2 Aprile 2021

La bioeconomia? È un gioco da bambini

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Il libro What's Bioeconomy contiene numerose scene illustrate di differenti ambienti familiari nei quali i bambini possono individuare situazioni concrete nelle quali vengono in contatto con i risultati pratici della bioeconomia. FOTO: What's Bioeconomy - Biovoices e Transition2Bio.

Un libro per avvicinare i bambini tra i 5 e gli 8 anni al mondo della bioeconomia e spiegare i suoi vantaggi concreti: lo ha realizzato il progetto Biovoices grazie al sostegno della Commissione europea. Sarà gratuito e disponibile in 11 lingue

di Emanuele Isonio

 

Ascolta “La bioeconomia? È un gioco da bambini” su Spreaker.

Che cosa sono i prodotti bio-based? Come funziona una bioraffineria? Che cos’è una biomassa e a che cosa serve? Sono concetti cruciali per la bioeconomia ma ben lontani dalla capacità di comprenderli anche per un adulto medio. Figuriamoci per dei bambini.

Eppure sono proprio questi ultimi che devono essere coinvolti per far capire loro il potenziale rivoluzionario che la bioeconomia circolare nasconde per approdare a un’economia a minore impatto ambientale. Quegli stessi concetti però possono essere espressi in modo molto diverso, applicandoli alla vita quotidiana di tutti noi. E il risultato potrà allora essere fatto proprio anche da bambini piccoli: lo sai che gli scarti di piante e alghe possono essere trasformati in prodotti per la pulizia della cucina? Sai che il tuo spazzolino può venire realizzato in fibre di plastica di origine vegetale? Sapevi che esistono pannolini e vestiario prodotti con risorse rinnovabili o divani realizzati con scarti di frutta e verdura?

“Scopriamo la bioeconomia”

Proprio da questa inversione di approccio nasce “Scopriamo la bioeconomia” un libro realizzato dal progetto Biovoices, in collaborazione con l’APRE (Agenzia per la Promozione della Ricerca europea) e finanziato dall’Unione europea attraverso il programma Horizon 2020.

“Spesso il grande pubblico è poco informato su cosa significhi ‘bioeconomia’, su cosa siano i prodotti bio-based, nonostante trovino una crescente applicazione nella vita quotidiana” spiega Chiara Pocaterra, coordinatrice di Biovoices e autrice del libro. “Eppure molti sforzi sono stati messi in campo”. Questo libro punta a colmare quelle lacune, iniziando proprio dai bambini.

Cinque scenari familiari per i bambini

Il volume sarà stampato in 11 lingue per un totale di 10mila copie, che verranno distribuite anche in biblioteche, musei per bambini e altri contesti istituzionali (ma potrà essere richiesto anche scrivendo a biovoices@apre.it). Al suo interno, contiene disegni e fumetti pieni di particolari che attirano l’attenzione dei bambini e ne stimolano curiosità e creatività. Gli scenari sono quelli a loro più familiari: casa, scuola, campagna, ambiente cittadino e spiaggia. “Quei contesti – prosegue Pocaterra – vengono utilizzati per descrivere i campi di applicazione delle biomasse vegetali e delle fonti rinnovabili. Mostra inoltre quali sono i prodotti biobased che potremmo usare tutti i giorni, promuovendo al tempo stesso stili di vita e consumo sostenibili”.

Quaranta classi coinvolte in Italia

Ma semplificare i concetti non significa necessariamente tradirne la validità scientifica. Proprio per questo, a monte della realizzazione del libro è stato coinvolto un comitato scientifico di 30 esperti provenienti da università, centri di ricerca, industrie, associazioni di tutta Europa. Sono stati loro a fornire i contenuti tecnico-scientifici che poi il team di Biovoices ha tradotto in un linguaggio comprensibile ai bambini.

“Questo libro rappresenta solo l’inizio di un percorso educativo sulla bioeconomia che tutte le scuole dovrebbero includere” commenta Christian Patermann, ex funzionario della Commissione europea, considerato fra i padri fondatori della bioeconomia nel Vecchio continente. Non a caso Biovoices, insieme a Transition2Bio, altro progetto finanziato da Bruxelles, ha avviato un percorso formativo pilota fra le scuole italiane. Al momento, coinvolge 9 istituti di 6 comuni, per un totale di 39 classi e circa mille studenti. Il programma prevede un corso di formazione per i docenti, realizzato coinvolgendo il Joint Research Centre di Ispra e il Cluster nazionale tecnologico della Chimica Verde SPRING.

Uno sforzo comune per diventare climate-neutral entro il 2050

“Investire risorse maggiori in ricerca e innovazione permetterà di realizzare l’agenda europea prevista dal Recovery Plan, che promuova consumi, produzioni e stili di vista più sostenibili nella Ue” osserva Roberta Metsola, primo vicepresidente dell’Europarlamento, intervenuta presentazione del libro. “In questo modo potremo essere il primo continente climaticamente neutrale entro il 2050. La parola ‘sostenibilità’ deve diventare il cuore della nostra economia. La Ue ha un piano ma per realizzarlo abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti: decisori politici, insegnanti, imprenditori, lavoratori dei settori coinvolti, cittadini. Questo libro aiuterà i ragazzi a diventare i più giovani membri della nostra società che fanno scelte sostenibili. Ecco perché bisogna congratularsi con quanti hanno reso possibile la sua creazione”.