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I bombi sono insetti impollinatori che hanno un ruolo fondamentale per l’agricoltura e gli ecosistemi naturali. Foto: pixnio Public Domain – Free Creative Commons Zero (CC0) Photospixnio Public Domain – Free Creative Commons Zero (CC0) Photos

Clima e impollinatori, per i bombi il caldo non è sempre un nemico

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Lo studio americano: i principali impollinatori agricoli riescono ad adattarsi meglio del previsto al rialzo delle temperature moderato. Ma le ondate di calore estremo possono compromettere un’intera colonia
La coltivazione della soia, terza causa di deforestazione tropicale, può ora essere monitorata con maggiore precisione. Foto: Pixabay Creative Commons CC0 1.0 Universal Public Domain Dedication licensePixabay Creative Commons CC0 1.0 Universal Public Domain Dedication license

Tracciare la soia per fermare la deforestazione: con la chimica e l’AI

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Un metodo innovativo combina impronta chimica e apprendimento automatico per localizzare con una precisione inedita l’origine della soia. Un supporto concreto per l’applicazione di regole più stringenti sulla tracciabilità
Le orchidee possono anche fornire indizi sullo stato di salute generale degli ecosistemi globali e dell’impollinazione in particolare. Foto: Ian Capper Attribution-ShareAlike 2.0 Generic CC BY-SA 2.0 DeedIan Capper Attribution-ShareAlike 2.0 Generic CC BY-SA 2.0 Deed

La sentenza delle orchidee: in Australia impollinazione più che dimezzata in 50 anni

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Grazie alla loro scarsa "flessibilità", le orchidee sono indicatori precoci della crisi che investe gli insetti. Dagli anni '70 a oggi, rivela un'analisi dell'Università di Canberra, l'impollinazione in Australia è diminuita del 60%
FOTO: Miroslav Gecovic from PixabayMiroslav Gecovic from Pixabay

Economia, solo il 6,9% è circolare. E la pressione sul suolo cresce

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Il Circularity Gap Report 2026 calcola che le inefficienze del sistema economico costano il 31% del Pil globale. Il modello lineare continua a spingere l’estrazione e il consumo di suolo, aggravando perdita di biodiversità e degrado degli ecosistemi
Il 27 maggio a Bruxelles l’incontro tra i promotori di sette iniziative UE per individuare opportunità e raccomandazioni operative per lo sviluppo della bioeconomia rurale. Immagine: BBioNets consortium Attribution-NonCommercial 4.0 International CC BY-NC 4.0 DeedBBioNets consortium Attribution-NonCommercial 4.0 International CC BY-NC 4.0 Deed

Dal territorio alle strategie: un laboratorio politico europeo per la bioeconomia

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Il 27 maggio a Bruxelles l’incontro tra i promotori di sette iniziative UE. Obiettivo: colmare il divario tra sperimentazione locale e politiche europee e fornire raccomandazioni operative per lo sviluppo della bioeconomia rurale
Una coltivazione temporanea di soia su un campo di segale nella contea di Dallas, in Texas. Negli USA l’estensione delle colture di copertura ammonta ha superato negli ultimi anni i 7 milioni di ettari con un incremento del 17% in appena un quinquennio. Foto: NRCS/SWCS, Lynn Betts Attribution 2.0 Generic CC BY 2.0 DeedFoto: NRCS/SWCS, Lynn Betts Attribution 2.0 Generic CC BY 2.0 Deed

Suolo in salute, dalle colture di copertura i risultati migliori

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Una ricerca statunitense ha preso in esame 50 anni di buone pratiche: le colture di copertura garantiscono effetti più costanti, mentre non lavorazioni, rotazioni e drenaggio evidenziano impatti meno uniformi nei diversi contesti
Promossa dall’azienda agricola marchigiana Il Lago nella Valle in collaborazione con Coldiretti, l’iniziativa, intitolata "Coltiviamo la scuola – Oltre la soglia. Un orto per conoscere”, coinvolge circa cinquanta studenti della scuola secondaria di primo grado Dante Alighieri di Monte San Vito, in provincia di Ancona. Foto: Il Lago nella ValleIl Lago nella Valle

Con Il Lago nella Valle l’orto entra a scuola

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La Lighthouse Farm marchigiana apre le sue porte ai ragazzi e alle ragazze delle medie: da un orto da curare e scoprire tanti spunti per un sapere esteso, dall'agricoltura all'ambiente, dalla nutrizione all'economia
Una delle aree coinvolte nel Northern Kenya Rangelands Carbon Project. FONTE: Northern Rangelands TrustNorthern Rangelands Trust

Rigenerare i pascoli, catturare carbonio: l’esperimento nel Nord del Kenya

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Il Northern Kenya Rangelands Carbon Project  è uno dei più grandi piani al mondo di rimozione della CO2 attraverso la rigenerazione del suolo. Ma con diversi punti controversi...
Le aree umide del Brasile si estendono per 167mila km2 con una concentrazione media di carbonio per ettaro sei volte superiore nel confronto con le foreste. Foto: Thpelin Attribution-ShareAlike 3.0 Unported CC BY-SA 3.0 DeedThpelin Attribution-ShareAlike 3.0 Unported CC BY-SA 3.0 Deed

Non solo Amazzonia: nelle aree umide brasiliane la riserva dimenticata di carbonio

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Le zone umide della savana brasiliana custodiscono enormi quantità di carbonio, ma sono minacciate dal cambiamento climatico e dall’espansione agricola. E le politiche di protezione, dirette quasi esclusivamente alle foreste, tendono a trascurarle
L'impatto dei PFAS sulle capacità di sequestro di carbonio dei suoli può essere molto più profondo di quanto si pensi. FOTO: PublicDomainPictures from Pixabay

I “forever chemicals” accelerano e poi bloccano il ciclo del carbonio

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Secondo uno studio cinese i PFAS non creano problemi solo dal punto di vista sanitario ma anche ambientale: nel lungo periodo compremettono le funzionalità dei sistemi pedologici, creando un deficit di carbonio e bloccando l'attività microbica