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Nelle foreste della Sierra Nevada statunitense (foto) la combinazione di raccolta del legname morto e diradamento riduce significativamente i rischi di incendi gravi abbassando le emissioni di carbonio. Foto: Don Graham Attribuzione - Condividi allo stesso modo 2.0 Generico CC BY-SA 2.0 DeedDon Graham Attribuzione - Condividi allo stesso modo 2.0 Generico CC BY-SA 2.0 Deed

Le pratiche ancestrali riducono il rischio incendi nelle foreste

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Uno studio americano svela le potenzialità dei metodi tradizionali dei popoli indigeni: la raccolta selettiva e il diradamento possono prevenire gli incendi riducendo le emissioni
Allarme biodiversità: la pressione umana circostante impedisce a molte specie potenzialmente presenti di insediarsi in ambienti idonei. Foto: P. L. Tandon Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 2.0 Generico CC BY-NC-SA 2.0 DeedP. L. Tandon Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 2.0 Generico CC BY-NC-SA 2.0 Deed

Quella perdita nascosta di biodiversità che minaccia il Pianeta

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Uno studio internazionale introduce il concetto di biodiversità nascosta utile a comprendere la completezza di un ecosistema rispetto al suo potenziale naturale. Maggiore è la pressione umana, minore la capacità del sistema stesso di proliferare
Turisti in coda per visitare il villaggio di Aceredo, in Spagna, riemerso dalle acque durante la siccità del 2022. Gli eventi estremi, come le ondate di calore, possono trasformare gli ecosistemi in fonti di emissioni nette di carbonio. Foto: o_andras Attribution-ShareAlike 4.0 International CC BY-SA 4.0 Deedo_andras Attribution-ShareAlike 4.0 International CC BY-SA 4.0 Deed

Siccità e caldo estremo riducono la capacità di sequestro di carbonio nelle piante

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Lo studio dell’Università Autonoma di Barcellona: la respirazione vegetale e la decomposizione della materia organica fanno crescere le emissioni di carbonio in misura maggiore rispetto al sequestro aggiuntivo legato all’ampliamento della stagione di crescita
I fanghi di depurazione da trattamento delle acque reflue urbane possono essere una risorsa preziosa per riportare sostanza organica nei terreni agricoli. FOTO: Hannes Grobe, CC BY-SA 2.5, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2979700

Fanghi di depurazione, una risorsa che non possiamo più sprecare

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Ogni anno in Italia si producono oltre 3 milioni di tonnellate di fanghi di depurazione, che possono dare un contributo fondamentale al recupero di sostanza organica dei suoli agricoli. Ma quali criteri servono per garantire la sicurezza di consumatori e agricoltori?
Attorno alla “Zona di esclusione” di Chernobyl (foto) si estende la cosiddetta “Zona di reinsediamento obbligatorio” che non è mai stata completamente abbandonata. Nell'area vivono migliaia di persone ma non sono consentiti gli investimenti né l'uso della terra. Foto: Jorge Franganillo Attribuzione 2.0 Generico CC BY 2.0 DeedFoto: Jorge Franganillo Attribuzione 2.0 Generico CC BY 2.0 Deed

Chernobyl, uno studio rilancia l’agricoltura nei terreni a bassa contaminazione

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Una ricerca che ha coinvolto studiosi britannici e ucraini ipotizza il recupero di vaste aree della zona di Chernobyl dove le coltivazioni sono ufficialmente vietate da quasi 40 anni.
La citizen science può svolgere un ruolo strategico per il monitoraggio del suolo. Foto: National Park Service U.S. Department of the Interior Public Domain DedicationNational Park Service U.S. Department of the Interior Public Domain Dedication

Dalla citizen science un aiuto concreto al monitoraggio del suolo

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Con il contributo della banca dati di PREPSOIL, una nuova ricerca evidenzia i vantaggi della citizen science. L'approccio si conferma efficace ma servono standard comuni e tecnologie di validazione
Nell’area del Caatinga, in Brasile, a tre anni dall'eliminazione del pascolo non si notano miglioramenti significativi per il suolo. Foto: Otávio Nogueira Attribution 2.0 Generic CC BY 2.0 DeedOtávio Nogueira Attribution 2.0 Generic CC BY 2.0 Deed

Degrado forestale: in Brasile lo stop all’eccesso di pascolo non basta

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Lo studio nell’area del Caatinga: l’interruzione del pascolo non è sufficiente a ripristinare la salute del suolo. Per ottenere risultati occorre adottare ulteriori pratiche rigenerative
Dal 1981 al 2021, negli USA, le ondate di sete sono diventate più intense del 17% e più frequenti del 23%. Foto: USDA photo by Bob Nichols. Attribuzione 2.0 Generico CC BY 2.0 DeedUSDA photo by Bob Nichols. Attribuzione 2.0 Generico CC BY 2.0 Deed

L’atmosfera ha sempre più sete. E l’agricoltura USA ne paga il prezzo

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Uno studio americano introduce il concetto di “ondate di sete”, fenomeni che si verificano quando la domanda evaporativa è alta e le piante hanno bisogno quindi di più acqua. E che negli Stati Uniti sono in crescita da almeno quattro decenni
L’integrità delle foreste è sempre più minacciata da eventi naturali esacerbati dal cambiamento climatico oltre che dalle pressioni antropiche. Foto: Bobulix Flickr Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 2.0 Generico CC BY-NC-ND 2.0 DeedFoto: Bobulix Flickr Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 2.0 Generico CC BY-NC-ND 2.0 Deed

La crisi delle foreste può far raddoppiare i costi climatici

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È l’ipotesi dei ricercatori del Potsdam Institute. I modelli attuali sovrastimano le potenzialità di mitigazione delle foreste. In questo contesto un’azione ritardata potrebbe rendere irraggiungibili gli obiettivi di Parigi
Gli affioramenti rocciosi sono comuni negli ecosistemi montani ed esercitano un impatto significativo sulle funzioni dell'ecosistema. Foto: © Copyright Chris Gunns and licensed for reuse under this Creative Commons Licence: Attribution-ShareAlike 2.0 Generic CC BY-SA 2.0 Deed© Copyright Chris Gunns and licensed for reuse under this Creative Commons Licence: Attribution-ShareAlike 2.0 Generic CC BY-SA 2.0 Deed

Ecco come gli affioramenti rocciosi impattano sul suolo in montagna

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Uno studio cinese descrive e misura l'effetto degli affioramenti sul terreno. Questi ultimi creano specifici “hotspots” localizzati in cui le funzioni del suolo vengono potenziate. La dimensione delle rocce amplifica l’effetto