24 Gennaio 2024

Le liane e il clima limitano la rinascita delle foreste

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Studio australiano: nelle foreste tropicali, l’aumento delle temperature favorisce la diffusione delle liane che soffocano gli alberi limitandone la crescita. Con ovvie conseguenze sul sequestro di carbonio

di Matteo Cavallito

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Alcune foreste tropicali sarebbero oggi particolarmente a rischio di fronte alla colonizzazione delle liane, lunghe piante rampicanti che tendono a soffocare gli alberi impedendone la crescita. Un fenomeno, quest’ultimo, favorito dal cambiamento climatico e dal conseguente rialzo delle temperature che si accompagna a una riduzione delle precipitazioni. Lo evidenzia uno studio a cura della University of the Sunshine Coast di Sippy Downs, nello Stato del Queensland, in Australia.

L’impatto sul sequestro di carbonio

Proprio l’Australia, così come l’Africa Orientale, il Vietnam, la Colombia e altri Paesi collocati nelle regioni tropicali, spiega lo studio pubblicato sulla rivista Global Change Biology, ospiterebbero alcune delle foreste più vulnerabili a questo problema. Secondo Andy Marshall, docente della University of the Sunshine Coast e co-autore della ricerca, l’indagine ha permesso di identificare “le condizioni ambientali che permettono alle liane di competere con successo con gli alberi bloccando il recupero nelle foreste native danneggiate”.

Alain Ngute, docente dello stesso ateneo e principale autore dello studio, ha sottolineato – citato da una nota – come le liane finiscano di conseguenza per limitare la capacità di sequestro di carbonio delle foreste, uno dei principali serbatoi dell’elemento nel Pianeta, frenandone la rigenerazione dopo un evento di disturbo di origine umana (come il disboscamento, ad esempio).

La ricerca

Nel corso dello studio, gli autori hanno analizzato “651 campioni di vegetazione, ricavati da 83 pubblicazioni, che rappresentano 26.538 liane e 82.802 alberi provenienti da 556 luoghi specifici in tutto il mondo”. I risultati “dimostrano che le liane si sviluppano più facilmente rispetto agli alberi quando le foreste sono danneggiate, in presenza di temperature più calde e minori precipitazioni e in prossimità delle pianure tropicali”.

L’indagine, inoltre, ha dimostrato come “l’elevato successo competitivo delle liane rispetto agli alberi possa persistere per decenni a seguito di eventi di disturbo, soprattutto quando la temperatura media annuale supera i 27,8°C, le precipitazioni sono inferiori a 1.614 millimetri all’anno e il deficit idrico climatico (la domanda evaporativa annuale che supera il totale dell’acqua  disponibile, ndr) è superiore a 829 millimetri”.

In sintesi, “le foreste tropicali degradate con condizioni ambientali che favoriscono le liane sono sproporzionatamente più vulnerabili alla dominanza di queste ultime e possono quindi bloccare la rigenerazione, con importanti conseguenze per il sequestro di carbonio a livello globale”.

Ma le liane sono importanti

Le scoperte possono aiutare gli scienziati a comprendere meglio il fenomeno e a suggerire interventi per favorire la rigenerazione delle foreste. La soluzione al problema, in ogni caso, non passa certo attraverso la massiccia eliminazione delle liane. Che rileva, Marshall, hanno comunque un ruolo chiave nel mantenimento dell’equilibrio complessivo di questi ambienti.

“Non vorremmo certo che questo studio inducesse gli operatori a eliminare tutte queste piante rampicanti dalle loro foreste”, spiega il docente. “La liana svolge il suo ruolo nell’ecosistema forestale a favore della biodiversità, promuovendo la fertilità del suolo e il ciclo del carbonio e apportando benefici ad altre piante, agli animali, al terreno e alla funzione complessiva dell’ecosistema, sia nelle foreste intatte che in quelle danneggiate”.