27 Maggio 2024

A Strasburgo si studia l’eredità del soil sealing

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Il progetto PerméaSol studierà la traiettoria ecologica di un suolo urbano “liberato” nei prossimi 3 anni. Valutando così gli effetti a lungo termine dell’impermeabilizzazione

di Matteo Cavallito

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Quello dell’impermeabilizzazione del suolo, o soil sealing, è un fenomeno problematico che impatta sulla salute del terreno generando molteplici effetti. Tra questi, in particolare, la distruzione degli habitat naturali, l’aumento delle inondazioni e l’effetto isola di calore nelle aree urbane. Non sorprende, quindi, che nell’ambito delle politiche ambientali trovino oggi un crescente spazio gli interventi di ripristino basati sull’eliminazione delle coperture artificiali.

Ma cosa accade una volta avviato questo processo? Come si comporta il suolo, un tempo sigillato, dopo la sua esposizione all’aria aperta? Sono queste le domande fondamentali a cui tenta ora di rispondere il progetto PerméaSol, un’iniziativa di ricerca lanciata a Strasburgo e presentata la scorsa settimana in occasione del Centenario IUSS (Unione Internazionale delle Scienze del Suolo), il maxi evento fiorentino che ha chiamato a raccolta oltre 1.500 scienziati da tutto il mondo.

Il progetto PerméaSol

La città francese ha avviato un programma di azzeramento dell’impermeabilizzazione netta. Ogni intervento di copertura realizzato nelle aree urbane, in altre parole, deve essere compensato da un’iniziativa di desealing, ovvero di de-impermeabilizzazione, su una superficie equivalente. In questo contesto, ricorda il portale Strasbourg.eu, il progetto PerméaSol, avviato nel settembre dello scorso anno, intende “far luce sulla capacità di rigenerazione spontanea dei suoli in diverse condizioni”. Per questo “vengono studiati diversi tipi di superficie – vegetata, stabilizzata e asfaltata – e di ambienti, come quello urbano e quello forestale”.

Oggi, si legge nella presentazione dei ricercatori, “la crisi del clima e quella della biodiversità hanno finito per mettere in discussione questo tipo di gestione del territorio aprendo la strada alla de-impermeabilizzazione dei suoli urbani”.

Tuttavia, “Mentre le conseguenze dell’impermeabilizzazione sono ben note, quelle del desealing lo sono meno. L’utilizzo di un approccio olistico è quindi fondamentale per comprendere gli effetti di tale pratica sull’acqua, sul suolo e sulla biodiversità, ma anche i meccanismi sottostanti e i tempi necessari per il recupero di un suolo funzionale”. Il progetto si propone quindi di  studiare la traiettoria ecologica di un suolo urbano “liberato” nei prossimi 3 anni. Valutando così gli effetti a lungo termine dell’impermeabilizzazione che potrebbero continuare a manifestarsi anche dopo l’eliminazione della copertura.

L’indagine

Lo studio interessa tre aree sottoposte a rimozione dello strato di asfalto tra il settembre del 2023 e il gennaio del 2024. Due collocate nell’area urbana di Strasburgo, la terza in una vicina foresta. L’indagine interessa anche le superfici ancora sigillate che si trovano accanto a ciascun appezzamento e che fungono da gruppo di controllo.

“Vengono regolarmente effettuate diverse analisi per cercare di cogliere in modo integrato le dinamiche del sistema”, spiegano gli scienziati. Queste comprendono variabili come “l’infiltrazione e l’immagazzinamento dell’acqua, la quantità e le caratteristiche funzionali della vegetazione e dei microrganismi del terreno, la fertilità, l’inquinamento e la composizione chimica del suolo”. In seguito, precisano, saranno studiate le interazioni e le dinamiche tra i diversi processi osservati.

Il fenomeno del soil sealing è ampiamente diffuso. La situazione si sta aggravando nella maggior parte delle regioni del Pianeta. IMMAGINE FAO http://www.fao.org/3/a-i6470e.pdf

Il fenomeno del soil sealing è ampiamente diffuso. La situazione si sta aggravando nella maggior parte delle regioni del Pianeta. Immagine: FAO

I primi risultati

Questi, proseguono gli autori, i primi fenomeni osservati: “In un primo momento, i terreni desigillati erano caratterizzati da una miscela di sabbia e ghiaia con circa il 70% delle particelle del suolo di calibro superiore ai 2mm, da scarsa materia organica (1%), bassa attività biologica e assenza di piante”. In seguito, “l’infiltrazione dell’acqua è aumentata significativamente e la vegetazione è comparsa nel giro di un mese, con specie pioniere e altre tipiche dell’asfalto”.

Il calore del suolo, infine, “è diminuito in seguito al desealing e presumibilmente manterrà questo andamento con la crescita della vegetazione. Sia l’accumulo di acqua che il contenuto di materia organica dovrebbero aumentare nei prossimi mesi”.