17 Giugno 2024

Le foreste miste sono meno inclini all’acidificazione del suolo

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Lo studio cinese: nelle foreste di larici e latifoglie la deposizione di azoto non impatta in modo significativo sulla chimica del terreno. Nel contrasto all’acidificazione, quindi, la creazione di boschi misti potrebbe rivelarsi efficace

di Matteo Cavallito

Le foreste miste sarebbero più resistenti all’acidificazione del terreno, un fenomeno problematico sul quale possono incidere diversi fattori. Lo segnala uno studio a cura di un gruppo di ricercatori dell’Accademia Cinese delle Scienze. L’indagine, pubblicata sulla rivista Plant and Soil, evidenzia in particolare come i boschi di larice e latifoglie siano meno inclini al fenomeno nel confronto con le foreste composte esclusivamente dai larici stessi. Secondo gli autori la tutela della biodiversità arborea potrebbe quindi costituire una strategia efficace di gestione degli ecosistemi forestali e del contrasto all’acidificazione.

Il ruolo chiave dell’azoto

Lo studio sottolinea in primo luogo il ruolo chiave dell’azoto, un elemento, per così dire, dal carattere ambivalente, prezioso per le colture ma anche pericoloso per l’ambiente quando si disperde in quantità eccessiva favorendo fenomeni diversi. Tra questi l’eutrofizzazione, ovvero l’eccessivo arricchimento di nutrienti, oltre alla stessa acidificazione.

“Le attività umane, come la combustione di combustibili fossili e l’uso di fertilizzanti chimici, hanno determinato alti livelli di deposizione di azoto in molte regioni del mondo”, si legge in una nota dell’Accademia delle Scienze Cinese.

“Nonostante l’attuazione di misure di controllo dell’inquinamento atmosferico, i livelli complessivi di deposizione dell’elemento rimangono relativamente elevati in alcune parti della Cina”. In questo scenario, tuttavia, la risposta degli ecosistemi forestali e il ruolo della composizione delle specie arboree sono aspetti ancora poco chiari.

L’impatto dell’elemento varia a seconda degli alberi

Per comprendere meglio questi fenomeni, gli studiosi dell’Istituto di Ecologia Applicata della stessa Accademia hanno condotto un’indagine con l’impiego di esperimenti di deposizione simulata di azoto nelle foreste di larice e in quelle miste di larice e latifoglie nella contea di Qingyuan, situata nella provincia del Liaoning nella Cina nordorientale. Lo studio degli effetti della dispersione dell’elemento sul suolo e sulle foglie degli alberi è durato quattro anni.

“Abbiamo condotto alcuni esperimenti aggiungendo azoto e abbiamo esaminato le diverse risposte delle due foreste in termini di disponibilità dell’elemento e di chimica del suolo, di nutrienti fogliari e di stechiometria”, spiegano i ricercatori.

“Abbiamo registrato un aumento delle concentrazioni di nitrati nel suolo e una conseguente acidificazione nella foresta di larici”, prosegue lo studio. Contemporaneamente, “l’aggiunta di azoto non ha influenzato in modo significativo la concentrazione dell’elemento inorganico nel suolo, né la chimica né i nutrienti delle foglie degli alberi nella foresta mista“.

Una gestione migliore delle foreste

Lo studio, insomma, fornisce preziose indicazioni per la gestione degli ecosistemi forestali. Comprendendo le caratteristiche delle diverse specie arboree forestali, precisano gli scienziati, è possibile affrontare meglio un problema ambientale significativo nelle regioni nordorientali della Cina. “La creazione di foreste miste di conifere e latifoglie”, concludono i ricercatori, “è un’importante pratica di silvicoltura per alleviare l’acidificazione del suolo indotta dalla deposizione di azoto”.