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Compost e sovescio tutelano le rese agricole ma al tempo stesso sono molto più efficaci dei fertilizzanti chimici per tutelare diversità microbica e resilienza dei suoli. FOTO: Daina Krumins from PixabayDaina Krumins from Pixabay

Compost e sovescio migliorano i suoli più dei fertilizzanti chimici

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Uno studio coreano durato 10 anni mostra come la fertilizzazione organica e le colture di copertura aumentano carbonio attivo, migliorino la biodiversità microbica e la resilienza dei suoli senza ridurre le rese agricole
Lo studio, condotto nelle foreste della provincia di Yunnan, ha dimostrato come i cambiamenti ambientali determinati dall'altitudine modellino il potenziale genetico per la mineralizzazione del fosforo nel suolo. Contemporaneamente, il pH del terreno agisce come un filtro costante, limitando la comunità microbica in grado di svolgere questa funzione vitale in diversi paesaggi. Foto: Rod Waddington Attribution-ShareAlike 2.0 Generic CC BY-SA 2.0 DeedRod Waddington Attribution-ShareAlike 2.0 Generic CC BY-SA 2.0 Deed

Altitudine, pH e calcio sono fattori chiave nel ciclo del fosforo

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Uno studio cinese ha identificato gli aspetti decisivi che influenzano la distribuzione del fosforo assimilabile nelle foreste tropicali e subtropicali. Modellando il potenziale genetico per la mineralizzazione dell’elemento nel suolo
Nello Stato del Kerala, nell’India meridionale, le foreste naturali conservano in media 16,61 grammi di carbonio per ogni chilo di suolo contro gli 11,82 rilevati nelle piantagioni di teak. Foto: Parambikulam Tiger Conservation Foundation Attribution-ShareAlike 4.0 International CC BY-SA 4.0 DeedParambikulam Tiger Conservation Foundation Attribution-ShareAlike 4.0 International CC BY-SA 4.0 Deed

Carbonio organico, le foreste naturali battono la rigenerazione artificiale

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Nelle aree forestali intatte i livelli di carbonio nel suolo superano nettamente quelli rilevati nelle zone ripristinate attraverso gli impianti. Nelle quali la maggiore acidità del terreno riduce la capacità di conservazione dell'elemento
Nel Sud Est Asiatico il disboscamento e la conversione del terreno hanno rilasciato più carbonio e gas serra di qualsiasi altra attività nello spazio di due decenni. Foto: Pok Rie Pexels free to usePok Rie Pexels free to use

La deforestazione ha reso il Sud-Est asiatico una fonte netta di carbonio

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Nei primi due decenni del secolo, spiega uno studio giapponese, le foreste dell’area hanno rilasciato più carbonio di quanto siano riuscite a stoccare. Incendi, degrado delle torbiere e combustibili fossili aggravano la situazione
La costruzione di nuove strade è un segnale particolarmente significativo della deforestazione. Molte di esse, tuttavia, sono difficili da individuare. Foto: Kate Evans/CIFOR Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic CC BY-NC-ND 2.0 DeedKate Evans/CIFOR Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic CC BY-NC-ND 2.0 Deed

Una mappa stradale del futuro aiuta a combattere la deforestazione

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Una ricerca australiana ha permesso di elaborare un indice di rischio deforestazione basato sulla probabilità che un’area possa essere interessata da nuovi tratti stradali 
In Cina il ripristino della vegetazione ha fatto diminuire l'erosione del suolo, passata da quasi 17,7 tonnellate per ettaro a meno di 14 tra il 1990 e il 2020. Immagine: PickPik Royalty-Free photoPickPik Royalty-Free photo

Il ripristino della vegetazione ha ridotto l’erosione del suolo in Cina. Per ora

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In Cina, spiega una ricerca, la rigenerazione ha fatto diminuire significativamente l'erosione del terreno negli ultimi 30 anni. Ma in futuro l'intensificarsi delle precipitazioni estreme comporterà rischi crescenti 
Nelle zone umide la diversità migliora sia i processi di ritenzione dell'azoto sia quelli di rimozione ma ha un effetto più pronunciato su questi ultimi. Foto: shankar s. Attribution 2.0 Generic CC BY 2.0 DeedFoto: shankar s. Attribution 2.0 Generic CC BY 2.0 Deed

La biodiversità delle piante favorisce la rimozione dell’azoto nelle zone umide

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La maggiore varietà vegetale è correlata positivamente con il processo di trasformazione dei nitriti e dei nitrati in gas di azoto rilasciati nell’atmosfera, spiega uno studio cinese. Una scoperta che può contribuire a pianificare il ripristino delle zone umide
Nel 2021 la deforestazione in Amazzonia ha raggiunto il livello più alto degli ultimi 15 anni. Foto: GRID-Arendal resources library, Riccardo Pravettoni Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-NC-SA 2.0)GRID-Arendal resources library, Riccardo Pravettoni Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-NC-SA 2.0)

La deforestazione ha ucciso mezzo milione di persone in 20 anni

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Il calcolo è contenuto in uno studio internazionale guidato dall'università di Leeds. Tre le aree considerate: Amazzonia, Congo e Sud-Est asiatico. Gli aumenti localizzati delle temperature causati dalla deforestazione causano più di 28mila decessi all'anno a causa del caldo
In quattro decenni il suolo del Pianeta è diventato complessivamente più verde. Ma anche più arido. Foto: Jialiang Gao Attribution-ShareAlike 3.0 Unported CC BY-SA 3.0 DeedFoto: Jialiang Gao Attribution-ShareAlike 3.0 Unported CC BY-SA 3.0 Deed

Più verde, meno umido: uno studio cinese svela il paradosso del suolo globale

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La ricerca: in quarant’anni due terzi delle aree vegetate si sono rinverditi ma metà di essi ha anche sperimentato un significativo inaridimento del suolo. Determinante la crescita dell’evapotraspirazione
Le zone umide hanno sequestrato in media un miliardo di tonnellate di carbonio all’anno nei primi due decenni del XXI secolo. Foto: Svetlana Makarova Attribution-ShareAlike 2.0 Generic CC BY-SA 2.0 DeedSvetlana Makarova Attribution-ShareAlike 2.0 Generic CC BY-SA 2.0 Deed

Uno studio cinese ha quantificato 20 anni di sequestro di carbonio nelle zone umide del Pianeta

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Una ricerca dell’Accademia delle Scienze Cinese rivela come le zone umide abbiano sequestrato in media un miliardo di tonnellate di carbonio all’anno nei primi due decenni del secolo. Il 70% del fenomeno avviene nelle zone tropicali