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Ai tropici gli alberi precedentemente trascurati determinano una copertura aggiuntiva di quasi 400 milioni di ettari, pari al 17% del totale Foto: Karina Carvalho CC0 1.0 Universal CC0 1.0 DeedKarina Carvalho CC0 1.0 Universal CC0 1.0 Deed

Gli alberi che non c’erano: una nuova mappa svela le piante invisibili dei tropici

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Una ricerca internazionale riconsidera la presenza degli alberi nelle regioni tropicali. Fino a oggi ignorata una pianta su sei. E, con essa, i relativi benefici ecologici 
I funghi micorrizici aiutano le piante ad accedere ai nutrienti del suolo ricevendo in cambio zuccheri. Immagine: Rajarshi Rit, USIC department - University of Burdwan Attribution 4.0 International CC BY 4.0 DeedRajarshi Rit, USIC department - University of Burdwan Attribution 4.0 International CC BY 4.0 Deed

Un database pubblico raccoglie informazioni sui funghi del suolo

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Dopo anni di studio, un gruppo di ricercatori americani ha mappato le caratteristiche delle spore di 344 specie di funghi micorrizici arbuscoli. Ricavando informazioni rilevanti per valutarne la distribuzione e la resilienza agli stress
Le praterie ospitano una grande varietà di specie vegetali e offrono numerosi servizi ecosistemici, come il sequestro del carbonio, il sostegno agli impollinatori e il pascolo per il bestiame. Ma sono anche tra gli ecosistemi più minacciati dalle attività umane, compresa l’intensificazione dell’uso del suolo e le attività agricole. Foto: Cortez Rohr/USFWS Public Domain Mark 1.0 Universal PDM 1.0 DeedCortez Rohr/USFWS Public Domain Mark 1.0 Universal PDM 1.0 Deed

Quanto azoto possono tollerare le praterie? Lo rivela uno studio

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Secondo una ricerca, applicare più di 80 Kg di azoto per ettaro in un anno renderebbe i suoli delle praterie “funzionalmente poveri e altamente instabili oltre che vulnerabili a eventi meteo estremi”
Secondo gli autori oltre il 50% delle foreste di mangrovie subisce variazioni significative per effetto dei fenomeni El Niño e La Niña. Foto: Katia Schulz Attribution 2.0 Generic CC BY 2.0 DeedKatia Schulz Attribution 2.0 Generic CC BY 2.0 Deed

Le oscillazioni climatiche sono un pericolo costante per le mangrovie

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Uno studio dimostra per la prima volta come le alterazioni di temperatura nell’Oceano Pacifico impattino sulle mangrovie secondo uno schema consolidato. Nelle aree degradate i loro servizi ecosistemici sono a rischio
Nelle foreste dello Stato del Victoria cresce il frassino di montagna, la pianta da fiore più alta del mondo, che può raggiungere quasi i 100 metri di altezza. Foto: Rexness Attribuzione - Condividi allo stesso modo 2.0 Generico CC BY-SA 2.0 DeedRexness Attribuzione - Condividi allo stesso modo 2.0 Generico CC BY-SA 2.0 Deed

Australia, nelle foreste disboscate la rigenerazione naturale non basta

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Nelle foreste del sud ovest del Paese il 19% delle aree disboscate non ha sperimentato la rigenerazione naturale. Determinanti le cattive pratiche di gestione e il cambiamento climatico
Allarme biodiversità: la pressione umana circostante impedisce a molte specie potenzialmente presenti di insediarsi in ambienti idonei. Foto: P. L. Tandon Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 2.0 Generico CC BY-NC-SA 2.0 DeedP. L. Tandon Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 2.0 Generico CC BY-NC-SA 2.0 Deed

Quella perdita nascosta di biodiversità che minaccia il Pianeta

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Uno studio internazionale introduce il concetto di biodiversità nascosta utile a comprendere la completezza di un ecosistema rispetto al suo potenziale naturale. Maggiore è la pressione umana, minore la capacità del sistema stesso di proliferare
Turisti in coda per visitare il villaggio di Aceredo, in Spagna, riemerso dalle acque durante la siccità del 2022. Gli eventi estremi, come le ondate di calore, possono trasformare gli ecosistemi in fonti di emissioni nette di carbonio. Foto: o_andras Attribution-ShareAlike 4.0 International CC BY-SA 4.0 Deedo_andras Attribution-ShareAlike 4.0 International CC BY-SA 4.0 Deed

Siccità e caldo estremo riducono la capacità di sequestro di carbonio nelle piante

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Lo studio dell’Università Autonoma di Barcellona: la respirazione vegetale e la decomposizione della materia organica fanno crescere le emissioni di carbonio in misura maggiore rispetto al sequestro aggiuntivo legato all’ampliamento della stagione di crescita
Gli affioramenti rocciosi sono comuni negli ecosistemi montani ed esercitano un impatto significativo sulle funzioni dell'ecosistema. Foto: © Copyright Chris Gunns and licensed for reuse under this Creative Commons Licence: Attribution-ShareAlike 2.0 Generic CC BY-SA 2.0 Deed© Copyright Chris Gunns and licensed for reuse under this Creative Commons Licence: Attribution-ShareAlike 2.0 Generic CC BY-SA 2.0 Deed

Ecco come gli affioramenti rocciosi impattano sul suolo in montagna

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Uno studio cinese descrive e misura l'effetto degli affioramenti sul terreno. Questi ultimi creano specifici “hotspots” localizzati in cui le funzioni del suolo vengono potenziate. La dimensione delle rocce amplifica l’effetto
Tra il 2005 e il 2021 nel Parco Centrale di Helsinki sono morti 6008 alberi: 1892 di questi soltanto nell'ultimo anno- Foto: Pekka Nikrus Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Generic CC BY-NC-SA 2.0 DeedPekka Nikrus Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Generic CC BY-NC-SA 2.0 Deed

Il climate change uccide sempre più alberi nelle foreste urbane boreali

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I risultati della ricerca finlandese: gli alberi sono sempre più spesso vittime di alcuni fenomeni connessi al riscaldamento globale. I numeri, eloquenti, del "Central Park" di Helsinki
I PFAS si trovano in molti prodotti come schiume antiincendio, vernici, pesticidi, rivestimenti e imballaggi alimentari. Foto: Defense Visual Information Distribution Service Public Domain Mark 1.0 Universal PDM 1.0 DeedDefense Visual Information Distribution Service Public Domain Mark 1.0 Universal PDM 1.0 Deed

PFAS: ripulire l’Europa costerebbe 2mila miliardi in vent’anni

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La stima è contenuta in un'inchiesta coordinata dal quotidiano francese Le Monde sulla diffusione dei PFAS nel Vecchio Continente. Sotto accusa la lobby dei produttori