20 Novembre 2023

Il problema del fosforo? È iniziato migliaia di anni fa

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Uno studio svizzero ha evidenziato come l’uomo abbia iniziato ad alterare il ciclo del fosforo molti millenni fa. Prima che l’industrializzazione e la diffusione dei fertilizzanti accelerassero il processo

di Matteo Cavallito

 

L’alterazione del ciclo del fosforo per mano dell’uomo sarebbe iniziata diverse migliaia di anni fa. Lo sottolinea una ricerca dell’Università di Berna che ha provato a stimare il quantitativo di elemento rimosso dal suolo per finire nei bacini lacustri, con tutte le note conseguenze negative.

“Il fosforo proveniente dalla concimazione agricola e dalle acque reflue è notoriamente dannoso per i laghi”, evidenzia una nota dello stesso ateneo elvetico che chiama in causa conseguenze come eutrofizzazione, moria di pesci, diffusione di alghe tossiche e perdita di biodiversità. “L’ingresso del fosforo nell’acqua, inoltre, contribuisce a far aumentare la carenza di questo elemento, essenziale per l’agricoltura”.

Lo studio

Collaborando con alcuni colleghi provenienti dal Regno Unito e dalla Cina, i ricercatori hanno analizzato i sedimenti di 108 laghi di tutto il mondo. Gli strati dei campioni di carotaggio analizzati avevano un’età massima di 12.000 anni. “Questi dati ci hanno permesso di fare per la prima volta una proiezione globale dell’ingresso del fosforo nei laghi”, ha spiegato Martin Grosjean, direttore del Centro Oeschger per la ricerca sui cambiamenti climatici dell’Università di Berna e principale autore dello studio.

L’analisi ha rivelato che l’immissione di fosforo nei laghi dell’Europa centrale è aumentata notevolmente già all’inizio dell’Età del Bronzo, circa 4.000 anni fa. In quel periodo, l’area sarebbe stata soggetta a una forte deforestazione e a un’intensificazione dell’uso del suolo. Il che avrebbe condotto a un aumento dell’erosione del terreno e del deflusso di fosforo nei laghi.

Il deflusso totale? 2,7 miliardi di tonnellate

“L’attività umana ha alterato in modo evidente il ciclo globale del fosforo”, si legge nello studio. “Tuttavia, la nostra comprensione di quando e come l’uomo abbia influenzato tale ciclo è limitata dalla scarsità di dati sul sequestro dell’elemento a lungo termine, in particolare al di fuori dell’Europa e del Nord America”. In questo quadro, tuttavia, “i sedimenti lacustri forniscono un archivio unico dei tassi di accumulo di fosforo nel passato e consentono di esaminare l’interruzione del ciclo globale mediata dall’uomo”.

Attraverso questo tipo di analisi, i ricercatori hanno riscontrato dinamiche simili in altre regioni dell’emisfero settentrionale sebbene in epoche più recenti: circa 2.000 anni fa in Cina e circa 400 anni or sono in Nord America.

I numeri, spiegano, sono il risultato dell’inizio più tardivo della crescita della popolazione e dell’intensificazione dell’uso del suolo in queste regioni. La vera svolta, però, arriva con l’industrializzazione. Dal periodo preindustriale a oggi, l’ingresso annuale di fosforo nei sedimenti lacustri è aumentato di 6 volte passando da 240.000 a 1,5 milioni di tonnellate all’anno. Secondo le stime degli autori, negli ultimi 12.000 anni, nei sedimenti lacustri di tutto il mondo si sarebbero accumulati 2,7 miliardi di tonnellate di fosforo.

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L’agricoltura globale dipende troppo dal fosforo

A favorire l’accelerazione sperimentata a partire dal XIX secolo non è stata solo l’industrializzazione. Determinante, infatti, è stata anche la diffusione dei fertilizzanti chimici in agricoltura. Oggi, ha sostenuto all’inizio di quest’anno uno studio a cura dell’INRAE, l’Institut national de la recherche agronomique, un ente del governo francese, e del Bordeaux Sciences Agro, una scuola di formazione della locale università, il 47% circa del fosforo presente nel suolo è di origine umana, ovvero attribuibile all’uso di fertilizzanti minerali.

Il dato riflette una forte dipendenza dell’agricoltura globale dall’impiego di queste sostanze. Tale fenomeno si accompagna all’erosione del suolo che, secondo uno studio dell’Università di Basilea sarebbe responsabile di oltre il 50% della perdita globale dell’elemento in agricoltura. Da qui la necessità di applicare strategie più sostenibili come il miglioramento del riciclo delle risorse e l’utilizzo di sistemi di coltivazione mista per ridurre l’impiego di fosforo nei campi.