19 Maggio 2024

Re Soil Foundation al Congresso del Centenario della IUSS

,
Il congresso IUSS di Firenze richiama 1500 scienziati da tutto il mondo per confrontarsi sui tanti temi connessi con il sistema suolo. FOTO: IUSS press office.

Nell’ambito del 100° Anniversario IUSS (Unione Internazionale delle Scienze del Suolo, Re Soil organizza una sessione lunedì 20 alle 17. Saranno presentate tre ricerche internazionali sul contributo delle soluzioni della bioeconomia circolare per restituire fertilità ai suoli

di Emanuele Isonio

 

Esigenze del suolo nell’agricoltura industriale e nelle aree altamente popolate”. E’ il nome della sessione che Re Soil Foundation ha organizzato nell’ambito del 100° Anniversario della IUSS (Unione Internazionale delle Scienze del Suolo) in corso di svolgimento a Firenze.

La sessione organizzata da Re Soil, tra i patrocinatori dell’evento IUSS, è in programma lunedì 20 alle 17 alla Limonaia. L’incontro, aperto a chiunque sia accreditato al congresso, permetterà di approfondire i risultati di 3 ricerche sviluppate da altrettanti team e atenei internazionali per evidenziare il contributo che la bioeconomia circolare può offrire in favore della fertilità dei suoli.

Il congresso IUSS di Firenze richiama 1500 scienziati da tutto il mondo per confrontarsi sui tanti temi connessi con il sistema suolo. FOTO: IUSS press office.

Il congresso IUSS di Firenze richiama 1500 scienziati da tutto il mondo per confrontarsi sui tanti temi connessi con il sistema suolo. FOTO: IUSS press office.

Il programma della sessione

La prima delle ricerche (“Surplus soils: Realising beneficial characteristics to enable sustainable reuse“) sarà presentata da Hadee Thompson-Morrison, ricercatrice specializzata in contaminanti ambientali, del Manaaki Whenua-Landcare Research, in Nuova Zelanda.

La seconda ricerca – “Fertilising potential of dried anaerobic digestate from slaughterhouse by-products” vede coinvolta invece l’università di Bologna. A presentarla, sarà Andrea Ciurli, ricercatore del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari.
A realizzare l’ultimo dei 3 studi presentati nella sessione – “Biochar and Camelina Sativa in marginal land for low-iluc biofuel production” – è invece Re-Cord, Renewable Energy Consortium for R&D.

 

A Firenze 1500 scienziati da tutto il mondo

Nei tre giorni del Congresso del Centenario IUSS, Firenze ospita oltre 1500 scienziati provenienti da tutto il mondo. Obiettivo: fare il punto sulle ultime evidenze emerse, sulle ricerche in corso e sulle impellenti problematiche del suolo, il substrato essenziale alla vita, da cui deriva oltre il 95% delle calorie necessarie all’umanità. Una vera e propria kermesse internazionale, organizzata dalla IUSS e dalla SISS (Società Italiana delle Scienze del Suolo) e patrocinata dal Ministero dell’Agricoltura.

“Si tratta di una opportunità straordinaria per rimarcare  con un approccio integrato e uno sguardo globale la centralità del suolo, risorsa dal valore inestimabile, essenziale nella prevenzione del dissesto idropedologico, per le produzioni agricole e forestali, la tutela dell’ambiente e una più efficace gestione dell’acqua in un’ottica di sviluppo sostenibile” afferma Giuseppe Corti, Responsabile del Segretariato IUSS, direttore CREA Agricoltura e Ambiente, presidente SISS e membro del Comitato tecnico scientifico di Re Soil Foundation.

I temi portanti del Congresso IUSS

Quattro le principali linee di riflessione sviluppate nei tre giorni del congresso IUSS.

  • La salinizzazione. Da sempre considerato un problema molto importante, la salinizzazione del suolo sta ottenendo una crescente rilevanza per la sua rapida diffusione spaziale. Il fenomeno interessa infatti non solo i paesi del nord Africa, ma anche il sud Italia, la Grecia e vaste aree del vicino Oriente, ma anche nel centro della Romania, dell’India e molte altre, zone impensabili fino a due decenni fa. Con 11 milioni di chilometri quadrati di estensione (il 7% di tutte le terre emerse e il 20% dei suoli irrigati) e un tasso di crescita del 7%-10% negli ultimi decenni, i suoli salini costano circa 27 miliardi di dollari all’anno in termini di perdita di prodotti agricoli.
  • Il suolo delle donne è più sano. Nel Nord e nel Sud del mondo, alle donne è riservata la gestione di piccole aree o orti diversamente da quanto accade agli uomini a cui sono assegnate le grandi estensioni. Come risultato, i suoli delle piccole aree sono spesso in miglior salute di quelle grandi, perché di più facile gestione e perché le donne sono più propense ad adottare tecniche innovative di conservazione, soprattutto se ne vedono i benefici.
  • Gestione del suolo. In un’ottica di sostenibilità, è necessario sviluppare sistemi agricoli nuovi, armonizzati alle varie condizioni pedoclimatiche, con un occhio attento anche alla conservazione combinata del suolo e dell’acqua, in particolare il drenaggio del suolo e l’irrigazione anche con acque riciclate trattate.
  • Gestione del rischio. Il rischio, frane, alluvioni e subsidenza, oggi può essere valutato e, con una certa attendibilità, anche previsto con i nuovi software di supporto alle decisioni alimentati con dati del suolo, carte del suolo e modelli.