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La net primary production è una misura fondamentale della produzione di biomassa negli ecosistemi. FOTO: Zdeněk Macháček su UnsplashZdeněk Macháček su Unsplash

Quanto “producono” gli ecosistemi terrestri? Lo rivela una nuova banca dati

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Il nuovo strumento contiene misurazioni di produzione primaria netta da 456 siti di tutto il mondo. Aiuterà a comprendere come gli ecosistemi terrestri immagazzinano carbonio e producono biomassa, migliorando i modelli climatici
Tra il 2010 e il 2020 le perdite di carbonio in Amazzonia sono cresciute sulla spinta della deforestazione e di altri fenomeni sottovalutati come incendi e frammentazione. Foto: Neil Palmer/CIAT Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic CC BY-NC-ND 2.0 DeedNeil Palmer/CIAT Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic CC BY-NC-ND 2.0 Deed

Carbonio, il bilancio in rosso dell’Amazzonia: meno 370 milioni di tonnellate in dieci anni

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Lo studio: tra il 2010 e il 2020 le perdite di carbonio sono cresciute sulla spinta della deforestazione e di altri fenomeni sottovalutati come incendi e frammentazione. L'intensità del rilascio è maggiore nelle aree protette
In quattro decenni il suolo del Pianeta è diventato complessivamente più verde. Ma anche più arido. Foto: Jialiang Gao Attribution-ShareAlike 3.0 Unported CC BY-SA 3.0 DeedFoto: Jialiang Gao Attribution-ShareAlike 3.0 Unported CC BY-SA 3.0 Deed

Più verde, meno umido: uno studio cinese svela il paradosso del suolo globale

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La ricerca: in quarant’anni due terzi delle aree vegetate si sono rinverditi ma metà di essi ha anche sperimentato un significativo inaridimento del suolo. Determinante la crescita dell’evapotraspirazione
Il taglio del 20% nell’impiego dei fertilizzanti chimici raccomandato dall’Unione Europea non sarebbe sufficiente per raggiungere l’obiettivo fissato dal Green Deal di dimezzare le perdite di nutrienti entro il 2030. Foto: Vladimir Srajber pexels free to useFoto: Vladimir Srajber pexels free to use

Azoto: per gli obiettivi UE il taglio dei fertilizzanti non basterà

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Uno studio dell’UFZ di Lipsia rivela come la riduzione del 20% nell’impiego dei fertilizzanti a base di azoto produrrà un calo relativamente modesto della dispersione di nutrienti nel suolo. Determinanti le specificità dei sistemi agricoli regionali
Le zone umide hanno sequestrato in media un miliardo di tonnellate di carbonio all’anno nei primi due decenni del XXI secolo. Foto: Svetlana Makarova Attribution-ShareAlike 2.0 Generic CC BY-SA 2.0 DeedSvetlana Makarova Attribution-ShareAlike 2.0 Generic CC BY-SA 2.0 Deed

Uno studio cinese ha quantificato 20 anni di sequestro di carbonio nelle zone umide del Pianeta

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Una ricerca dell’Accademia delle Scienze Cinese rivela come le zone umide abbiano sequestrato in media un miliardo di tonnellate di carbonio all’anno nei primi due decenni del secolo. Il 70% del fenomeno avviene nelle zone tropicali
La vegetazione resistente al gelo come muschi e licheni in Antartide è vitale per i cicli biogeochimici, l’isolamento del suolo e il sostegno alla biodiversità. Foto: Rob Oo Attribution 2.0 Generic CC BY 2.0 DeedFoto: Rob Oo Attribution 2.0 Generic CC BY 2.0 Deed

Le immagini iperspettrali svelano lo stato di salute della vegetazione in Antartide

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Uno studio australiano svela l’importanza della rilevazione aerea basata sull’impiego di una tecnica più avanzata per valutare la salute e la densità della vegetazione in un’area caratterizzata da una ridotta gamma spettrale come l’Antartide. L’efficacia massima supera il 99%
Gli incendi sono la principale causa dello stress termico prolungato nelle foreste tropicali degradate. Foto: Bruno Kelly/Amazônia Real/11/08/2020 Attribution 2.0 Generic CC BY 2.0 DeedBruno Kelly/Amazônia Real/11/08/2020 Attribution 2.0 Generic CC BY 2.0 Deed

Nelle foreste dell’Amazzonia lo stress post incendi può durare diversi decenni

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Una ricerca della NASA rileva come le foreste della regione colpite dalle fiamme si mantengano più calde del normale per almeno 30 anni. Con ovvie conseguenze per la loro capacità di conservazione del carbonio e di mitigazione climatica
I risultati dello studio aprono nuove prospettive nel contrasto ai batteri più pericolosi per le piante come il Ralstonia solanacearum che colpisce oltre 200 specie vegetali, tra cui colture fondamentali come pomodoro e patata. Foto: Lance Cheung USDA Public Domain Mark 1.0 Universal PDM 1.0 DeedLance Cheung USDA Public Domain Mark 1.0 Universal PDM 1.0 Deed

L’AI aiuta le piante a stanare i batteri mutanti

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Un gruppo di ricercatori californiani ha usato l’intelligenza artificiale per progettare versioni migliorate di un recettore ampliando la sua capacità di riconoscere i batteri minacciosi. E aggiornando così il sistema di difesa delle piante
L’Osservatorio lanciato dalla FAO punta a misurare, monitorare e proteggere la biodiversità del suolo a livello mondiale. Foto: Pixabay published prior to July 2017 under the Creative Commons CC0 1.0 Universal Public Domain Dedication licensePixabay published prior to July 2017 under the Creative Commons CC0 1.0 Universal Public Domain Dedication license

La FAO lancia l’Osservatorio globale sulla biodiversità del suolo

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Via al progetto dell'organizzazione ONU per espandere la capacità di misurazione del fenomeno e fornire una base scientifica alle iniziative di protezione della biodiversità e di utilizzo sostenibile del terreno
Nel 2024, il 94,5% dei comuni italiani è risultato a rischio frana, alluvione, erosione costiera o valanghe. FOTO: Lamberto Zannotti CC 3.0Lamberto Zannotti CC 3.0

Frane, il territorio a rischio è cresciuto del 15% in 4 anni

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Lo rivela il nuovo rapporto Ispra. 6 milioni gli italiani più esposti al pericolo frane. Gli aumenti più significativi in Alto Adige, Toscana e Sardegna. Per l'erosione costiera si nota invece un'inversione di tendenza