19 Marzo 2024

I rischi climatici crescono. Ma la Ue è impreparata ad affrontarli

,

L’EEA ha presentato la prima valutazione dei rischi climatici. L’Europa è il continente che registra i più rapidi aumenti di temperatura del mondo con gravi pericoli per sistemi alimentari, salute ed economia. Ma le politiche e le azioni di adattamento sono per ora insufficienti

di Emanuele Isonio

 

I rischi climatici sono ormai una realtà tangibile sia in Italia sia nel resto d’Europa. Siccità, caldo estremo, incendi boschivi ma anche inondazioni e dissesto idrogeologico sono destinati ad acuirsi, anche negli scenari più ottimistici. Eppure, le politiche di adattamento dei Paesi Ue non tengono il ritmo con la rapida evoluzione dei rischi. L’analisi è contenuta nella “Valutazione del rischio climatico in Europa” (EUCRA) pubblicata nei giorni scorsi dall’Agenzia europea per l’Ambiente. Uno studio mai effettuato prima d’ora, con l’obiettivo di aiutare a individuare le priorità politiche nei settori più sensibili ai cambiamenti climatici.

Individuati 36 rischi climatici principali

“Dalla nostra ultima analisi – sottolinea una nota dell’EEA – si evince che l’Europa si trova di fronte a rischi climatici urgenti che si acuiscono più rapidamente di quanto le nostre società riescano a prepararsi. Per garantirne la resilienza i responsabili politici europei e nazionali devono agire immediatamente con interventi volti a limitare i rischi climatici, sia mediante una rapida riduzione delle emissioni sia con l’attuazione di politiche e di interventi di adattamento forti”.

Andamenti nei principali rischi climatici osservati e previsti nelle diverse aree europee. FONTE: EEA, 2024 su dati Copernicus Climate Change Service

Andamenti nei principali rischi climatici osservati e previsti nelle diverse aree europee. FONTE: EEA, 2024 su dati Copernicus Climate Change Service

La valutazione individua in Europa 36 principali rischi climatici nell’ambito di cinque grandi gruppi: ecosistemi, alimenti, salute, infrastrutture, economia e finanza. Sono già necessari interventi più incisivi per oltre la metà dei principali rischi climatici individuati dalla relazione, di cui otto da attuare con particolare urgenza, principalmente per preservare gli ecosistemi, limitare l’esposizione umana al calore, proteggere la popolazione e le infrastrutture da inondazioni e incendi boschivi e garantire la sostenibilità dei meccanismi di solidarietà europei.

La maggiore preoccupazione degli esperti europei è per gli ecosistemi, partire da quelli marini e terrestri. Essi infatti rendono molteplici servizi alle popolazioni locali. Un loro depauperamento a causa dei rischi climatici ha un potenziale elevato di ricaduta su altri settori. Tra loro, produzione alimentare, salute, infrastrutture ed economia.

Valutazione dei principali per gli ecosistemi. FONTE: European climate risk assessment, EEA 2024.

Valutazione dei principali rischi climatici per gli ecosistemi. FONTE: European climate risk assessment, EEA 2024.

Pericoli elevati per l’agricoltura dell’Europa meridionale

Nonostante i problemi accomunino tutti i Paesi Ue, l’EEA sottolinea che in alcune regioni d’Europa si concentrano rischi climatici multipli. Particolarmente a rischio risulta essere l’Europa meridionale, a causa degli incendi boschivi nonché degli effetti delle ondate di calore e della scarsità di acqua sulla produzione agricola, sul lavoro all’aria aperta e sulla salute umana. Le inondazioni, l’erosione e l’infiltrazione di acqua salata minacciano le regioni costiere europee a bassa quota, comprese molte città densamente popolate.

In particolare, caldo estremo e siccità apportano già oggi rischi critici per le produzioni agricole dell’Europa meridionale e centrale. I periodi di siccità prolungata che colpiscono aree sempre più vaste riducono a livelli insostenibili l’approvvigionamento di acqua potabile. “Una delle soluzioni – propone l’EEA – potrebbe risiedere in un passaggio, anche parziale, dalle proteine di origine animale a quelle di origine vegetale ottenute da piante coltivate in modo sostenibile. Ciò permetterebbe di ridurre il consumo di acqua in agricoltura e la dipendenza da mangimi importati”.

Valutazione dei principali per il settore agroalimentare. FONTE: European climate risk assessment, EEA 2024.

Valutazione dei principali rischi climatici per il settore agroalimentare. FONTE: European climate risk assessment, EEA 2024.

Salute e infrastrutture, l’importanza della pianificazione urbana

Un tipo di dieta che aiuterebbe tra l’altro a ridurre anche i danni sanitari legati alle ondate di calore, che l’agenzia europea definisce come il “fattore di rischio più grave per la salute umana”. Le fasce di popolazione più esposte al pericolo sono ovviamente gli anziani (un aspetto non da poco, in un continente in cui l’età media continua a crescere), oltre a chi lavora per lungo tempo all’aria aperta e le persone che vivono in abitazioni strutturalmente carenti o in quartieri urbani con un fote effetto di “isola di calore”. “Molti settori sui quali fare leva per ridurre i rischi climatici a carico della salute esulano dalle politiche sanitarie tradizionali, come la pianificazione urbana, le normative edilizie e quelle sul lavoro” ricorda all’EEA.

Analogamente, gli eventi meteo estremi aumentano i rischi per i servizi critici, quali energia, acqua e trasporti. L’innalzamento del livello dei mari e i cambiamenti dei modelli evolutivi delle perturbazioni possono causare effetti devastanti sulle popolazioni, sulle infrastrutture e sulle attività economiche. “Nell’Europa meridionale il caldo e la siccità sono all’origine di rischi concreti per la produzione, la distribuzione e la domanda di energia. Anche gli edifici a uso residenziale devono essere adattati all’aumento delle temperature”.

Valutazione dei principali rischi climatici per le infrastutture. FONTE: European climate risk assessment, EEA 2024.

Valutazione dei principali rischi climatici per le infrastutture. FONTE: European climate risk assessment, EEA 2024.

Rischi per mutui e premi assicurativi

Nemmeno i sistemi finanziari e l’economia continentale sono al riparo dai rischi climatici. Gli eventi estremi infatti stanno già causando un aumento dei premi assicurativi, una rivalutazione al ribasso delle proprietà immobiliari. Le conseguenze? Fragilità crescenti dei mutui, incrementi della spesa pubblica e del costo dei prestiti. “L’aggravamento degli impatti climatici può inoltre ampliare il vuoto assicurativo tra la copertura da parte delle assicurazioni private e le perdite effettive rendendo più vulnerabili le famiglie a basso reddito” è il monito dell’EEA che sottolinea anche come “i costi delle inondazioni e degli incendi degli ultimi anni rappresentino già una seria minaccia per la sostenibilità del Fondo di solidarietà Ue”.

Urgente una più stretta cooperazione

L’EEA ribadisce un concetto già espresso in passato: per affrontare e limitare i rischi climatici, l’UE e gli Stati membri devono collaborare coinvolgendo anche i livelli regionali e locali dove si rivelino necessari interventi urgenti e coordinati. Infatti, nonostante a livello nazionale le valutazioni dei rischi siano sempre più utilizzati per poi avviare le politiche di adattamento, la preparazione della società è però resa insufficiente dal ritardo nell’attuazione delle strategie. I livelli di rischio infatti corrono più velocemente.

Vi sono inoltre molte lacune nelle conoscenze relative ai principali rischi climatici. In questo caso, secondo l’EEA, “la Ue può svolgere un ruolo chiave nel favorire una migliore comprensione di tali rischi e dei soggetti che ne sono interessati nonché delle modalità con le quali affrontarli, sia in sede legislativa sia mediante strutture di governance, monitoraggio, finanziamenti e sostegno tecnico adeguati”.