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Un cartone animato spiega ai bimbi perché dobbiamo curare il suolo
10 Giugno 2021

Un cartone animato spiega ai bimbi perché il suolo non può permettersi un game over

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Comprendere la centralità del suolo per la sicurezza alimentare. E tutelarne la vita. Un video della FAO diffonde una lezione essenziale

di Matteo Cavallito

 

Ascolta “Un cartone animato spiega ai bimbi perché il suolo non può permettersi un game over” su Spreaker.

“Mamma, perché il suolo è tanto importante?”. Difficile rispondere a una domanda simile se davanti abbiamo un bambino di 5 anni. Eppure coinvolgere le nuove generazioni in questa battaglia per la salute della terra è fondamentale per il cambio di rotta. Perché allora non inventarsi una “risposta” a cartoni animati? Ci ha pensato un progetto FAO (“Integrated Natural Resources Management”) finanziato dal Global Environment Facility e dedicato nello specifico alle aree rurali dell’Ucraina (ma ovviamente adatto alla realtà di molti altri Paesi, Italia compresa). Il risultato è il video “Mission: Keep soil alive!”. Due minuti per riflettere sull’importanza e la fragilità del suolo, le due dimensioni che da sempre caratterizzano la sua parabola. L’operazione rientra nel più ampio programma della Global Soil Partnership, cui si deve anche il recente protocollo per la valutazione della gestione sostenibile del suolo che mira a fornire un quadro, basato su una serie di indicatori, per i funzionari governativi, le ONG e altre parti coinvolte nei progetti di sviluppo. Con l’obiettivo di valutare la validità delle pratiche di gestione del terreno.

Dalla prosperità apparente al game over: la parabola del suolo

Il video, si diceva. Ovvero due minuti di sole immagini animate capaci di parlare da sole. Un contadino poco lungimirante scaccia via gli animali e così facendo inizia a turbare l’equilibrio dell’ecosistema. Ma è solo l’inizio. Col tempo, le pratiche agricole insostenibili danno prima l’illusione della prosperità e in seguito danneggiano irrimediabilmente il suolo. Le rese si riducono e alla fine ad arrabbiarsi sono gli stessi consumatori. I quali, tuttavia, se la prendono con il bersaglio sbagliato: quello stesso terreno sempre più martoriato e costretto ormai ad abdicare. Game over, insomma. E allora meglio fare un passo indietro facendo tesoro del messaggio più importante: la sopravvivenza del suolo è nelle mani di chi lo gestisce. E la fine del suo ciclo vitale ha un impatto enorme per tutti noi.

Il 95% del nostro cibo è legato alla terra

I numeri, d’altra parte, non mentono. Il suolo, ha reso noto da tempo la FAO, ospita il 25% dell’intera biodiversità del Pianeta e garantisce risorse di vario genere (dal cibo al riparo ma non solo) al 40% degli animali terrestri. Gli stessi terreni, per altro, sono essenziali per i sistemi alimentari. “Si stima – rileva l’organizzazione – che il 95% del nostro cibo sia direttamente o indirettamente prodotto nei suoli”. Ma l’uso intensivo della terra, le pratiche insostenibili di gestione e la deforestazione “portano all’impermeabilizzazione, all’inquinamento e all’aumento della frequenza degli incendi”. Per questo, conclude la FAO, occorre concentrarsi sulla conservazione dei suoli per tutelarne equilibrio e biodiversità. Prima che sia troppo tardi.