29 Marzo 2024

Nel nord della Cina l’irrigazione primaverile mitiga gli effetti delle ondate di calore

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Secondo uno studio cinese la combinazione tra irrigazione primaverile ed estiva “riduce la frequenza e l’intensità degli eventi di calore estremo di 6,5 giorni e 1°C”

di Matteo Cavallito

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L’irrigazione dei terreni condotta in primavera sembrerebbe in grado di ridurre l’impatto delle ondate di calore estive, contribuendo a mantenere livelli di umidità del suolo più elevati. Lo suggerisce una ricerca pubblicata sulla rivista Geophysical Research Letters.

“Sulla base dell’analisi dei dati prodotti”, spiega lo studio, “riscontriamo correlazioni positive tra l’umidità del suolo nelle due stagioni, il che suggerisce che il surplus idrico indotto dall’irrigazione primaverile persista in estate e impatti sul clima regionale influenzando la ripartizione dell’energia superficiale”.

Lo studio

L’indagine, condotta dai ricercatori dell’Università di Hohai, in Cina, si è concentrata sulle pratiche di irrigazione condotte tra marzo e maggio e su quelle effettuate tra giugno e agosto nella Pianura del Nord della Cina, una delle aree più intensamente irrigate del Paese, osserva una nota diffusa dagli autori.

Si tratta di una zona agricola di importanza cruciale che si estende per 400.000 km2 e nella quale si alternano, tra le stagioni, le colture di grano in inverno e di mais in estate. L’area contribuisce da sola a oltre un terzo della produzione del Paese (37%).

I ricercatori hanno analizzato i modelli di umidità del suolo al livello delle radici delle piante dal 1980. Inoltre hanno combinato i dati con un modello di previsione per simulare l’effetto dell’irrigazione sull’impatto delle ondate di calore estive estreme dal 2004 al 2018. Tre gli scenari studiati: senza irrigazione, con irrigazione sia primaverile che estiva, con la sola irrigazione primaverile.

L’irrigazione in primavera riduce l’impatto del caldo estivo

Le medie regionali simulate di ondate di calore estreme evidenziano una temperatura di 35,8°C e una durata di 21,7 giorni. L’impatto positivo dell’irrigazione primaverile, osservano gli autori, ha consentito di ridurre l’intensità delle ondate di calore estive abbassando di 0,29°C la temperatura e di 2,5 giorni la durata del fenomeno. Ancora più significativi i risultati della combinazione tra le pratiche irrigue primaverili ed estive.

Quest’ultima, riferisce infatti lo studio, “riduce significativamente la frequenza e l’intensità degli eventi di caldo estremo estivo di circa 6,5 giorni e 1°C, con un contributo dell’irrigazione primaverile pari rispettivamente al 38% e al 30% circa”.

Determinante l’effetto della cosiddetta memoria dell’umidità del suolo che si manifesta nella capacità di mantenere livelli di umidità più elevati tra una stagione. Modelli simili, in questo senso, sono stati osservati anche nelle Grandi Pianure meridionali, nella pianura di Huang-Huai-Hai e nelle aree centro-meridionali del bacino del fiume Yangtze.

Il cambiamento climatico rende gli eventi estremi sempre più frequenti

La ricerca assume un valore particolarmente importante in un quadro odierno caratterizzato dalla crescita della frequenza di fenomeni estremi che possono favorire alluvioni e siccità. L’intensificarsi delle ondate di calore, notano gli autori, è favorito dal cambiamento climatico e rappresenta una minaccia per le rese agricole.

In questo contesto, oltre ad alleviare lo stress idrico nei mesi estivi successivi, ricordano gli autori, l’applicazione di un quantitativo superiore di acqua in primavera permette di ridurre in estate lo spreco della risorsa favorito dall’evaporazione.

“I nostri risultati sottolineano l’importanza degli impatti indotti dall’irrigazione nel mitigare gli eventi di calore estremo ed evidenziano come la pianificazione della gestione delle risorse idriche debba tenere conto degli effetti climatici interstagionali“, conclude la ricerca.