11 Maggio 2022

Dai fondi pensione britannici 300 miliardi per la deforestazione

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Secondo Make My Money Matter, il 20% degli investimenti dei fondi pensione del Regno Unito sostiene società legate alla deforestazione. Una scelta che mette a rischio il futuro del Pianeta e la stessa stabilità finanziaria degli operatori

di Matteo Cavallito

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Il 20% dei risparmi versati dai contribuenti del Regno Unito nei fondi pensione finirebbe per finanziare la deforestazione su scala globale. Lo sostiene la campagna Make My Money Matter, promossa dal regista e attivista britannico Richard Curtis. L’iniziativa, entrata nel vivo nelle scorse settimane con il lancio di un cortometraggio, punta a “contrastare le aziende responsabili della deforestazione, che danneggiano l’ambiente e minacciano la vita e i mezzi di sussistenza in tutto il Pianeta”, scrive Euronews.

300 miliardi per la deforestazione

Nel dettaglio, riferisce la ricerca, sono oltre 300 i miliardi di sterline a sostegno delle aziende o delle società finanziarie coinvolte nella deforestazione. Una quota pari al 31% degli investimenti. La parte restante finanzierebbe quindi attività non legate al fenomeno o resterebbe a disposizione sotto forma di liquidità destinata ad altre operazioni, a cominciare dall’erogazione delle prestazioni previdenziali.

“Ci sono 2,7 trilioni di sterline nei fondi pensione del Regno Unito”, spiegano i ricercatori. “Il nostro rapporto mostra che i fondi e i loro gestori patrimoniali continuano a investire in settori e imprese che contrastano con i nostri valori, danneggiano l’ambiente e mettono a rischio il futuro per cui stiamo risparmiando”.

Questi investimenti, inoltre, “causano significativi danni sociali, economici e ambientali, distruggendo la natura e mettendo a rischio vite e mezzi di sussistenza in tutto il mondo. Inoltre, ci rendono quasi impossibile raggiungere gli obiettivi climatici globali”.

Un rischio anche per le imprese

Non è la prima volta che gli analisti puntano il dito sul nesso che coinvolge finanza e disboscamento globale. Nel 2021, un’indagine diffusa dalla Ong Friends of the Earth e dalla società di ricerca indipendente Profund aveva evidenziato ad esempio come tra il 2016 e il 2020 i tre colossi bancari dei Paesi Bassi – ING, Rabobank e ABN AMRO – avessero finanziato con 3,1 miliardi di euro i comparti delle materie prime maggiormente legati alla deforestazione e alla violazione dei diritti umani. Un dato che faceva emergere il poco invidiabile primato delle banche olandesi nel confronto con le omologhe continentali.

Lo studio di Make My Money Matter, realizzato in collaborazione con la società tedesca SYSTEMIQ e la Ong britannica Global Canopy, ha evidenziato al tempo stesso anche le ricadute che queste scelte hanno sulle società finanziarie. E, di riflesso, sugli stessi contribuenti.

“Questi investimenti non fanno solo male alle persone e al Pianeta, ma anche ai nostri soldi”, rileva la ricerca. “Dal momento che questi settori sono più esposti al rischio climatico e alla crescente regolamentazione, il nostro denaro potrebbe essere messo a rischio, poiché le aziende perdono valore diventando ‘non investibili’ in futuro se non cambiano le loro pratiche”.

Le proposte della campagna

Da qui le proposte degli attivisti che chiedono ai futuri pensionati, ai fondi e al governo di agire su tre fronti:

  • I titolari di pensioni individuali devono chiedere al proprio ente previdenziale di impegnarsi a non favorire la deforestazione.
  • I fondi pensione devono impegnarsi a realizzare portafogli liberi dalla deforestazione realizzando azioni immediate per valutare la loro esposizione. Attuando politiche efficaci, monitorando e coinvolgendo le società partecipate e i gestori, e comunicando i progressi rispetto agli obiettivi.
  • Il governo e i regolatori devono prendere misure urgenti per assicurare che il Regno Unito diventi leader globale nell’eliminazione degli investimenti pensionistici nella deforestazione. Stabilendo requisiti obbligatori per il settore finanziario, incluse la due diligence e la divulgazione delle informazioni.

“Chiediamo alle persone di firmare la nostra petizione impedendo così che i nostri soldi contribuiscano inconsapevolmente a distruggere il Pianeta”, ha dichiarato Izzy Howden, attivista e consulente strategico di Make My Money Matter, ripresa da Euronews. “Il pubblico ha quest’arma potentissima nella lotta per la tutela dell’ambiente: i trilioni di sterline delle sue pensioni”, conclude Richard Curtis. “Adesso è arrivato il momento di usarla”.