26 Agosto 2022

Alberi e test del suolo: il Galles premia la nuova agricoltura sostenibile

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Il Governo del Galles ha pubblicato ulteriori dettagli sul Sustainable Farming Scheme (SFS). Il meccanismo, che retribuisce le iniziative di agricoltura sostenibile e carbon farming, entrerà in vigore nel 2025

di Matteo Cavallito

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Il Galles attende il Sustainable Farming Scheme (SFS), il programma governativo che punta a retribuire gli agricoltori capaci di mettere in campo strategie utili all’ambiente. Il meccanismo, ancora da definire nella sua versione finale, è descritto in un documento diffuso dall’esecutivo che individua diverse azioni da portare a termine per ottenere un compenso commisurato all’estensione delle terre gestite.

“Il programma evidenzia l’impegno del governo a sostenere l’adozione di misure che contribuiscano a ridurre l’impronta di carbonio e a tutelare la natura, permettendo al contempo di produrre alimenti in modo sostenibile”, ha dichiarato Lesley Griffiths, ministro per gli Affari Rurali di Cardiff. Lo Schema entrerà in vigore a partire dal 2025.

Lo schema

Secondo i piani, spiega il governo, “gli agricoltori riceveranno pagamenti in cambio di un’attività agricola che promuova lo stoccaggio del carbonio, la qualità del suolo e dell’acqua e la mitigazione del rischio di alluvioni e siccità, tra le altre misure”. L’operazione, insomma, evoca il principio già espresso di recente dal direttore della divisione investimenti della FAO, Mohamed Manssouri, secondo il quale gli agricoltori dovrebbero “ottenere un guadagno attraverso la fornitura dei servizi ambientali”.

Il meccanismo premia le iniziative di agricoltura sostenibile e di carbon farming – ovvero le attività agricole che favoriscono il sequestro di carbonio con conseguente riduzione delle emissioni – condotte a tre livelli.

Le cosiddette “azioni universali” rappresentano le iniziative base per la sostenibilità che, una volta completate, fanno scattare il pagamento. A queste si aggiungono le operazioni “opzionali” che “possono essere mirate a problemi specifici del luogo o del paesaggio”. Infine sono previste le “azioni cooperative” che “sono svolte in modo coordinato da più agricoltori o gestori del territorio, a livello di paesaggio, bacino idrografico o su scala nazionale”.

Test del suolo e tutela degli alberi

Le azioni proposte, ricorda la rivista Farmers Weekly, includono tra le altre programmi di controllo sugli antibiotici e i pesticidi utilizzati e una gestione sostenibile delle torbiere. Ma anche la rotazione dei pascoli, iniziative per il miglioramento della qualità dell’acqua, operazioni di decarbonizzazione centrate su macchinari e pratiche agricole e test del suolo.

A destare interesse, ha ricordato ancora la rivista, è la richiesta del governo in merito alla tutela degli alberi. Per accedere allo schema, infatti, gli agricoltori dovranno garantire la copertura arborea su almeno il 10% dei loro terreni. La proposta ha generato qualche preoccupazione dal momento che alcune aziende agricole – a cominciare da quelle situate nelle aree costiere – potrebbero non essere in grado di adempiere alla richiesta. Il governo non esclude esenzioni.

L’obiettivo del Galles: Net zero 2050

Il Galles ha stabilito il traguardo dell’azzeramento delle emissioni nette a livello nazionale nel 2050. L’agricoltura, in questo senso, può fare la sua parte sia sul fronte del sequestro di carbonio che nella riduzione delle emissioni stesse.

“L’agricoltura ha un’enorme opportunità di sequestrare una maggiore quantità dell’elemento e di proteggerne i pozzi nel suolo e nella torba, contribuendo così alla riduzione dell’impronta di carbonio del Paese e alla lotta contro il cambiamento climatico”, sottolinea il governo.

La lista degli obiettivi suggeriti dallo stesso esecutivo per raggiungere il traguardo di metà secolo include diverse iniziative. Tra queste si segnalano la riduzione del 10% dell’uso di elettricità, il taglio all’utilizzo dei fertilizzanti a base di azoto e la diminuzione della taglia media dei bovini allevati.