5 Luglio 2024

Un premio per i progetti di decementificazione nelle Alpi

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Il concorso Ground:breaker è bandito da CIPRA (Commissione internazionale per la protezione delle Alpi)

A bandirlo è la CIPRA (Commissione internazionale per la protezione delle Alpi). Una giuria premierà i tre migliori esempi di deimpermeabilizzazione e miglioramento del suolo nelle aree urbane e periurbane nei Paesi alpini. Termine candidature: novembre 2024

di Emanuele Isonio

 

Un concorso rivolto a comuni, iniziative della società civile, istituti di ricerca e imprese. Obiettivo: raccogliere buoni esempi di deimpermeabilizzazione e miglioramento del suolo nel territorio panalpino. A lanciarlo è la CIPRA, Commissione internazionale per la protezione delle Alpi, organizzazione “ombrello” che riunisce più di 100 associazioni.

L’obiettivo del concorso

“Siamo alla ricerca di esempi provenienti da aree urbane e periurbane dei diversi Paesi delle Alpi, realizzati su scale diverse e da diversi attori” spiega la CIPRA in una nota. “Vogliamo trovare i Ground:breaker che si sono maggiormente impegnati all’interno delle regioni alpine”.

Gli esempi di progetti potenzialmente meritevoli di essere premiati sono ovviamente svariati: la trasformazione di parcheggi in spazi verdi, la rivitalizzazione di suoli degradati per migliorare la biodiversità, l’eliminazione delle isole di calore, come rendere le superfici permeabili all’acqua o creare spazi ricreativi.

Termini di candidatura

Il concorso è aperto a comuni, organizzazioni, iniziative della società civile, istituti di ricerca, imprese e privati cittadini del Perimetro della Macroregione alpina EUSALP. Possono essere candidate solo attività di deimpermeabilizzazione e miglioramento del suolo già realizzate. Termine ultimo per le candidature è novembre prossimo. La cerimonia di premiazione si terrà invece a febbraio 2025 nell’ambito di una conferenza sulla pianificazione territoriale a Salisburgo.

Una giuria internazionale, composta da cinque membri altamente qualificati provenienti da Austria, Germania, Italia, Francia e Slovenia, individuerà i Ground:breaker più impegnati. Alle tre iniziative più innovative e meritevoli andranno i premi in denaro di 2000, 1500 e 1000 euro.

I vantaggi economici del de-sealing

Le attività di deimpermeabilizzazione (anche note come “de-sealing”) sono un elemento cruciale per riportare in salute i terreni e per ridurre, soprattutto in ambito urbano, i danni – economici, ambientali, sanitari – causati dagli eventi meteo estremi (dalle isole di calore fino ai danni da alluvioni). Tali azioni hanno ovviamente dei costi, che spesso scoraggiano dall’attuarle. Il rovescio (positivo) della medaglia è che dietro ogni azione di deimpermeabilizzazione si nascondono dei benefici, anche economici.

Lo ricordava mesi fa ad esempio l’ISPRA. Secondo l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale infatti il costo annuale medio per la per la perdita dei servizi ecosistemici si aggiri attorno ai 100mila euro per ettaro (ovvero 10 euro per ogni metro quadro perduto). Più nel dettaglio, il flusso di servizio che il suolo non sarà più in grado di assicurare oscilla tra 66mila e 81mila euro a ettaro all’anno. A ciò si aggiungono tra 23mila e 28mila euro a ettaro per lo stock di risorsa perduta. Il totale è quindi compreso tra 89mila e 109mila euro l’anno. Il costo che l’Italia potrebbe essere costretta a sostenere  a causa della perdita dei servizi ecosistemici dovuta al consumo di suolo tra il 2012 e il 2030 è compreso tra 81 e 99 miliardi di euro.

Eventi estremi, danni in crescita

I danni da eventi meteo estremi, tra l’altro, stanno crescendo: nel corso del 2023 – calcola l’Osservatorio Città Clima di Legambiente – l’Italia ha subito 378 episodi. Un aumento del 22% rispetto al 2022, soprattutto a causa di frane, alluvioni, mareggiate e temperature eccezionalmente alte.

Dati di sintesi degli eventi meteo estremi 2023. FONTE: Osservatorio Città Clima Legambiente.

Dati di sintesi degli eventi meteo estremi 2023. FONTE: Osservatorio Città Clima Legambiente.

“Una delle grandi sfide legata alla lotta alla crisi climatica riguarda proprio la vera mitigazione del rischio idrogeologico” sottolinea Andrea Minutolo, responsabile scientifico di Legambiente. “Per ottenerla, si deve operare integrando la restituzione dello spazio ai fiumi, agendo su delocalizzazioni, desigillatura di suoli impermeabilizzati, rinaturazione delle aree alluvionali, azzerando il consumo di suolo e non concedendo nuove licenze per edificazioni in aree prossime ai corsi d’acqua”. Azioni tanto più urgenti in territori delicati dal punto di vista idropedologico come sono quelli dell’area alpina e subalpina.