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Un prato ricco di fiori spontanei, uno degli elementi chiave dei sistemi agricoli orientati alla biodiversità come l’agriwilding. Questi ambienti forniscono risorse alimentari e habitat per numerosi insetti impollinatori. Foto: Nathanieljoyce, Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 (CC BY-SA 4.0)Nathanieljoyce, Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 (CC BY-SA 4.0)

Insetti, produzione e biodiversità convivono nell’agriwilding

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Colture produttive, alberi, prati ricchi di specie e successione naturale: l'agriwilding, spiega uno studio belga, favorisce il ritorno degli impollinatori e apre nuove prospettive per un'agricoltura più sostenibile
Un tratto forestale nella regione di Sanjiang nella provincia di Heilongjiang, una delle aree settentrionali coinvolte nel piano pluridecennale di protezione e ampliamento delle foreste in Cina. Foto: Rutger van der Maar Attribution 2.0 Generic CC BY 2.0 DeedRutger van der Maar Attribution 2.0 Generic CC BY 2.0 Deed

In Cina le foreste “artificiali” crescono più in fretta di quelle naturali

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Uno studio sugli alberi piantati nel nord della Cina rivela un’accelerazione della superficie fogliare grazie alla giovane età delle foreste e alla maggiore risposta alla CO₂, ma il vantaggio potrebbe non durare nel tempo
L'Amazzonia è un mosaico di ambienti diversi: secondo un nuovo studio, queste differenze influenzano anche la distribuzione delle malattie trasmesse dagli insetti. Foto: lubasi Creative Commons Attribution-ShareAlike 2.0 (CC BY-SA 2.0)Foto: lubasi Creative Commons Attribution-ShareAlike 2.0 (CC BY-SA 2.0)

In Amazzonia le malattie seguono la trasformazione della foresta

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Uno studio brasiliano su oltre un milione di casi di malaria, dengue, Chagas e leishmaniosi rivela come le malattie si concentrino in specifici “paesaggi sanitari” creati modelli d’uso del territorio: dalle comunità forestali ai grandi sistemi agricoli
Il segno del passaggio di un incendio nella foresta tropicale a Botucatu, Stato di San Paolo, in Brasile. Se le conseguenze della distruzione delle foreste su larga scala sono ormai ben documentate, quelle del loro degrado sono state fino a oggi molto più incerte. Foto: Thyrome Attribution 4.0 International CC BY 4.0 DeedFoto: Thyrome Attribution 4.0 International CC BY 4.0 Deed

Una nuova banca dati rivela il costo climatico del degrado delle foreste

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I ricercatori tedeschi hanno elaborato quasi quarant'anni di dati, fornendo una delle sintesi più complete mai prodotte sulle dinamiche del carbonio nelle foreste dopo gli eventi avversi e nella successiva rigenerazione
Amazzonia brasiliana. In futuro la capacità della foresta di ripristinare le normali emissioni di composti organici volatili biogenici potrebbe essere progressivamente compromessa. Foto: Neil Palmer/CIAT Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic CC BY-NC-ND 2.0 DeedNeil Palmer/CIAT Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic CC BY-NC-ND 2.0 Deed

El Niño: contro la siccità l’Amazzonia sceglie l’autodifesa “chimica”

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Uno studio mostra come la foresta abbia modificato le emissioni di composti volatili durante la siccità più intensa mai registrata in Amazzonia. Innescando un meccanismo destinato a influenzare anche l'atmosfera
Negli USA sudoccidentali il cambiamento climatico e l'accumulo di combustibile vegetale favoriscono incendi sempre più estremi. Foto: Eric Coulter, Public Domain Mark 1.0 UniversalEric Coulter, Public Domain Mark 1.0 Universal PDM 1.0 Deed

In California gli incendi più devastanti sono ormai la norma

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Uno studio mostra come il cambiamento climatico e la gestione delle foreste abbiano trasformato la natura prevalente degli incendi. Dal 2012 sono più comuni i roghi ad alta intensità, con conseguenze ambientali ed economiche sempre più gravi
Individuare nuovi operatori capaci di impegnarsi nella tutela del suolo in Europa e di contribuire in prima persona al progresso della ricerca scientifica. È questo l'obiettivo della seconda open call lanciata dal progetto ECHOECHO

ECHO rilancia: cercasi nuovi Soil Ambassador per l’Europa

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La seconda open call del progetto ECHO punta ad ampliare la rete di cittadini, insegnanti, agricoltori e associazioni coinvolti nelle attività di monitoraggio e tutela del suolo secondo l'approccio della citizen science
Produzione di olio di palma in Brasile. La perdita di biodiversità legata all’agricoltura è concentrata nelle aree tropicali che subiscono quasi l’80% dell’impatto totale. Foto: Miguel Pinheiro/CIFOR Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic CC BY-NC-ND 2.0 DeedFoto: Miguel Pinheiro/CIFOR Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic CC BY-NC-ND 2.0 Deed

Olio di palma, cocco e soia cancellano l’1,5% della biodiversità globale

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Un nuovo studio rivela che queste tre colture oleaginose sono responsabili da sole del 75% circa della perdita di biodiversità legata all’espansione agricola. Un risultato della crescente domanda di molti prodotti di uso quotidiano
L'immagine del contest fotografico 2026 sul consumo di suolo e rigenerazione urbana indetto da ISPRA e SNPAISPRA

Un concorso fotografico per raccontare il suolo che cambia

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Dal consumo di suolo alla rigenerazione urbana: ISPRA e SNPA lanciano un contest aperto a cittadini e fotografi. L'immagine vincitrice sarà la copertina del prossimo Rapporto nazionale sul consumo di suolo
La piantumazione dei pascoli è una strategia efficace per la tutela della biodiversità ma non quanto la conservazione delle foreste naturali. Foto: Onderwijsgek Attribution-ShareAlike 3.0 Unported CC BY-SA 3.0 DeedOnderwijsgek Attribution-ShareAlike 3.0 Unported CC BY-SA 3.0 Deed

Nei pascoli alberati la biodiversità cresce del 44%

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Nei Paesi in via di sviluppo l’allevamento è un mezzo di sussistenza per un miliardo di agricoltori ma la crescente esigenza di spazio per i pascoli favorisce la deforestazione. Uno studio tedesco suggerisce come conciliare sviluppo economico e biodiversità. Grazie agli alberi