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Arianna Giuliodori, responsabile dell’ufficio Coldiretti presso la UE: “Acqua e suolo devono essere priorità strategiche per l’Europa”. ©FAO/Giulio Napolitano. Editorial use only. Copyright ©FAO©FAO/Giulio Napolitano. Editorial use only. Copyright ©FAO

Suolo, clima e bioeconomia: “L’Europa rimetta al centro gli agricoltori”

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Arianna Giuliodori (Coldiretti): “Acqua e suolo devono essere priorità strategiche per la UE. Agricoltura alleata della mitigazione climatica ma attenzione a greenwashing e speculazione”. Il futuro della bioeconomia? “Servono investimenti e innovazione”
Agricolavinica è un'azienda specializzata nella coltivazione biologica di viti, frutta e ortaggi sulle colline di Ripalimosani, in provincia di Campobasso. Tra le pratiche di gestione del suolo impiegate la trinciatura dei residui delle potature e dell’erba e l’uso dell'agricoltura di precisioneTra le pratiche di gestione del suolo impiegate la trinciatura dei residui delle potature e dell’erba e l’uso dell'agricoltura di precisione. Foto: Agricolavinica

Un approccio minimale a tutela di piante e suolo: il modello Agricolavinica

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Attraverso l'inerbimento, la riduzione delle lavorazioni e la rinuncia agli impianti di irrigazione, la Lighthouse Farm molisana protegge il suolo, le coltivazioni e la biodiversità circostante
Uno studio ha proposto un quadro per valutare la qualità del suolo europeo in modo coerente individuandone gli indicatori di qualità. Foto: Easy-Peasy.AI Free to useEasy-Peasy.AI Free to use

Suolo UE, per il monitoraggio della qualità serve un approccio integrato

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Uno studio prende in esame diversi schemi di valutazione del suolo. Il sistema “binario” è il più adatto per una valutazione macro. Me servono anche strumenti per le indagini locali
Distinguendo tra forme stabili e instabili di accumulo di carbonio il sistema di valutazione basato sulla pompa microbica consente una valutazione più attendibile delle pratiche di gestione sostenibile del suolo. Foto: Rain Photography Pexels free to useRain Photography Pexels free to use

Dalla Cina un nuovo indicatore per valutare la stabilità del carbonio nel suolo

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Una ricerca dell’Accademia delle Scienze di Pechino ha definito un quadro di riferimento inedito per valutare la pompa microbica del carbonio nel suolo. Distinguendo tra l’elemento organico stabile da un lato e quello più facilmente portato alla decomposizione dall’altro
Nei deserti l’impatto delle azioni antropiche ha interessato soprattutto il carbonio organico particolato nel terriccio e quello di origine microbica e vegetale nel sottosuolo. Foto: Circe Denyer CC0 1.0 Universal CC0 1.0 DeedCirce Denyer CC0 1.0 Universal CC0 1.0 Deed

L’azione dell’uomo dietro alla perdita di carbonio nei deserti

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Lo studio cinese: i disturbi causati dall'uomo provocano una significativa perdita di carbonio nel suolo degli ambienti più aridi. Tra le attività più impattanti anche alcune pratiche considerate “sostenibili” come la raccolta stagionale e l'irrigazione
Tra il 2010 e il 2020 le perdite di carbonio in Amazzonia sono cresciute sulla spinta della deforestazione e di altri fenomeni sottovalutati come incendi e frammentazione. Foto: Neil Palmer/CIAT Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic CC BY-NC-ND 2.0 DeedNeil Palmer/CIAT Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic CC BY-NC-ND 2.0 Deed

Carbonio, il bilancio in rosso dell’Amazzonia: meno 370 milioni di tonnellate in dieci anni

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Lo studio: tra il 2010 e il 2020 le perdite di carbonio sono cresciute sulla spinta della deforestazione e di altri fenomeni sottovalutati come incendi e frammentazione. L'intensità del rilascio è maggiore nelle aree protette
Le zone umide hanno sequestrato in media un miliardo di tonnellate di carbonio all’anno nei primi due decenni del XXI secolo. Foto: Svetlana Makarova Attribution-ShareAlike 2.0 Generic CC BY-SA 2.0 DeedSvetlana Makarova Attribution-ShareAlike 2.0 Generic CC BY-SA 2.0 Deed

Uno studio cinese ha quantificato 20 anni di sequestro di carbonio nelle zone umide del Pianeta

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Una ricerca dell’Accademia delle Scienze Cinese rivela come le zone umide abbiano sequestrato in media un miliardo di tonnellate di carbonio all’anno nei primi due decenni del secolo. Il 70% del fenomeno avviene nelle zone tropicali
Gli incendi sono la principale causa dello stress termico prolungato nelle foreste tropicali degradate. Foto: Bruno Kelly/Amazônia Real/11/08/2020 Attribution 2.0 Generic CC BY 2.0 DeedBruno Kelly/Amazônia Real/11/08/2020 Attribution 2.0 Generic CC BY 2.0 Deed

Nelle foreste dell’Amazzonia lo stress post incendi può durare diversi decenni

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Una ricerca della NASA rileva come le foreste della regione colpite dalle fiamme si mantengano più calde del normale per almeno 30 anni. Con ovvie conseguenze per la loro capacità di conservazione del carbonio e di mitigazione climatica
Nelle torbiere del Congo sono conservate da millenni quasi 30 miliardi di tonnellate di carbonio. Foto: Ricky Martin/CIFOR Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic CC BY-NC-ND 2.0 DeedRicky Martin/CIFOR Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic CC BY-NC-ND 2.0 Deed

Le torbiere del Congo? Hanno più di 40.000 anni

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Uno studio internazionale ha evidenziato come alcune delle principali torbiere tropicali del Pianeta abbiano iniziato a formarsi molto prima di quanto si pensasse. Una scoperta che sottolinea l’importanza di queste ultime per il ciclo globale del carbonio
L’Osservatorio lanciato dalla FAO punta a misurare, monitorare e proteggere la biodiversità del suolo a livello mondiale. Foto: Pixabay published prior to July 2017 under the Creative Commons CC0 1.0 Universal Public Domain Dedication licensePixabay published prior to July 2017 under the Creative Commons CC0 1.0 Universal Public Domain Dedication license

La FAO lancia l’Osservatorio globale sulla biodiversità del suolo

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Via al progetto dell'organizzazione ONU per espandere la capacità di misurazione del fenomeno e fornire una base scientifica alle iniziative di protezione della biodiversità e di utilizzo sostenibile del terreno