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Dall’inizio del XXI secolo la Nigeria ha perso oltre un milione di ettari di foreste. Foto: Terry Sunderland/CIFOR Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic (CC BY-NC-ND 2.0)Terry Sunderland/CIFOR Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic (CC BY-NC-ND 2.0)

Incendi e povertà alimentano la deforestazione in Nigeria

Tra il 2002 e il 2021, l’area nel sud-ovest della Nigeria ha perso il 45% della sua foresta primaria. Determinante il peso degli incendi. Sul fenomeno incidono fattori socioeconomici e demografici
L'affumicatura del pesce e la conseguente richiesta di legna da ardere sono una delle cause della deforestazione. Foto: T.K. Naliaka Attribution-ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)T.K. Naliaka Attribution-ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)

Il pesce affumicato fa crescere la deforestazione in Congo Brazzaville

Nella Repubblica del Congo la crescente richiesta di legna da ardere alimenta il disboscamento. Dopo le mangrovie l'allarme si estende ora alle foreste dell'entroterra
La pratica dello slush and burn sta minacciando la salute dei suoli, difficilmente la foresta in pochi anni riesce a ristabilire un sufficiente contenuto di sostanza organica.

Suoli tropicali, se vogliamo sfamare l’Africa lo “slash & burn” non può continuare

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In molti Paesi africani la pratica del "taglia e brucia" è ormai abusata e insostenibile. Per produrre più cibo e salvare l'ambiente, servono approcci nuovi. Come dimostrano i progetti che l'Italia sta sviluppando nel continente
Tra il 1980 e il 2000 il mondo ha perso oltre un terzo delle sue mangrovie. Foto: Pat Josse CC0 1.0 Universal (CC0 1.0) Public Domain DedicationPat Josse CC0 1.0 Universal (CC0 1.0) Public Domain Dedication

Quei ragazzi kenyani che curano il Pianeta recuperando le mangrovie

Le mangrovie sono una risorsa per la mitigazione climatica e la tutela della biodiversità. Dopo aver perso un terzo degli esemplari in vent'anni, il mondo è chiamato a rigenerare queste preziose foreste acquatiche. 
Un tratto di foresta in Kenya Foto: Ninara Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)Ninara Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)

Il Kenya scopre la forza della comunità (e ritrova la sua foresta)

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Dietro alla rinascita della foresta di Mirema si colloca un'iniziativa dal basso diventata ormai una best practice di riferimento per la nazione. Ma anche un nuovo segnale del crescente impegno dell'Africa nella tutela delle sue risorse naturali
La riunione del Forum Globale per l'Alimentazione e l'Agricoltura (GFFA) 2022. FOTO: Janine Schmitz - photothek.deJanine Schmitz - photothek.de

68 Paesi firmano un accordo per la gestione sostenibile dei suoli

I ministri dell'Agricoltura riuniti a Berlino hanno sottoscritto un documento che chiede una protezione per i suoli e la loro biodiversità garantendo accesso equo ai terreni agricoli e investendo adeguate risorse per la ricerca.
La manioca è una componente chiave nella dieta di centinaia di milioni di persone in Asia, Africa e America Latina. Foto: Tadekwiki Attribution-ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)Tadekwiki Attribution-ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)

Fosforo e liming fanno bene alla manioca e alla sicurezza alimentare

Gli interventi per ridurre l'acidità del terreno e incrementare la disponibilità di fosforo fanno crescere le rese delle colture di manioca. Uno degli elementi base della dieta di centinaia di milioni di persone
Un'innovazione circolare per l'Africa: il riutilizzo degli scarti del cocco riduce l’impiego del legname e la spinta alla deforestazione. Foto: Freetown sl Attribution-ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)Foto: Freetown sl Attribution-ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)

La storia di Alhaji, lo startupper che frena la deforestazione con gli scarti del cocco

Una soluzione circolare contro la deforestazione in Africa Occidentale. Alhaji Siraj Bah, giovanissimo innovatore di Freetown, in Sierra Leone, scommette sui residui del cocco per offrire un’alternativa ai prodotti derivati dal legno
In Africa i tassi di deforestazione nelle aree gestite dalle comunità indigene sono più bassi di quelli registrati nelle aree protette sotto il controllo del governo. Foto: maxpixel.net CC0 Public Domain Free for commercial use Link referral required https://www.maxpixel.net/Group-Women-Girls-Indigenous-Masai-Women-Maasai-6719908maxpixel.net CC0 Public Domain Free for commercial use Link referral required https://www.maxpixel.net/Group-Women-Girls-Indigenous-Masai-Women-Maasai-6719908

“Le comunità indigene sono il baluardo più efficace contro la deforestazione”

Lo studio britannico: nelle zone sotto il controllo delle popolazioni native si registra fino al 26% di deforestazione in meno nel confronto con il resto delle distese tropicali. E in Africa i territori dei nativi fanno meglio delle aree protette
Una vista aerea di una porzione della Grande Muraglia Verde (The Great Green Wall of the Sahara and the Sahel Initiative).GreatGreenWall.org

Africa, la Grande Muraglia verde è anche un ottimo investimento economico

Uno studio FAO ha mostrato che ogni dollaro investito nel progetto della Grande Muraglia verde in Sahel produce un rendimento medio di $1,2, con picchi fino a $4,4. Nonostante le dure condizioni climatiche