10 Marzo 2023

Api e agroforestazione, la ricetta del successo delle contadine “senza terra”

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In Brasile, il Movimento dei lavoratori senza terra sta recuperando suoli improduttivi o danneggiati dall’eccesso di pesticidi. Grazie a tecniche agroecologiche, all’approccio biologico e all’uso delle api nascono nuove opportunità di lavoro femminile. E intanto la qualità dei suoli migliora

di Emanuele Isonio

 

L’obiettivo principale dell’iniziativa è di tipo sociale: assicurare un futuro e uno sbocco lavorativo alle fasce più povere del Brasile, sostenendo la sovranità alimentare e tentando di ridurre le disuguaglianze stridenti del gigante latinoamericano. L’aspetto ambientale che ne segue non va però sottovalutato. Certo, osservati con gli occhiali di questa parte del mondo, metodi possono risultare poco ortodossi. Perché le terre – a dire il vero sempre abbandonate – vengono occupate e poi distribuite tra i nuclei familiari bisognosi.

370mila famiglie coinvolte

A farlo è il Movimento dei lavoratori senza Terra (MST – Movimento dos Trabalhadores Rurais Sem Terra), uno delle più grandi realtà sociali al mondo. Nel corso degli anni, ha realizzato oltre 500 insediamenti a seguito di 2500 occupazioni di terreni. Circa 370mila le famiglie insediate, su 7 milioni e mezzo di ettari di terra.

L’aspetto rilevante dal punto di vista ambientale è il fatto che, una volta insediati, i contadini si occupano di riportare in salute i terreni, il più delle volte resi improduttivi e danneggiati da decenni di abuso di fertilizzanti e pesticidi. E sempre più spesso, a capo di queste attività sono le donne.

“È totalmente diverso se è la donna che sta facendo un lavoro e il denaro arriva alla famiglia attraverso di lei. Riesce a creare un altro tipo di progettualità con gli introiti che provengono da un’attività solo sua” spiega alla testata statunitense Mongabay Ana Câmara, membro del collettivo di apicoltori di Egídio Brunetto, un insediamento MST nella valle del Paraíba, situato nella parte nordorientale del Brasile.

I vantaggi del binomio api e agroecologia

La strategia portata avanti dalle contadine in questo processo di indipendenza economica e di rigenerazione del suolo è basata sui principi dell’agroecologia. Una «disciplina olistica», basata sulla correlazione tra la salute del suolo, dell’agricoltura e degli esseri umani, nata come punto di incontro tra sapere tradizionale e scienza moderna. Che, secondo l’agronomo cileno e docente a Berkeley, Miguel Altieri rappresenta “un fattore fondamentale per la soluzione dei problemi agricoli e di depauperamento dei suoli. E che, non a caso diventa una strategia fondamentale per superare la crisi ambientale e sociale”.

Negli insediamenti MST, le contadine uniscono diverse pratiche di agroforestazione con l’attività di apicoltura.”Lavorare con le api insieme all’agroecologia porta un tocco di raffinatezza ai prodotti che otteniamo”, spiega a Mongabay Mara Galvão, apicoltrice di un altro insediamento del Paraìba (il Nova Esperança).

Dalle api, importanti redditi aggiuntivi per le contadine

Le api, è ormai pacifico, sono tra i più importanti impollinatori al mondo. Diversi studi dimostrano che portare le api nei terreni agricoli migliora raccolti, biodiversità, sistemi ecosistemici del suolo e, da non sottovalutare, anche il reddito degli agricoltori. I prodotti apistici hanno infatti un alto potenziale di mercato e rappresentano un punto di svolta per molti dei nuclei familiari (oltre che uno strumento di emancipazione femminile).

Per riportare in salute suoli ormai sterili e praticamente improduttivi, di api ne servono ovviamente parecchie. A prevedere questa introduzione sono gli stessi protocolli per la transizione alle pratiche agroecologiche alla base delle comunità di contadine MST.

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Le api e insetti impollinatori in generale hanno un ruolo cruciale per la nostra sicurezza alimentare e per gli ecosistemi. Qui, 5 dei “servizi” garantiti dalla loro presenza. FONTE: Archivio FAO.

“Molte pratiche utilizzate negli insediamenti brasiliani sono ereditate dalle comunità tradizionali, dai popoli indigeni, dai Quilombolas (discendenti degli schiavi africani fuggiti dalle piantagioni in cui erano costretti a lavorare, ndr). Ovviamente vanno adattate al contesto locale”, ha spiegato a Mongabay Marília Gaia, docente di Educazione rurale all’Università Federale di Santa Catarina.

Gli effetti positivi sui suoli non si sono fatti attendere. A confermarli, già cinque anni dopo l’inizio delle proprie attività, sono le stesse contadine: migliora la qualità del terreno, la sua fertilità, la capacità di trattenere l’acqua, la biodiversità di uccelli e insetti impollinatori. Mentre diminuisce l’erosione del suolo.

Formare per moltiplicare

Per ampliare l’effetto delle pratiche agroecologiche messi in pratica dai diversi nuclei familiari, è essenziale un forte investimento in formazione. Il Movimento MST organizza quindi eventi periodici su scala sia locale sia nazionale ai quali prendono parte scienziati e membri delle diverse comunità. Momenti essenziali per avviare scambi e sviluppare occasioni di apprendimento collettivo. E le donne sono spesso al centro di questi appuntamenti. Raccontando le loro esperienze indicano che una via d’uscita che unisca dignità sociale e cura ambientale non è un sogno impossibile.