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Le azioni che impattano fortemente sul suolo come deforestazione, agricoltura intensiva, urbanizzazione e frammentazione degli habitat stimolano la diffusione delle malattie zoonotiche, trasmesse in particolare da roditori, pipistrelli e zanzare. Foto: Pexels free to use CC0Foto: Pexels free to use CC0

Il cambio d’uso del suolo è un rischio per la salute umana

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Lo studio della Stirling University: azioni che impattano sul suolo come deforestazione, agricoltura intensiva, urbanizzazione e frammentazione degli habitat stimolano la diffusione delle malattie trasmesse da roditori, pipistrelli e zanzare
Annunciato nel febbraio di quest’anno, il progetto SOUL sui bioprodotti riunisce 16 partner provenienti da 5 Paesi della UE tra cui la spagnola Fundación AITIIP (coordinatrice dell’iniziativa) e le italiane Novamont, Re Soil Foundation e Alma Mater Studiorum Università di Bologna. Nella foto: gli esperti di SOUL nella riunione di avvio dei lavori. Immagine: SOULSOUL

Via al progetto SOUL: cinque Paesi UE testeranno i nuovi bioprodotti

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L’iniziativa riunisce 16 partner per lo sviluppo e il collaudo sul campo di prodotti di nuova generazione progettati per biodegradarsi nel suolo al termine del ciclo di vita minimizzando così l’impatto ambientale
Il cambiamento climatico rende il terreno artico più permeabile, modificando la quantità di acqua che può essere immagazzinata e trasmessa. Nelle zone costiere l'innalzamento del livello del mare farà aumentare ulteriormente il livello delle falde acquifere favorendo in esse l'intrusione di acqua salata. Foto: Vincent Sasseville/Nunataryuk Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Generic CC BY-NC-SA 2.0 Deed https://www.flickr.com/photos/gridarendal/49555909433Vincent Sasseville/Nunataryuk Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Generic CC BY-NC-SA 2.0 Deed https://www.flickr.com/photos/gridarendal/49555909433

Non solo ghiaccio, così il clima ridisegna le falde dell’Artico

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Sotto la superficie del permafrost artico si sta riorganizzando un intero sistema idrologico. Uno studio canadese rivela dove il suolo diventerà più secco e dove invece aumenterà l’umidità
L'utilizzo delle plastiche compostabili, unito a un adeguato sistema impiantistico di gestione del loro fine vita, sarebbe in grado di ridurre l'accumulo globale di rifiuti fino al 65%, secondo uno studio dell'università di Yale.Consorzio BIOREPACK

Ecotossicità, le plastiche biodegradabili possono ridurla del 34%

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Uno studio della Yale School of Environment ha evidenziato il potenziale delle plastiche biodegradabili e compostabili per ridurre i rifiuti globali e l'inquinamento di suoli e mari. Per riuscirci, essenziale dotarsi di un adeguato sistema impiantistico e infrastrutturale di gestione del loro fine vita
Le praterie conservano a oggi circa un terzo del carbonio terrestre del Pianeta. E sono soggette alle differenti dinamiche dell’elemento e all’impatto del bestiame. Foto: Pxhere CC0 Public Domain Free for personal and commercial use No attribution requiredPxhere CC0 Public Domain Free for personal and commercial use No attribution required

Lo stop al pascolo riduce la presenza di carbonio stabile nelle praterie

Secondo una ricerca britannica le praterie non pascolate accumulano nel suolo una maggiore quantità di carbonio a vita breve nel confronto con quelle in cui è presente il bestiame. Ma registrano anche livelli più bassi di elemento stabile 
Nello Stato del Kerala, nell’India meridionale, le foreste naturali conservano in media 16,61 grammi di carbonio per ogni chilo di suolo contro gli 11,82 rilevati nelle piantagioni di teak. Foto: Parambikulam Tiger Conservation Foundation Attribution-ShareAlike 4.0 International CC BY-SA 4.0 DeedParambikulam Tiger Conservation Foundation Attribution-ShareAlike 4.0 International CC BY-SA 4.0 Deed

Carbonio organico, le foreste naturali battono la rigenerazione artificiale

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Nelle aree forestali intatte i livelli di carbonio nel suolo superano nettamente quelli rilevati nelle zone ripristinate attraverso gli impianti. Nelle quali la maggiore acidità del terreno riduce la capacità di conservazione dell'elemento
Secondo i ricercatori, in Germania, gli alberi, i suoli forestali e il legno morto conservano un totale di 2,2 miliardi di tonnellate di carbonio. Foto: © Thünen-Institut/Marius Möller press releaseThünen-Institut/Marius Möller press release

In Germania il suolo forestale ha compensato la perdita di carbonio degli alberi durante la siccità

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La scoperta arriva dall’Istituto Thünen: tra il 2018 e il 2020 il terreno delle foreste tedesche ha immagazzinato più carbonio del previsto, controbilanciando quasi per intero le perdite associate alla moria delle piante
Nelle aree ad alta produttività, come gli ecosistemi tropicali e temperati, l’efficienza d’uso del carbonio da parte dei microbi si sgancia dal tasso di respirazione una volta che quest’ultimo supera una soglia critica. Foto: pxhere CC0 1.0 Universal CC0 1.0 Deedpxhere CC0 1.0 Universal CC0 1.0 Deed

Tra microbi e ciclo del carbonio una relazione più complicata del previsto

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In alcune circostanze, spiega un nuovo studio, la respirazione microbica, con conseguente rilascio di carbonio, può aumentare anche a fronte di una produzione di biomassa costante. Un aspetto che deve essere integrato nei modelli di proiezione climatica
Per contrastare il trend che potrebbe portare il 90% dei suoli a essere degradati entro il 2050, serve un approccio integrato che unisca tecnologie, conoscenza scientifica.

Entro il 2050 degradato il 90% del suolo. Ma alcune innovazioni fanno sperare

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Dalla bioingegneria all’agricoltura di precisione, uno studio dell'Università di Pisa individa le soluzioni tecnologiche in grado di contrastare il degrado del suolo e rafforzare la sicurezza alimentare globale
Nel Sud Est Asiatico il disboscamento e la conversione del terreno hanno rilasciato più carbonio e gas serra di qualsiasi altra attività nello spazio di due decenni. Foto: Pok Rie Pexels free to usePok Rie Pexels free to use

La deforestazione ha reso il Sud-Est asiatico una fonte netta di carbonio

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Nei primi due decenni del secolo, spiega uno studio giapponese, le foreste dell’area hanno rilasciato più carbonio di quanto siano riuscite a stoccare. Incendi, degrado delle torbiere e combustibili fossili aggravano la situazione