9 Giugno 2021

Banche britanniche nel mirino per i finanziamenti alla deforestazione

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L’allarme del Guardian: gli istituti di credito britannici finanziano massicciamente la deforestazione. Il tema è arrivato in parlamento. E rischia di non trovare una soluzione

di Matteo Cavallito

 

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Nel 2020 le banche del Regno Unito hanno concesso finanziamenti per oltre 900 milioni di sterline, pari a circa 1 miliardo di euro, a imprese che contribuiscono alla deforestazione su scala globale. Lo segnala il Guardian. Il dato, ricavato da un’indagine della Ong Global Witness, alimenta ulteriormente il dibattito attorno all’ambiziosa legge di tutela ambientale tuttora in discussione nel parlamento britannico che dovrebbe introdurre nuovi strumenti di contrasto al disboscamento nel Pianeta. L’obiettivo dei promotori è quello di assicurarsi l’approvazione della normativa prima di novembre quando a Glasgow, in Scozia, si apriranno i lavori della Cop26.

La deforestazione arriva in Parlamento

Il disegno di legge, ricorda il Guardian, include l’obbligo per le aziende che vendono beni di consumo di effettuare una due diligence sulla loro catena di fornitura. Tale operazione punta a individuare e quindi a escludere quei fornitori che distribuiscono prodotti legati alla deforestazione. Allo stato attuale, tuttavia, il testo della legge non prevede un obbligo equivalente per le banche che, anche dopo l’approvazione della norma, dovrebbero poter continuare a finanziare liberamente tutti gli operatori.

Un emendamento presentato dal deputato conservatore Neil Parish estenderebbe l’onere di indagine anche agli istituti di credito. Ma, sempre secondo il Guardian, questa proposta non dovrebbe trovare il sostegno del governo.

Banche e ambiente: una questione irrisolta

Quello della responsabilità del settore finanziario nella tutela ambientale è un tema irrisolto. Nel 2019, riferisce un’indagine dell’organizzazione Portfolio.earth, le maggiori banche del Pianeta hanno finanziato con oltre 2.600 miliardi di dollari progetti legati direttamente o indirettamente alla distruzione di ecosistemi e fauna selvatica. Nella lista dei finanziatori, che comprende 50 grandi banche globali, svettano alcuni dei maggiori istituti americani come Bank of America, Citigroup e JP Morgan Chase. Questi ultimi sono stati responsabili del 25% dei prestiti concessi.

L’ammontare totale dei soli finanziamenti alla deforestazione monitorati da Global Witness, da parte sua, supera i 286 miliardi di dollari. In cima alla graduatoria si colloca il maxi investimento da 4,5 miliardi con cui il colosso finanziario malese Permodalan Nasional Berhad ha acquisito il 45% del capitale della connazionale Sime Darby Plantations, un’azienda del settore dell’olio di palma.

Il taglio delle foreste minaccia il clima

La crescita della deforestazione rappresenta un problema particolarmente grave per il continente latinoamericano. Epicentro del fenomeno è l’Amazzonia che tra il 2002 e il 2018, secondo le stime, avrebbe perso oltre 20 milioni di ettari di foresta tropicale. Un’area, ironia della sorte, grande quasi quanto il Regno Unito.

Il fenomeno contribuisce anche al cambiamento climatico. Negli ultimi dieci anni, segnala uno studio pubblicato ad aprile su Nature Climate Change, la foresta brasiliana avrebbe rilasciato più CO2 di quanta sia stata capace di immagazzinarne generando un deficit di 670 milioni di tonnellate. Lo sviluppo delle grandi coltivazioni, ha rilevato a febbraio un’indagine dell’Università di Helsinki, contribuisce inoltre alla riduzione dell’incidenza delle piogge favorendo così un aumento delle temperature.