

La coltivazione adattata nelle torbiere fa bene anche alla biodiversità

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Lo studio britannico: le torbiere vocate alla paludicoltura ospitano circa tre volte più uccelli rispetto ai prati drenati, raggiungendo livelli simili a quelli delle zone umide naturali
Il frass degli insetti è un ammendante naturale che migliora la fertilità del suolo e interessa sempre più l’agricoltura. Foto: Angal insect Attribution-ShareAlike 4.0 International CC BY-SA 4.0 DeedAngal insect Attribution-ShareAlike 4.0 International CC BY-SA 4.0 Deed

I residui degli insetti migliorano la salute del suolo e proteggono le colture

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Uno studio americano mostra come il cosiddetto frass degli insetti possa far aumentare l’efficienza dei nutrienti e ridurre i danni causati dai parassiti nelle coltivazioni, contribuendo a un’agricoltura circolare e più sostenibile

Anche l’insicurezza della proprietà terriera danneggia la salute del suolo

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Un nuovo rapporto globale di FAO e International Land Coalition evidenzia che solo il 35% delle terre mondiali ha proprietà documentata. Le conseguenze negative: disuguaglianze sociali, minore resilienza, minore cura del suolo, insicurezza alimentare, danni alla biodiversità
Le praterie conservano a oggi circa un terzo del carbonio terrestre del Pianeta. E sono soggette alle differenti dinamiche dell’elemento e all’impatto del bestiame. Foto: Pxhere CC0 Public Domain Free for personal and commercial use No attribution requiredPxhere CC0 Public Domain Free for personal and commercial use No attribution required

Lo stop al pascolo riduce la presenza di carbonio stabile nelle praterie

Secondo una ricerca britannica le praterie non pascolate accumulano nel suolo una maggiore quantità di carbonio a vita breve nel confronto con quelle in cui è presente il bestiame. Ma registrano anche livelli più bassi di elemento stabile 
Nello Stato del Kerala, nell’India meridionale, le foreste naturali conservano in media 16,61 grammi di carbonio per ogni chilo di suolo contro gli 11,82 rilevati nelle piantagioni di teak. Foto: Parambikulam Tiger Conservation Foundation Attribution-ShareAlike 4.0 International CC BY-SA 4.0 DeedParambikulam Tiger Conservation Foundation Attribution-ShareAlike 4.0 International CC BY-SA 4.0 Deed

Carbonio organico, le foreste naturali battono la rigenerazione artificiale

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Nelle aree forestali intatte i livelli di carbonio nel suolo superano nettamente quelli rilevati nelle zone ripristinate attraverso gli impianti. Nelle quali la maggiore acidità del terreno riduce la capacità di conservazione dell'elemento
Secondo i ricercatori, in Germania, gli alberi, i suoli forestali e il legno morto conservano un totale di 2,2 miliardi di tonnellate di carbonio. Foto: © Thünen-Institut/Marius Möller press releaseThünen-Institut/Marius Möller press release

In Germania il suolo forestale ha compensato la perdita di carbonio degli alberi durante la siccità

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La scoperta arriva dall’Istituto Thünen: tra il 2018 e il 2020 il terreno delle foreste tedesche ha immagazzinato più carbonio del previsto, controbilanciando quasi per intero le perdite associate alla moria delle piante