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Nei deserti l’impatto delle azioni antropiche ha interessato soprattutto il carbonio organico particolato nel terriccio e quello di origine microbica e vegetale nel sottosuolo. Foto: Circe Denyer CC0 1.0 Universal CC0 1.0 DeedCirce Denyer CC0 1.0 Universal CC0 1.0 Deed

L’azione dell’uomo dietro alla perdita di carbonio nei deserti

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Lo studio cinese: i disturbi causati dall'uomo provocano una significativa perdita di carbonio nel suolo degli ambienti più aridi. Tra le attività più impattanti anche alcune pratiche considerate “sostenibili” come la raccolta stagionale e l'irrigazione
Il 44° congresso della Società Italiana Scienze del Suolo verrà ospitato dal Dipartimento di Agraria dell'università di Napoli.Unina

Suolo, a Portici il 44° congresso della SISS

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L'evento si terrà l'11 e 12 dicembre. Filo conduttore: riflettere sul divario tra le conoscenze scientifiche acquisite sul suolo e la loro effettiva applicazione sul campo. Entro il 10 ottobre potranno essere inviati gli abstract per programmare gli interventi
La net primary production è una misura fondamentale della produzione di biomassa negli ecosistemi. FOTO: Zdeněk Macháček su UnsplashZdeněk Macháček su Unsplash

Quanto “producono” gli ecosistemi terrestri? Lo rivela una nuova banca dati

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Il nuovo strumento contiene misurazioni di produzione primaria netta da 456 siti di tutto il mondo. Aiuterà a comprendere come gli ecosistemi terrestri immagazzinano carbonio e producono biomassa, migliorando i modelli climatici
Tra il 2010 e il 2020 le perdite di carbonio in Amazzonia sono cresciute sulla spinta della deforestazione e di altri fenomeni sottovalutati come incendi e frammentazione. Foto: Neil Palmer/CIAT Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic CC BY-NC-ND 2.0 DeedNeil Palmer/CIAT Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic CC BY-NC-ND 2.0 Deed

Carbonio, il bilancio in rosso dell’Amazzonia: meno 370 milioni di tonnellate in dieci anni

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Lo studio: tra il 2010 e il 2020 le perdite di carbonio sono cresciute sulla spinta della deforestazione e di altri fenomeni sottovalutati come incendi e frammentazione. L'intensità del rilascio è maggiore nelle aree protette
In quattro decenni il suolo del Pianeta è diventato complessivamente più verde. Ma anche più arido. Foto: Jialiang Gao Attribution-ShareAlike 3.0 Unported CC BY-SA 3.0 DeedFoto: Jialiang Gao Attribution-ShareAlike 3.0 Unported CC BY-SA 3.0 Deed

Più verde, meno umido: uno studio cinese svela il paradosso del suolo globale

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La ricerca: in quarant’anni due terzi delle aree vegetate si sono rinverditi ma metà di essi ha anche sperimentato un significativo inaridimento del suolo. Determinante la crescita dell’evapotraspirazione
Il taglio del 20% nell’impiego dei fertilizzanti chimici raccomandato dall’Unione Europea non sarebbe sufficiente per raggiungere l’obiettivo fissato dal Green Deal di dimezzare le perdite di nutrienti entro il 2030. Foto: Vladimir Srajber pexels free to useFoto: Vladimir Srajber pexels free to use

Azoto: per gli obiettivi UE il taglio dei fertilizzanti non basterà

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Uno studio dell’UFZ di Lipsia rivela come la riduzione del 20% nell’impiego dei fertilizzanti a base di azoto produrrà un calo relativamente modesto della dispersione di nutrienti nel suolo. Determinanti le specificità dei sistemi agricoli regionali
Le zone umide hanno sequestrato in media un miliardo di tonnellate di carbonio all’anno nei primi due decenni del XXI secolo. Foto: Svetlana Makarova Attribution-ShareAlike 2.0 Generic CC BY-SA 2.0 DeedSvetlana Makarova Attribution-ShareAlike 2.0 Generic CC BY-SA 2.0 Deed

Uno studio cinese ha quantificato 20 anni di sequestro di carbonio nelle zone umide del Pianeta

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Una ricerca dell’Accademia delle Scienze Cinese rivela come le zone umide abbiano sequestrato in media un miliardo di tonnellate di carbonio all’anno nei primi due decenni del secolo. Il 70% del fenomeno avviene nelle zone tropicali
Nel delta del Niger decenni di estrazione incontrollata di petrolio hanno compromesso gravemente i suoli. Foto: Luka Tomac/Friends of the Earth International Attribution-ShareAlike 2.0 Generic CC BY-SA 2.0 DeedFoto: Luka Tomac/Friends of the Earth International Attribution-ShareAlike 2.0 Generic CC BY-SA 2.0 Deed

I microbi del suolo raccontano la storia della contaminazione da petrolio

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Uno studio internazionale ha rivelato come i microbi possano agire da marcatori per distinguere tra inquinamenti recenti e antichi da petrolio. Superando così i limiti delle analisi chimiche tradizionali
La vegetazione resistente al gelo come muschi e licheni in Antartide è vitale per i cicli biogeochimici, l’isolamento del suolo e il sostegno alla biodiversità. Foto: Rob Oo Attribution 2.0 Generic CC BY 2.0 DeedFoto: Rob Oo Attribution 2.0 Generic CC BY 2.0 Deed

Le immagini iperspettrali svelano lo stato di salute della vegetazione in Antartide

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Uno studio australiano svela l’importanza della rilevazione aerea basata sull’impiego di una tecnica più avanzata per valutare la salute e la densità della vegetazione in un’area caratterizzata da una ridotta gamma spettrale come l’Antartide. L’efficacia massima supera il 99%
Gli incendi sono la principale causa dello stress termico prolungato nelle foreste tropicali degradate. Foto: Bruno Kelly/Amazônia Real/11/08/2020 Attribution 2.0 Generic CC BY 2.0 DeedBruno Kelly/Amazônia Real/11/08/2020 Attribution 2.0 Generic CC BY 2.0 Deed

Nelle foreste dell’Amazzonia lo stress post incendi può durare diversi decenni

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Una ricerca della NASA rileva come le foreste della regione colpite dalle fiamme si mantengano più calde del normale per almeno 30 anni. Con ovvie conseguenze per la loro capacità di conservazione del carbonio e di mitigazione climatica