Nelle aree ad alta produttività, come gli ecosistemi tropicali e temperati, l’efficienza d’uso del carbonio da parte dei microbi si sgancia dal tasso di respirazione una volta che quest’ultimo supera una soglia critica. Foto: pxhere CC0 1.0 Universal CC0 1.0 Deedpxhere CC0 1.0 Universal CC0 1.0 Deed

Tra microbi e ciclo del carbonio una relazione più complicata del previsto

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In alcune circostanze, spiega un nuovo studio, la respirazione microbica, con conseguente rilascio di carbonio, può aumentare anche a fronte di una produzione di biomassa costante. Un aspetto che deve essere integrato nei modelli di proiezione climatica
Per contrastare il trend che potrebbe portare il 90% dei suoli a essere degradati entro il 2050, serve un approccio integrato che unisca tecnologie, conoscenza scientifica.

Entro il 2050 degradato il 90% del suolo. Ma alcune innovazioni fanno sperare

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Dalla bioingegneria all’agricoltura di precisione, uno studio dell'Università di Pisa individa le soluzioni tecnologiche in grado di contrastare il degrado del suolo e rafforzare la sicurezza alimentare globale
Nel Sud Est Asiatico il disboscamento e la conversione del terreno hanno rilasciato più carbonio e gas serra di qualsiasi altra attività nello spazio di due decenni. Foto: Pok Rie Pexels free to usePok Rie Pexels free to use

La deforestazione ha reso il Sud-Est asiatico una fonte netta di carbonio

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Nei primi due decenni del secolo, spiega uno studio giapponese, le foreste dell’area hanno rilasciato più carbonio di quanto siano riuscite a stoccare. Incendi, degrado delle torbiere e combustibili fossili aggravano la situazione
I pesticidi hanno un impatto significativo su vari organismi benefici presenti nel suolo, come i funghi micorrizici e i nematodi, compromettendone la biodiversità. Foto: Maasaak: Attribution-ShareAlike 4.0 International CC BY-SA 4.0 DeedMaasaak: Attribution-ShareAlike 4.0 International CC BY-SA 4.0 Deed

Pesticidi: in Europa contaminati 7 suoli agricoli su 10

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La fotografia dell’Università di Zurigo: il 70% dei terreni europei è contaminato da pesticidi che hanno un impatto significativo sulla biodiversità delle comunità microbiche. I fungicidi sono responsabili di oltre la metà dei residui individuati
L'ONU calcola che a fronte di $7300 miliardi di flussi finanziari direttamente dannosi per la natura, quelli destinati ad azioni di protezione e rafforzamento degli ecosistemi naturali si sono fermati a 220 miliardi di dollari. FOTO: Nicole Streit da PixabayNicole Streit da Pixabay

L’Onu: “per ogni dollaro investito per proteggere la natura, 30 la distruggono”

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Dal rapporto Onu State of Finance for Nature 2026 emerge quanto i capitali globali sostengano tuttora un modello economico incompatibile con la tutela del Pianeta.
Tuttora quasi interamente sconosciuto, il microbioma del suolo include più della metà di tutte le specie esistenti, tra cui nematodi, piante, funghi, batteri, archeobatteri e altre specie microbiche. Foto: Carol M. Highsmith Attribution-ShareAlike 4.0 International CC BY-SA 4.0 DeedTuttora quasi interamente sconosciuto, il microbioma del suolo include più della metà di tutte le specie esistenti, tra cui nematodi, piante, funghi, batteri, archeobatteri e altre specie microbiche. Foto: Carol M. Highsmith Attribution-ShareAlike 4.0 International CC BY-SA 4.0 Deed

Il microbioma dei terreni USA sotto la lente dei ricercatori

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Un gruppo di studiosi guidato dalla Johns Hopkins University sta esplorando il microbioma statunitense raccogliendo campioni di suolo da località urbane e rurali per individuare relazioni genetiche tra ambiente e microorganismi
Tra il 2000 e il 2020 il 90% circa delle città del Pianeta ha registrato un aumento della copertura delle foreste urbane. Foto: vgnavada from the WordPress Photo Directory CC0 1.0 Universal CC0 1.0 Deedvgnavada from the WordPress Photo Directory CC0 1.0 Universal CC0 1.0 Deed

Da Parigi a New York la grande corsa delle foreste urbane

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Dalla capitale francese alla Grande Mela, passando per la Danimarca e il Brasile, le maggiori città del Pianeta scommettono sempre più spesso sulla piantumazione e il de-sealing del suolo. I benefici? Migliore qualità dell’aria, mitigazione climatica e biodiversità
In Europa dal 1990 l'estensione delle foreste è aumentata di oltre 40 milioni di ettari. FOTO: CC0 Public Domain

Buone notizie dalle foreste mondiali. Ma la pressione rimane alta

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Il dato è contenuto nell'ultimo Global Forest Resources Assessment della FAO. Il Vecchio continente supera il Sudamerica, dove dal 1990 sono andati persi 200 milioni di ettari di foreste. A livello mondiale la deforestazione sta rallentando
Lo studio ha importanti implicazioni sul fronte climatico poiché le foreste tropicali sono serbatoi di carbonio fondamentali per il Pianeta. Foto: pxhere CC0 Public Domain Free for personal and commercial use No attribution requiredpxhere CC0 Public Domain Free for personal and commercial use No attribution required

L’azoto fa raddoppiare la velocità di ricrescita delle foreste tropicali

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Quando dispongono di una quantità sufficiente di azoto, spiega una ricerca guidata dall’Università di Leeds, le foreste tropicali possono recuperare dal disboscamento due volte più velocemente di quanto farebbero in circostanze normali
La costruzione di nuove strade è un segnale particolarmente significativo della deforestazione. Molte di esse, tuttavia, sono difficili da individuare. Foto: Kate Evans/CIFOR Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic CC BY-NC-ND 2.0 DeedKate Evans/CIFOR Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic CC BY-NC-ND 2.0 Deed

Una mappa stradale del futuro aiuta a combattere la deforestazione

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Una ricerca australiana ha permesso di elaborare un indice di rischio deforestazione basato sulla probabilità che un’area possa essere interessata da nuovi tratti stradali