terre arideNate Foong su Unsplash

Entro il 2100 le terre aride potrebbero coprire oltre il 40% del pianeta

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Un nuovo studio aggiorna la mappa globale delle "drylands". Anche considerando l’effetto della CO2 sulla traspirazione delle piante, le aree aride continueranno ad avanzare. Ma il dato globale nasconde una profonda redistribuzione regionale
Nelle discariche le emissioni raggiungono il massimo in inverno e il minimo in estate. I rilevamenti occasionali rischiano quindi di sottostimare i rilasci annuali. Foto: Eric Guinther CC BY-SA 3.0Eric Guinther CC BY-SA 3.0

Discariche, le emissioni di metano potrebbero essere molto più alte delle stime

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Uno studio condotto in due discariche del New Jersey rileva emissioni cinque volte superiori a quelle ufficiali. Freddo e cali di pressione favoriscono i rilasci. Le misurazioni occasionali non colgono i picchi
A Chicago la variazione annuale della copertura arborea è associata all’andamento della mortalità per tutte le cause. Foto: Warren LeMay CC BY-SA 2.0Warren LeMay CC BY-SA 2.0

Alberi decisivi: nei centri urbani la perdita di copertura fa crescere la mortalità

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Uno studio condotto a Chicago associa l’aumento della copertura degli alberi a una riduzione dei decessi. La protezione degli esemplari maturi è più efficace della piantumazione
Un esempio di erosione del suolo prodotta da azioni antropiche come la deforestazione. FOTO: John via flickr.

Suoli, FAO: l’erosione peggiora e le soluzioni avanzano troppo lentamente

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Il nuovo rapporto sullo Status of the World’s Soil Resources mostra che nel 58% delle valutazioni regionali l’adozione di pratiche sostenibili contro l'erosione è in calo. Solo nel 10% dei casi si registrano progressi
Lo studio ha analizzato la risposta delle foreste del bacino del fiume Yangtze all'eccezionale evento climatico dell'estate 2022. Foto: Tom Jarrett Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Generic CC BY-NC-SA 2.0 DeedTom Jarrett Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Generic CC BY-NC-SA 2.0 Deed

Caldo e siccità, ecco i pro e i contro delle foreste naturali e artificiali

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Uno studio sul bacino dello Yangtze rivela un compromesso tra resistenza e recupero: biodiversità e struttura proteggono le foreste naturali, mentre gli alberi giovani e a crescita rapida favoriscono la ripresa di quelle piantate
Prateria xerotermica a Clifton Meadow, nel Regno Unito: un ecosistema in cui un'elevata biodiversità vegetale contribuisce a migliorare la resilienza agli eventi di siccità. Foto: Steve Daniels Attribution-ShareAlike 2.0 Generic CC BY-SA 2.0 DeedSteve Daniels Attribution-ShareAlike 2.0 Generic CC BY-SA 2.0 Deed

Siccità estrema: la biodiversità aiuta le praterie (ma non le foreste)

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Uno studio internazionale rileva come un alto livello di biodiversità possa ridurre le perdite di produttività nelle praterie più aride durante gli episodi di siccità estrema. Nelle aree boschive, tuttavia, non si osserva lo stesso schema
Un prato ricco di fiori spontanei, uno degli elementi chiave dei sistemi agricoli orientati alla biodiversità come l’agriwilding. Questi ambienti forniscono risorse alimentari e habitat per numerosi insetti impollinatori. Foto: Nathanieljoyce, Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 (CC BY-SA 4.0)Nathanieljoyce, Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 (CC BY-SA 4.0)

Insetti, produzione e biodiversità convivono nell’agriwilding

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Colture produttive, alberi, prati ricchi di specie e successione naturale: l'agriwilding, spiega uno studio belga, favorisce il ritorno degli impollinatori e apre nuove prospettive per un'agricoltura più sostenibile
I faggi sono tra le tipologie di alberi più indicate per bloccare la diffusione delle sostanze inquinanti nei terreni contaminati. FOTO: Foto da PixnioPixnio

Terreni contaminati, gli alberi giusti bloccano gli inquinanti nel suolo

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Una ricerca svizzera rivela che alcuni tipi di alberi collocati in siti contaminati riescono a "confinare" i metalli pesanti evitandone la diffusione. Particolarmente indicati faggio, abete rosso e acero di monte
Da decenni i geomorfologi cercano di capire come si formino spontaneamente le terrazze artiche, il risultato del lentissimo movimento del terreno superficiale prodotto dallo scongelamento del permafrost. Foto: Hannes Grobe Attribution-ShareAlike 2.5 Generic CC BY-SA 2.5 DeedHannes Grobe Attribution-ShareAlike 2.5 Generic CC BY-SA 2.5 Deed

Un fluido potrebbe spiegare il mistero delle terrazze del permafrost

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L’ipotesi di uno studio americano: le terrazze formate dallo scongelamento del permafrost seguono un meccanismo simile a quello onde osservate in un fluido non newtoniano a base di amido di mais e acqua

La Ue adotta le prime metodologie per certificare il carbon farming

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La Commissione europea definisce le prime regole comuni per misurare e certificare i benefici climatici del carbon farming, valorizzando il ruolo del suolo nella transizione ecologica