Warning: session_start(): open(/tmp/sess_144e6ad9dccc1588510b6f0b59bf1fdb, O_RDWR) failed: Disk quota exceeded (122) in /home/customer/www/resoilfoundation.org/public_html/wp-content/plugins/pixelyoursite/includes/class-pys.php on line 206

Warning: session_start(): Failed to read session data: files (path: /tmp) in /home/customer/www/resoilfoundation.org/public_html/wp-content/plugins/pixelyoursite/includes/class-pys.php on line 206
La biodiversità del terreno? Un'iniziativa FAO l'ha resa roba da bambini
14 Maggio 2021

La biodiversità del terreno? È roba da bambini

,

Un po’ favola, un po’ fumetto. Con un’incursione nel “romanzo” di formazione. La biodiversità del suolo diventa protagonista di dieci storie per giovanissimi grazie a un progetto promosso dalla FAO

di Matteo Cavallito

 

Ascolta “La biodiversità del terreno è roba da bambini” su Spreaker.

“Mantenere vivo il suolo, proteggere la biodiversità”. È lo slogan che accompagna il concorso per l’editoria infantile indetto dalla FAO nell’ambito della Giornata Mondiale del Suolo dello scorso dicembre. L’iniziativa, che ha coinvolto anche l’Unione Internazionale delle Scienze del Suolo (IUSS) e la Global Soil Partnership (GSP), punta a dare “visibilità all’importanza degli organismi del terreno” e ad aumentare la consapevolezza dell’urgenza di proteggerne la varietà. Il risultato? 10 storie pensate per un pubblico di giovanissimi – dai 6 agli 11 anni – frutto della selezione delle proposte, ben 80, provenienti da oltre 60 Paesi.

Il terreno ospita 1/4 della biodiversità del Pianeta

Il messaggio è chiaro: nel suolo c’è un tesoro inestimabile e per tutelarlo occorre agire subito. I terreni ospitano il 25% della biodiversità mondiale, ricorda la FAO, “e sono responsabili della fornitura di servizi ecosistemici essenziali per sostenere la vita sulla terra”. Il tema, su cui l’organizzazione insiste dal 2014, anno della prima edizione, è stato affrontato con 780 eventi coordinati in oltre cento Paesi. La campagna informativa sul ruolo della biodiversità, sostiene l’Agenzia ONU, avrebbe raggiunto finora circa 800 milioni di persone.

Funghi giganti, microbi e altre storie

Dieci storie, dunque, alla scoperta del suolo e dei suoi abitanti. Sapevate, chiedono l’autrice australiana Sharada Keats e la collega canadese JiaJia Hamner, che il più grande organismo vivente del Pianeta altro non è che “un enorme fungo del miele, i cui rizomorfi simili a radici e miceli ramificati coprono quasi nove chilometri quadrati di terreno in una foresta dell’Oregon, negli Stati Uniti”? Dal grande al piccolo il passo è breve. La biodiversità è multiforme e non potrebbe essere diversamente: che suolo sarebbe senza microbi? Già.

Immagine: FAO Attribution-NonCommercial-ShareAlike 3.0 IGO (CC BY-NC-SA 3.0 IGO)

Immagine: FAO Attribution-NonCommercial-ShareAlike 3.0 IGO (CC BY-NC-SA 3.0 IGO)

Le vicende si susseguono: i benefici del terreno, i pericoli rappresentati dall’uso dei fertilizzanti chimici, la deforestazione. E poi ancora l’invito a prendere in considerazione le legittime preoccupazioni di una formica e a seguire la presa di coscienza di un giovane maiale scettico che, messe da parte le preclusioni iniziali, impara ad amare il suolo e razzolarvisi senza timore. Come dire: un romanzo di formazione per immagini, un travestimento letterario per raccontare la complessità dell’ecosistema. Niente male, vero?

Immagine: FAO Attribution-NonCommercial-ShareAlike 3.0 IGO (CC BY-NC-SA 3.0 IGO)

Immagine: FAO Attribution-NonCommercial-ShareAlike 3.0 IGO (CC BY-NC-SA 3.0 IGO)

Tutti possiamo fare qualcosa

Va bene, tocca ammetterlo: ci siamo fatti prendere la mano. Ma voli pindarici a parte, è bene precisarlo, la questione resta tremendamente seria. Le minacce sono note e la cura del suolo è affidata a tutti noi. Ne è convinto Pedro Mondaca, agronomo cileno e fondatore di Agro Conciencia, un’organizzazione per la promozione dello sviluppo sostenibile. E ne è altrettanto consapevole, in fin dei conti, il giovane Kuri, suo alter ego letterario. “Vuoi che diventi uno scienziato?” chiede il protagonista della storia alla rondine Lupi, partita da lontano per sensibilizzarlo. “Puoi diventare ciò che vuoi”, risponde l’uccello, “quello che voglio è che tu protegga gli organismi del suolo in un modo o nell’altro”. Vissero tutti felici e contenti, insomma. Anche i funghi, anche i microbi. Anche gli attori più reconditi di quell’ecosistema che non si ferma mai.