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Negli USA sudoccidentali il cambiamento climatico e l'accumulo di combustibile vegetale favoriscono incendi sempre più estremi. Foto: Eric Coulter, Public Domain Mark 1.0 UniversalEric Coulter, Public Domain Mark 1.0 Universal PDM 1.0 Deed

In California gli incendi più devastanti sono ormai la norma

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Uno studio mostra come il cambiamento climatico e la gestione delle foreste abbiano trasformato la natura prevalente degli incendi. Dal 2012 sono più comuni i roghi ad alta intensità, con conseguenze ambientali ed economiche sempre più gravi
Produzione di olio di palma in Brasile. La perdita di biodiversità legata all’agricoltura è concentrata nelle aree tropicali che subiscono quasi l’80% dell’impatto totale. Foto: Miguel Pinheiro/CIFOR Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic CC BY-NC-ND 2.0 DeedFoto: Miguel Pinheiro/CIFOR Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic CC BY-NC-ND 2.0 Deed

Olio di palma, cocco e soia cancellano l’1,5% della biodiversità globale

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Un nuovo studio rivela che queste tre colture oleaginose sono responsabili da sole del 75% circa della perdita di biodiversità legata all’espansione agricola. Un risultato della crescente domanda di molti prodotti di uso quotidiano
La piantumazione dei pascoli è una strategia efficace per la tutela della biodiversità ma non quanto la conservazione delle foreste naturali. Foto: Onderwijsgek Attribution-ShareAlike 3.0 Unported CC BY-SA 3.0 DeedOnderwijsgek Attribution-ShareAlike 3.0 Unported CC BY-SA 3.0 Deed

Nei pascoli alberati la biodiversità cresce del 44%

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Nei Paesi in via di sviluppo l’allevamento è un mezzo di sussistenza per un miliardo di agricoltori ma la crescente esigenza di spazio per i pascoli favorisce la deforestazione. Uno studio tedesco suggerisce come conciliare sviluppo economico e biodiversità. Grazie agli alberi
La coltivazione della soia, terza causa di deforestazione tropicale, può ora essere monitorata con maggiore precisione. Foto: Pixabay Creative Commons CC0 1.0 Universal Public Domain Dedication licensePixabay Creative Commons CC0 1.0 Universal Public Domain Dedication license

Tracciare la soia per fermare la deforestazione: con la chimica e l’AI

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Un metodo innovativo combina impronta chimica e apprendimento automatico per localizzare con una precisione inedita l’origine della soia. Un supporto concreto per l’applicazione di regole più stringenti sulla tracciabilità
In alcuni tipi di suolo, le praterie permettono di avere riserve di carbonio e azoto maggiori che negli ecosistemi forestaliW P da Pixabay

Foreste o praterie? Ecco dove si accumula più carbonio

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Uno studio russo ha confrontato le riserve di carbonio organico e azoto in diversi tipi di suolo: a parità di condizioni climatiche, quelli delle praterie ne possono accumulare più dei terreni forestali
Palude di mangrovie a Bahia. Queste piante si estendono in Brasile per 1,4 milioni di ettari costituendo la seconda area più estesa al mondo dopo quella rilevata in Indonesia. Foto: Jonathan Wilkins Attribution-ShareAlike 3.0 Unported CC BY-SA 3.0 DeedJonathan Wilkins Attribution-ShareAlike 3.0 Unported CC BY-SA 3.0 Deed

Un indice misura la salute del suolo nelle foreste di mangrovie

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I ricercatori brasiliani hanno elaborato un indicatore per misurare la capacità delle mangrovie di fornire servizi ecosistemici, dalla conservazione della biodiversità al sequestro del carbonio. Tanto maggiore è il degrado del suolo, tanto più basso è il punteggio registrato
Le azioni che impattano fortemente sul suolo come deforestazione, agricoltura intensiva, urbanizzazione e frammentazione degli habitat stimolano la diffusione delle malattie zoonotiche, trasmesse in particolare da roditori, pipistrelli e zanzare. Foto: Pexels free to use CC0Foto: Pexels free to use CC0

Il cambio d’uso del suolo è un rischio per la salute umana

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Lo studio della Stirling University: azioni che impattano sul suolo come deforestazione, agricoltura intensiva, urbanizzazione e frammentazione degli habitat stimolano la diffusione delle malattie trasmesse da roditori, pipistrelli e zanzare
Nello Stato del Kerala, nell’India meridionale, le foreste naturali conservano in media 16,61 grammi di carbonio per ogni chilo di suolo contro gli 11,82 rilevati nelle piantagioni di teak. Foto: Parambikulam Tiger Conservation Foundation Attribution-ShareAlike 4.0 International CC BY-SA 4.0 DeedParambikulam Tiger Conservation Foundation Attribution-ShareAlike 4.0 International CC BY-SA 4.0 Deed

Carbonio organico, le foreste naturali battono la rigenerazione artificiale

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Nelle aree forestali intatte i livelli di carbonio nel suolo superano nettamente quelli rilevati nelle zone ripristinate attraverso gli impianti. Nelle quali la maggiore acidità del terreno riduce la capacità di conservazione dell'elemento
Secondo i ricercatori, in Germania, gli alberi, i suoli forestali e il legno morto conservano un totale di 2,2 miliardi di tonnellate di carbonio. Foto: © Thünen-Institut/Marius Möller press releaseThünen-Institut/Marius Möller press release

In Germania il suolo forestale ha compensato la perdita di carbonio degli alberi durante la siccità

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La scoperta arriva dall’Istituto Thünen: tra il 2018 e il 2020 il terreno delle foreste tedesche ha immagazzinato più carbonio del previsto, controbilanciando quasi per intero le perdite associate alla moria delle piante
Nel Sud Est Asiatico il disboscamento e la conversione del terreno hanno rilasciato più carbonio e gas serra di qualsiasi altra attività nello spazio di due decenni. Foto: Pok Rie Pexels free to usePok Rie Pexels free to use

La deforestazione ha reso il Sud-Est asiatico una fonte netta di carbonio

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Nei primi due decenni del secolo, spiega uno studio giapponese, le foreste dell’area hanno rilasciato più carbonio di quanto siano riuscite a stoccare. Incendi, degrado delle torbiere e combustibili fossili aggravano la situazione