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L'utilizzo delle plastiche compostabili, unito a un adeguato sistema impiantistico di gestione del loro fine vita, sarebbe in grado di ridurre l'accumulo globale di rifiuti fino al 65%, secondo uno studio dell'università di Yale.Consorzio BIOREPACK

Ecotossicità, le plastiche biodegradabili possono ridurla del 34%

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Uno studio della Yale School of Environment ha evidenziato il potenziale delle plastiche biodegradabili e compostabili per ridurre i rifiuti globali e l'inquinamento di suoli e mari. Per riuscirci, essenziale dotarsi di un adeguato sistema impiantistico e infrastrutturale di gestione del loro fine vita
Per contrastare il trend che potrebbe portare il 90% dei suoli a essere degradati entro il 2050, serve un approccio integrato che unisca tecnologie, conoscenza scientifica.

Entro il 2050 degradato il 90% del suolo. Ma alcune innovazioni fanno sperare

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Dalla bioingegneria all’agricoltura di precisione, uno studio dell'Università di Pisa individa le soluzioni tecnologiche in grado di contrastare il degrado del suolo e rafforzare la sicurezza alimentare globale
L'importanza della tecnica realizzata è legata all'applicabilità alle colture di cereali, fondamentali per la sicurezza alimentare globale. Foto: Pixabay Creative Commons CC0 1.0 Universal Public Domain Dedication licensePixabay Creative Commons CC0 1.0 Universal Public Domain Dedication license

Le piante di cereali si trasformano in sensori dell’inquinamento

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I ricercatori americani hanno sviluppato un circuito genetico che si attiva in presenza di sostanze contaminanti nei terreni coltivati a cereali. Inducendo le graminacee a produrre un pigmento visibile
La procedura per inserire l'Area Vasta di Giugliano tra i SIN nazionali è iniziata a settembre 2020.

Bonifiche ambientali, Italia a rilento: il caso Giugliano racconta le difficoltà del sistema

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Il nostro Paese impiega cinque anni per stabilire i confini geografici di un territorio da sottoporre a bonifiche. La stessa operazione in altri Paesi europei si conclude in pochi mesi
Lo studio ENEA-Università della Tuscia utilizza gli integroni come cartina di tornasole della salute del suolo e dei pregi dei diversi tipi di ammendanti, come digestato e compost. FONTE: ENEAENEA

Salute del suolo, compost batte digestato: lo dicono gli “integroni”

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Uno studio ENEA-Università della Tuscia ha individuato degli elementi genetici dei batteri da usare come nuovo indicatore dello stato di salute dei suoli agricoli. Risultato: nel compost il rischio di sviluppo di antibiotico-resistenze è molto inferiore rispetto al digestato
Annalisa Corrado è relatrice ombra della direttiva Suolo per il gruppo S&D del Parlamento europeo. PHOTO: © Mathieu CUGNOT - European Union 2025© Mathieu CUGNOT - European Union 2025

Corrado (PD): “Direttiva Suolo in equilibrio tra ambizione e concretezza”

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La relatrice ombra del gruppo S&D (Socialisti e Democratici) sulla nuova direttiva approvata dall’Europarlamento: “è una legge di partenza, che valorizza conoscenze ed esperienze virtuose dei territori”.

I compostatori USA approvano i materiali compostabili

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Negli Stati Uniti, il 45% dei rifiuti in discarica è costituito da materiali organici. Alcuni grandi compostatori si uniscono per chiedere di utilizzare gli imballaggi compostabili: "non creano problemi agli impianti di trattamento e sono una soluzione concreta per costruire sistemi alimentari rigenerativi"
Nel delta del Niger decenni di estrazione incontrollata di petrolio hanno compromesso gravemente i suoli. Foto: Luka Tomac/Friends of the Earth International Attribution-ShareAlike 2.0 Generic CC BY-SA 2.0 DeedFoto: Luka Tomac/Friends of the Earth International Attribution-ShareAlike 2.0 Generic CC BY-SA 2.0 Deed

I microbi del suolo raccontano la storia della contaminazione da petrolio

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Uno studio internazionale ha rivelato come i microbi possano agire da marcatori per distinguere tra inquinamenti recenti e antichi da petrolio. Superando così i limiti delle analisi chimiche tradizionali
Con i ritmi attuali, per attuare le bonifiche dei terreni dei 41 siti nazionali servirebbero diverse centinaia di anni. Foto di Collab Media su Unsplash

Siti contaminati, solo il 6% dei suoli è stato bonificato

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Lo rivela il rapporto "Bonifiche in stallo" che fotografa la situazione dei terreni nei 41 Siti di Interesse Nazionale. Solo il 5% ha progetti di messa in sicurezza approvati. Per le falde acquifere, le bonifiche sono ferme al 2%
Attorno alla “Zona di esclusione” di Chernobyl (foto) si estende la cosiddetta “Zona di reinsediamento obbligatorio” che non è mai stata completamente abbandonata. Nell'area vivono migliaia di persone ma non sono consentiti gli investimenti né l'uso della terra. Foto: Jorge Franganillo Attribuzione 2.0 Generico CC BY 2.0 DeedFoto: Jorge Franganillo Attribuzione 2.0 Generico CC BY 2.0 Deed

Chernobyl, uno studio rilancia l’agricoltura nei terreni a bassa contaminazione

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Una ricerca che ha coinvolto studiosi britannici e ucraini ipotizza il recupero di vaste aree della zona di Chernobyl dove le coltivazioni sono ufficialmente vietate da quasi 40 anni.