14 Dicembre 2021

Il boom dei prezzi dei fertilizzanti rilancia i test del suolo

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Il costo dei fertilizzanti ai massimi da 12 anni. Un’occasione per puntare sull’analisi preliminare del terreno, strumento decisivo per limitare l’impiego eccessivo e inefficiente degli additivi

di Matteo Cavallito

 

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L’uso eccessivo dei fertilizzanti è da sempre nel mirino degli esperti. L’applicazione delle sostanze chimiche al terreno, come noto, può favorire la resa agricola ma i costi ambientali non sono certo irrilevanti. Dalla perdita di nutrienti nell’ambiente alla contaminazione delle risorse idriche fino agli impatti sulla salute umana, la lista dei rischi impone costantemente lunghe riflessioni. E al tempo stesso suggerisce la ricerca di un nuovo equilibrio basato su un impiego più modesto delle sostanze chimiche. Per raggiungere questo obiettivo, è possibile condurre appositi test sulle caratteristiche del suolo. Ottenendo così informazioni decisive per evitare sprechi e scelte sbagliate.

Il fabbisogno di sostanze nutritive da parte del terreno, infatti, varia di anno in anno a seconda di molti fattori. Ignorare questo aspetto può significare eccedere nell’uso dei fertilizzanti, sostenendo costi inutili e danneggiando l’ambiente. A suggerire l’opportunità delle analisi preliminari, però, non è solo la teoria. Nel contesto attuale infatti, il settore agricolo fa i conti da qualche tempo con un nuovo e potente incentivo implicito: quello del mercato.

I prezzi dei fertilizzanti  ai massimi da 12 anni

“Questo è il momento più opportuno degli ultimi 30 anni per effettuare test sul suolo” ha spiegato Brad Brummond,  extension agent – ruolo che identifica gli esperti che si occupano della divulgazione di una disciplina tecnica e scientifica presso la cittadinanza – della North Dakota State University. Il riferimento corre al boom dei costi rilevato su scala globale che rende sempre più attraenti le strategie di risparmio.

“L’aumento dei prezzi del gas naturale in Europa ha provocato diffusi tagli alla produzione di ammoniaca – un importante input per i fertilizzanti azotati – mentre l’escalation dei valori di mercato del carbone in Cina ha portato a un razionamento dell’uso dell’elettricità in alcune province e ha costretto le fabbriche di fertilizzanti a tagliare i volumi”, osserva la Banca Mondiale.

Proprio la Cina inoltre “ha annunciato la sospensione delle esportazione di queste sostanze fino a giugno 2022 per assicurarne la disponibilità sul mercato interno garantendo la sicurezza alimentare”. Morale: i prezzi di alcuni fertilizzanti chiave come l’urea e il fosfato di diammonio hanno toccato i livelli più alti dal 2009, quando la crisi finanziaria globale aveva sconvolto l’economia e i mercati.

I test del suolo sono decisivi

"Il miglior investimento a fronte di cifre così alte? Un test del suolo" spiega Greg LaBarge, esperto della Ohio State University. Per ottimizzare - e limitare - l'uso dei fertilizzanti, infatti, l'analisi del terreno risulta cruciale. "La prima cosa da guardare nei rapporti sull'analisi del suolo è il pH", aggiunge. "Si tratta infatti del fattore critico per la disponibilità dei nutrienti. Se il pH del suolo è inferiore a 6, si può usare la calce prima di fare qualsiasi applicazione di fertilizzante. Quando il terreno è acido, la calce favorirà l'immagazzinamento di una maggiore quantità di fosforo e potassio nel suolo. Una corretta valutazione dell'acidità del terreno renderà più efficienti altre strategie di promozione della fertilità. Insomma, prima di puntare su altre sostanze è meglio spendere i propri soldi per la calce". Le linee guida attualmente disponibili offrono opportune indicazioni sui valori di riferimento per ciascuna coltura e sui metodi di raccolta dei campioni di terreno.

Pesticidi e fertilizzanti: un mercato da 300 miliardi di dollari

Sul tema dei fertilizzanti era intervenuta già nel 2019 la FAO elaborando un Codice per la gestione sostenibile del terreno. L'organizzazione ONU, in particolare, ha posto molta enfasi sulla gestione dei nutrienti basata sulle cosiddette 4R: vale a dire right source at the right rate, at the right time and in the right place. Ovvero giusta fonte di nutrienti al momento giusto, nel posto giusto e nella giusta quantità imposta dalle caratteristiche del terreno e della coltura.

L'idea è quella di rafforzare la sicurezza alimentare globale senza sacrificare la fertilità del suolo e gli ecosistemi. Secondo un recente rapporto realizzato dall’UNEP (Agenzia Onu per l’Ambiente) in collaborazione con la FAO e l’OMS. “La domanda globale, la produzione e l’uso di pesticidi e fertilizzanti sono aumentati costantemente negli ultimi decenni”. Le vendite globali combinate, inoltre, "continuano a crescere di circa il 4,1% all’anno e si prevede che raggiungeranno i 309 miliardi di dollari entro il 2025”.