30 Novembre 2023

Così i funghi regolano il ciclo del carbonio nelle foreste

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Una ricerca cinese evidenzia come diverse categorie di funghi micorrizici registrino un assorbimento differente dei nutrienti. Impattando sulla biomassa e sul carbonio del suolo

di Matteo Cavallito

 

La presenza di diverse specie di funghi influisce sulla capacità di assorbimento del carbonio nel suolo. Lo riferisce una recente ricerca a cura di un gruppo di scienziati guidati da Zhu Jiaojun, docente presso l’Istituto di Ecologia Applicata dell’Accademia Cinese delle Scienze (CAS). L’indagine, pubblicata sulla rivista Nature Climate Change ha evidenziato in particolare le dinamiche che intercorrono tra le specie micorrize e la biomassa vegetale negli ecosistemi forestali in condizioni di deposizione di azoto e riscaldamento.

“Le foreste immagazzinano circa l’80% del carbonio presente negli ecosistemi terrestri, ma il loro sequestro a lungo termine dipenderà in parte da come la biomassa vegetale e gli stock dell’elemento stesso nel suolo risponderanno ai cambiamenti globali”, si legge nello studio. Tale risposta, al momento, “rimane incerta”.

L’importanza dei funghi micorrizici

Lo studio prende in esame le due specie più diffuse di funghi micorrizici, organismi che hanno un ruolo chiave nelle dinamiche del suolo: gli arbuscoli (AM) e gli ectomicorrizici (ECM).  L’interazione di questi con piante è fondamentale per il ciclo del carbonio nelle foreste. Essa infatti  influenza la crescita delle piante stesse, l’acquisizione dei nutrienti e l’immagazzinamento dell’elemento nel suolo.

Gli stessi ricercatori cinesi avevano già studiato l’accumulo di carbonio nel sottosuolo  nella foresta di Qingyuan, nel sud del Paese. I risultati, ricorda una nota dell’Accademia delle Scienze di Pechino, hanno mostrato stock di carbonio nel sottosuolo più elevati del 25% nelle foreste dominate dagli arbuscoli nel confronto con quelle dove erano prevalenti gli ectomicorrizici. Le modalità con cui i funghi influenzano la distribuzione del carbonio tra gli alberi non è però ancora chiara.

Lo studio

I ricercatori hanno condotto una meta-analisi su osservazioni sperimentali precedenti che avevano permesso di raccogliere dati relativi al carbonio delle piante e del suolo in tutto il mondo. Gli autori, in particolare, hanno raccolto oltre tremila serie di dati sulla biomassa forestale, sul carbonio del suolo e su altri fattori ambientali come la deposizione di azoto e le temperature più elevate.

In questo modo “Hanno scoperto che la biomassa vegetale ha registrato aumenti compresi tra il 17,9% e il 31,4% in base ai fattori di cambiamento globale, mentre le scorte di carbonio nel suolo sono mutate a seconda di altri elementi specifici negli ecosistemi forestali”, sottolinea la nota.

L’impatto sul carbonio

Nel dettaglio, “le scorte dell’elemento nel suolo sono aumentate del 7,8% in presenza di CO2 elevata, grazie all’incremento della biomassa radicale e dell’attività microbica. Tuttavia, le stesse scorte non sono cambiate in modo significativo con la deposizione di azoto e il riscaldamento, a causa dell’acidificazione del suolo e dell’effetto innesco“.

E ancora: “In presenza di deposizione di azoto e riscaldamento, lo stock di carbonio nel suolo è stato determinato dalle diverse associazioni con i funghi, diminuendo nelle foreste dominate dagli arbuscoli e aumentando in quelle dominate da specie ectomicorriziche”. Questi risultati evidenziano così la presenza di un’interazione tra i funghi, la biomassa vegetale e il sequestro di carbonio nel suolo nelle foreste.