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Una piantagione di mandorle coltivate secondo i metodi dell'agricoltura rigenerativa in Grecia. FOTO: EARA - European Alliance for Regenerative AgricultureEARA

Con l’agricoltura rigenerativa, la Ue avrà più cibo con meno risorse

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Lo studio “Regenerating Europe from the Ground Up”, dedicato all'impatto dell'agricoltura rigenerativa nell'Unione europea, è il primo capitolo di un programma di ricerca pluriennale. E i suoi risultati non riguardano solo l’Europa
Secondo gli autori oltre il 50% delle foreste di mangrovie subisce variazioni significative per effetto dei fenomeni El Niño e La Niña. Foto: Katia Schulz Attribution 2.0 Generic CC BY 2.0 DeedKatia Schulz Attribution 2.0 Generic CC BY 2.0 Deed

Le oscillazioni climatiche sono un pericolo costante per le mangrovie

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Uno studio dimostra per la prima volta come le alterazioni di temperatura nell’Oceano Pacifico impattino sulle mangrovie secondo uno schema consolidato. Nelle aree degradate i loro servizi ecosistemici sono a rischio
In 50 anni le rese di grano, mais e orzo (foto) sono inferiori del 10, 4 e 13% rispetto a quelle che si sarebbero ottenute in circostanze normali. Foto Dag Endresen Attribuzione 2.0 Generico CC BY 2.0 DeedDag Endresen Attribuzione 2.0 Generico CC BY 2.0 Deed

Rese dei cereali, il fattore clima le ha ridotte fino al 13% in 50 anni

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Il clima più caldo e meno umido favorisce lo stress idrico impattando negativamente sulla produttività delle colture di grano, mais e orzo, spiega uno studio americano. Per il futuro servono nuovi investimenti e modelli predittivi più precisi
Nelle foreste dello Stato del Victoria cresce il frassino di montagna, la pianta da fiore più alta del mondo, che può raggiungere quasi i 100 metri di altezza. Foto: Rexness Attribuzione - Condividi allo stesso modo 2.0 Generico CC BY-SA 2.0 DeedRexness Attribuzione - Condividi allo stesso modo 2.0 Generico CC BY-SA 2.0 Deed

Australia, nelle foreste disboscate la rigenerazione naturale non basta

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Nelle foreste del sud ovest del Paese il 19% delle aree disboscate non ha sperimentato la rigenerazione naturale. Determinanti le cattive pratiche di gestione e il cambiamento climatico
Grazie alla trascrittomica, i ricercatori hanno scoperto che le risposte delle radici allo stress del suolo sono sia genetiche sia fisiche. Foto: IRRI Photos Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 2.0 Generico CC BY-NC-SA 2.0 DeedIRRI Photos Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 2.0 Generico CC BY-NC-SA 2.0 Deed

Così le radici delle piante rispondono agli stress del suolo

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Uno studio svela come le radici percepiscano attivamente il microambiente e attivino, di conseguenza, risposte molecolari specifiche. Dallo studio nuove prospettive per colture più resistenti al clima
Nelle foreste della Sierra Nevada statunitense (foto) la combinazione di raccolta del legname morto e diradamento riduce significativamente i rischi di incendi gravi abbassando le emissioni di carbonio. Foto: Don Graham Attribuzione - Condividi allo stesso modo 2.0 Generico CC BY-SA 2.0 DeedDon Graham Attribuzione - Condividi allo stesso modo 2.0 Generico CC BY-SA 2.0 Deed

Le pratiche ancestrali riducono il rischio incendi nelle foreste

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Uno studio americano svela le potenzialità dei metodi tradizionali dei popoli indigeni: la raccolta selettiva e il diradamento possono prevenire gli incendi riducendo le emissioni
Allarme biodiversità: la pressione umana circostante impedisce a molte specie potenzialmente presenti di insediarsi in ambienti idonei. Foto: P. L. Tandon Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 2.0 Generico CC BY-NC-SA 2.0 DeedP. L. Tandon Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 2.0 Generico CC BY-NC-SA 2.0 Deed

Quella perdita nascosta di biodiversità che minaccia il Pianeta

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Uno studio internazionale introduce il concetto di biodiversità nascosta utile a comprendere la completezza di un ecosistema rispetto al suo potenziale naturale. Maggiore è la pressione umana, minore la capacità del sistema stesso di proliferare
Turisti in coda per visitare il villaggio di Aceredo, in Spagna, riemerso dalle acque durante la siccità del 2022. Gli eventi estremi, come le ondate di calore, possono trasformare gli ecosistemi in fonti di emissioni nette di carbonio. Foto: o_andras Attribution-ShareAlike 4.0 International CC BY-SA 4.0 Deedo_andras Attribution-ShareAlike 4.0 International CC BY-SA 4.0 Deed

Siccità e caldo estremo riducono la capacità di sequestro di carbonio nelle piante

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Lo studio dell’Università Autonoma di Barcellona: la respirazione vegetale e la decomposizione della materia organica fanno crescere le emissioni di carbonio in misura maggiore rispetto al sequestro aggiuntivo legato all’ampliamento della stagione di crescita
I fanghi di depurazione da trattamento delle acque reflue urbane possono essere una risorsa preziosa per riportare sostanza organica nei terreni agricoli. FOTO: Hannes Grobe, CC BY-SA 2.5, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2979700

Fanghi di depurazione, una risorsa che non possiamo più sprecare

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Ogni anno in Italia si producono oltre 3 milioni di tonnellate di fanghi di depurazione, che possono dare un contributo fondamentale al recupero di sostanza organica dei suoli agricoli. Ma quali criteri servono per garantire la sicurezza di consumatori e agricoltori?
Attorno alla “Zona di esclusione” di Chernobyl (foto) si estende la cosiddetta “Zona di reinsediamento obbligatorio” che non è mai stata completamente abbandonata. Nell'area vivono migliaia di persone ma non sono consentiti gli investimenti né l'uso della terra. Foto: Jorge Franganillo Attribuzione 2.0 Generico CC BY 2.0 DeedFoto: Jorge Franganillo Attribuzione 2.0 Generico CC BY 2.0 Deed

Chernobyl, uno studio rilancia l’agricoltura nei terreni a bassa contaminazione

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Una ricerca che ha coinvolto studiosi britannici e ucraini ipotizza il recupero di vaste aree della zona di Chernobyl dove le coltivazioni sono ufficialmente vietate da quasi 40 anni.