6 Febbraio 2026

Pesticidi: in Europa contaminati 7 suoli agricoli su 10

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La fotografia dell’Università di Zurigo: il 70% dei terreni europei è contaminato da pesticidi che hanno un impatto significativo sulla biodiversità delle comunità microbiche. I fungicidi sono responsabili di oltre la metà dei residui individuati

di Matteo Cavallito

La contaminazione da pesticidi in Europa “ha un impatto significativo su vari organismi benefici del suolo compromettendone la biodiversità”. Così Marcel van der Heijden, professore presso il Dipartimento di Biologia Vegetale e Microbica dell’Università di Zurigo (UZH), in una nota diffusa dallo stesso ateneo, ha commentato i risultati dell’ultimo studio realizzato insieme a una équipe interazionale di ricerca. L’indagine, pubblicata su Nature, ha fornito “la prima prova quantitativa completa” della prevalenza e dell’effetto di queste sostanze nei terreni continentali.  Rilevando, in definitiva, come quasi tre quarti dei suoli europei risulterebbero oggi contaminati.

I fungicidi in testa alla classifica

Lo studio, condotto da un gruppo di scienziati provenienti da 10 istituti di ricerca europei, tra cui il JRC, l’Università di Vigo, in Spagna, e la stessa Università di Zurigo, ha valutato gli effetti di 63 pesticidi comuni su un totale di 373 campioni di suolo raccolti in campi, foreste e prati in 26 Paesi europei. In totale, spiega la ricerca, “I residui di pesticidi sono stati rilevati nel 70% dei siti e sono risultati il secondo fattore più influente sui modelli di biodiversità del terreno dopo le proprietà del suolo stesso”.

Nella graduatoria per categorie di prodotto svettano i fungicidi che rappresentano il 54% delle sostanze individuate dai ricercatori. A seguire gli erbicidi (35%) e gli insetticidi (11%).

Il principio attivo più comune era l’erbicida glifosato, un composto da tempo sotto la lente di studiosi e ambientalisti il cui impiego è stato autorizzato nella UE fino alla fine del 2033. Una scelta che non ha mancato di suscitare polemiche. La maggior parte dei pesticidi, precisano ancora gli autori, è stata riscontrata nei campi agricoli anche se la loro presenza è stata rilevata anche nelle foreste e nei prati, evidenziando così l’effetto della deriva degli spray.

L’impatto sulla biodiversità

Oltre a colpire i parassiti proteggendo così le colture, i pesticidi possono danneggiare anche i microorganismi del terreno modificandone drasticamente le comunità viventi. “La nostra analisi ha inoltre rivelato modelli specifici per organismo e funzione, sottolineando effetti complessi e diffusi non mirati sulla biodiversità”, spiegano gli autori.

Che aggiungono: “I pesticidi hanno alterato le funzioni microbiche, come il ciclo del fosforo e dell’azoto, e hanno ridotto i gruppi di organismi benefici, tra cui le micorrize arbuscolari e i nematodi che si nutrono di batteri”.

I funghi micorrizici, in particolare, hanno una funzione cruciale nell’ecosistema del suolo poiché si collegano alle radici delle colture e le aiutano ad assorbire acqua e sostanze nutritive. In generale, prosegue lo studio, i residui delle sostanze alterano la funzionalità del terreno riducendo la capacità di rilasciare e assorbire nutrienti come fosforo e azoto. Un fenomeno che dovrà essere controbilanciato da una fertilizzazione aggiuntiva per mantenere inalterate le rese.

Ampliare le valutazioni sull’impatto dei pesticidi

La ricerca, infine, sottolinea come gli effetti nocivi di vari pesticidi colpiscano anche altre specie come uccelli, api e insetti. Con un impatto ambientale molto significativo e a lungo termine in considerazione dei lunghi tempi di degradazione delle sostanze nel terreno.

Per proteggere gli ecosistemi del suolo, dunque, è necessario espandere le valutazioni eco-tossicologiche. Esaminando non solo i loro effetti sulle singole specie ma anche quelli a livello di comunità e funzioni. I risultati della ricerca, dunque, “evidenziamo la necessità di integrare le caratteristiche funzionali e tassonomiche nella futura metodologia di valutazione del rischio”, concludono gli scienziati. Con l’obiettivo di “salvaguardare la biodiversità del suolo, elemento fondamentale per il funzionamento dell’ecosistema”.