12 Giugno 2024

Negli USA un modello previsionale accorcia i test del suolo

,

I ricercatori dell’Università dell’Arkansas hanno elaborato un modello predittivo della struttura del suolo e del contenuto di materia organica dimezzando i tempi complessivi di analisi

di Matteo Cavallito

I test del suolo, si sa, sono di fondamentale importanza per indirizzare le scelte strategiche nella coltivazione. La loro realizzazione, tuttavia, può essere lunga e complicata e per questo incompatibile con le esigenze degli agricoltori. Come ovviare al problema? Una possibile risposta è arrivata di recente dall’Agricultural Experiment Station dell’Università dell’Arkansas, negli Stati Uniti.

Qui, un gruppo di ricercatori guidati da Gerson Drescher, professore di fertilità del suolo presso lo stesso istituto, ha sviluppato un nuovo modello di previsione capace, osservano gli autori, di aggiungere informazioni decisive sul terreno.

Le analisi del suolo

“Le analisi standard del suolo valutano il contenuto di nutrienti disponibili per le piante e il pH”, spiega un articolo pubblicato dallo stesso ateneo USA. “Tuttavia, queste proprietà sono influenzate anche da altri fattori come la struttura e la sostanza organica presente che possono essere valutati soltanto con ulteriori test che sono costosi e lunghi”. L’idea di Drescher consiste quindi nel valutare questi indicatori sostituendo gli esami tradizionali con un nuovo modello di previsione elaborato a partire dai risultati emersi da test standard già utilizzati nell’analisi dei campioni di terra.

Il modello di previsione, in questo modo, sarebbe in grado di dimezzare i tempi di esecuzione dell’analisi complessiva del terreno.

Il test per la materia organica del suolo è determinato da un metodo noto come “perdita per ignizione”, che richiede di pesare i campioni, sottoporli ad alte temperature per bruciare la materia organica, e pesarli nuovamente per calcolarne la variazione. La granulometria del suolo viene invece misurata con un dispositivo chiamato idrometro, che determina le dimensioni delle particelle del terreno.

Lo studio

Per aggiustare e convalidare i modelli di previsione, Drescher ha utilizzato i dati relativi ai nutrienti e al pH del suolo provenienti da campioni di terreno inviati al laboratorio dell’Università dell’Arkansas. “Sono stati utilizzati due set di dati per calibrare i modelli di previsione dell’argilla, della sabbia e della sostanza organica del suolo utilizzando sia la regressione semplice sia la multipla”, si legge nello studio.

E ancora: “I modelli di previsione dell’argilla e della sabbia hanno registrato una precisione analoga quando sono stati convalidati su un nuovo set di dati”.

In generale, le analisi sulla sabbia e l’argilla si sono rivelate accurate per i suoli di granulometria media e fine. Ma hanno dimostrato una capacità limitata per quelli caratterizzati da una struttura grossolana. Nel corso del tempo, hanno spiegato i ricercatori, i modelli potranno essere migliorati con l’impiego di nuovi campioni di terreno per essere in seguito utilizzati oltre i confini dello Stato in aree caratterizzate da terreni simili.

L’importanza cruciale dei test

L’attenzione per i test del suolo è cresciuta in modo significativo all’inizio del decennio quando il prezzo dei fertilizzanti ha sperimentato una forte impennata. La necessità di limitarne l’uso ha evidenziato implicitamente l’importanza della raccolta di informazioni chiave attraverso le analisi del terreno. Così da pianificare un impiego più razionale e capillare degli input.

Nelle indagini sul suolo il dato relativo al pH, in particolare, rappresenta un indicatore cruciale poiché il livello di acidità del terreno costituisce un fattore critico per la disponibilità dei nutrienti. Una corretta valutazione dell’acidità del terreno rende quindi più efficienti le strategie di promozione della fertilità.