Un’alleanza internazionale contro pesticidi e plastica in agricoltura
I governi di Ecuador, India, Kenya, Laos, Filippine, Uruguay e Vietnam hanno sottoscritto il programma FARM: sotto la guida dell’UNEP e con una dotazione di 379 milioni di dollari punta a contrastare l’inquinamento da pesticidi e sostanze plastiche nei terreni agricoli
di Emanuele Isonio
Quasi quattro miliardi di tonnellate di pesticidi e 12 milioni di tonnellate di plastica vengono utilizzati ogni anno sui terreni agricoli di tutto il mondo. L’impegno che, soprattutto nel mondo occidentale, si sta mettendo a livello legislativo e industriale per ridurne i consumi, non sembra ancora sufficiente ad arginare il problema. Ma è soprattutto negli Stati più popolosi, a medio e basso reddito che il fenomeno appare fuori controllo. In un suo rapporto del 2022, l’UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente) ricordava che l’uso di pesticidi in agricoltura è quasi raddoppiato fra l’inizio degli anni ’90 e il 2016.

Andamento dell’uso di pesticidi dal 1990 al 2016. FONTE: UNEP, 2022.
Meno pesticidi, meno danni sanitari
“Nonostante i loro benefici per la resa alimentare, queste sostanze chimiche comportano rischi significativi per la salute umana e l’ambiente” ammonisce l’organismo Onu che ricorda come “ogni anno muoiono circa 11mila persone a causa degli effetti tossici dei pesticidi”.
Inoltre, i residui chimici causano un degrado degli ecosistemi, “diminuendo la salute del suolo e la resilienza degli agricoltori ai cambiamenti climatici”. Allo stesso tempo, “i pesticidi altamente pericolosi e la plastica agricola mal gestita rilasciano inquinanti organici persistenti (POP) tossici, ovvero sostanze chimiche che non si decompongono nell’ambiente e contaminano l’aria, l’acqua e il cibo”.

L’uso dei pesticidi nei diversi continenti, con un confronto fra 2000 e 2017. FONTE: FAO.
Un aiuto agli agricoltori locali
Per questo, il Global Environment Facility, fondo multilaterale dedicato a contrastare la perdita di biodiversità, i cambiamenti climatici, l’inquinamento e i danni agli ecosistemi, ha deciso di sovvenzionare il Programma di finanziamento per la riduzione e la gestione dei prodotti agrochimici (FARM).
La nuova iniziativa si svolgerà sotto la guida dell’UNEP, avrà una durata quinquennale e una dotazione complessiva di 379 milioni di dollari. Al programma FARM hanno aderito i governi di Ecuador, India, Kenya, Laos, Filippine, Uruguay e Vietnam. Obiettivo principale: sviluppare progetti capaci di aiutare gli agricoltori ad adottare soluzioni alternative rispetto ai prodotti agrochimici tossici e facilitare la transizione verso pratiche più sostenibili.
I promotori di FARM prevedono che il programma quinquennale impedirà il rilascio di oltre 51.000 tonnellate di pesticidi pericolosi e oltre 20.000 tonnellate di rifiuti di plastica, evitando al tempo stesso 35.000 tonnellate di emissioni di anidride carbonica e proteggendo oltre 3 milioni di ettari di terreno dal degrado.
Al fianco degli Stati per trovare alternative sostenibili
“Il nostro attuale sistema agricolo si basa su sostanze chimiche dannose, ma questo non è inevitabile” ha affermato Anil Sookdeo, coordinatore dei prodotti chimici presso il GEF. “Il programma FARM offre un potente modello alternativo, fornendo agli agricoltori le conoscenze e le risorse per passare a pratiche sostenibili che salvaguardano la nostra salute e l’ambiente e aumentano anche rendimenti e profitti”.
A tal fine, il programma FARM sosterrà l’approvazione di norme statali che tendano ad eliminare gradualmente i prodotti chimici e l’agroplastica, attraverso l’adozione di migliori standard di gestione e rafforzando al tempo stesso i criteri bancari, assicurativi e di investimento per migliorare la disponibilità di efficaci controlli dei parassiti, alternative di produzione e commercio di prodotti sostenibili.
“La produttività e la sicurezza alimentare dipendono dall’identificazione delle migliori pratiche e di alternative più sicure dei pesticidi altamente pericolosi”, ha affermato Sheila Aggarwal-Khan, direttrice della Divisione Industria ed Economia dell’UNEP. “La loro adozione è la chiave per ampliare queste alternative”.


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