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Il presidente del Venezuela Nicolas Maduro è accusato di aver favorito la deforestazione e la violazione dei diritti umani con le sue iniziative economiche. Foto: Av Joka Madruga/Terra Livre Press Navngivelse 2.0 Generisk (CC BY 2.0)Foto: Av Joka Madruga/Terra Livre Press Navngivelse 2.0 Generisk (CC BY 2.0)

L’estrazione fuori controllo alimenta la deforestazione in Venezuela

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Lo sfruttamento minerario in Venezuela, ha fatto raddoppiare il tasso di deforestazione in cinque anni. Un fenomeno, accusano le Ong, alimentato dai guerriglieri della vicina Colombia con l’assenso del governo di Caracas
Lo scoppio della pandemia nel 2020 non ha rallentato la deforestazione a livello globale. Foto: Astro_Alex ESA/A.Gerst, CC BY-SA 3.0 IGOAstro_Alex ESA/A.Gerst, CC BY-SA 3.0 IGO

Covid, i lockdown globali non hanno frenato la deforestazione

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Lo studio di Alliance of Biodiversity: nel 2020 la deforestazione ha seguito i trend attesi sulla base dei dati storici. Un segnale di come le chiusure non abbiano influenzato il fenomeno
BNP Paribas è la banca francese che ha più contribuito con i suoi finanziamenti alla deforestazione in Amazzonia: nello spazio un decennio avrebbe investito 456 milioni di euro nei settori della soia, della carne bovina e dell’olio di palma. FOTO: Can Pac Swire CC BY-NC 2.0.Can Pac Swire CC BY-NC 2.0.

Banche francesi nel mirino: più di 700 milioni per la deforestazione

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L’accusa delle Ong: le banche BNP Paribas, Société Générale, Crédit Agricole e il gruppo Banque Populaire et Caisse d'Epargne avrebbero sostenuto finanziariamente i colossi della carne bovina e della soia responsabili della deforestazione dell’Amazzonia.
Nel 2020 la deforestazione dell’Amazzonia peruviana ha colpito 2.032 chilometri quadrati di territorio, contro i 548 del 2019. Foto: Shao Attribution-ShareAlike 3.0 Unported (CC BY-SA 3.0)Shao Attribution-ShareAlike 3.0 Unported (CC BY-SA 3.0)

Deforestazione e narcotraffico minacciano le comunità del Perù

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La deforestazione ha colpito un'area di 680 chilometri quadrati tra le regioni di Huánuco e Ucayali nel centro del Paese. Tra il 2013 e il 2021 il territorio ha perso il 15% della sua copertura arborea
Quello della carta è uno dei settori che contribuiscono maggiormente alla deforestazione in Indonesia. Foto: Sofi Mardiah/CIFOR Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic (CC BY-NC-ND 2.0)Sofi Mardiah/CIFOR Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic (CC BY-NC-ND 2.0)

Cresce il sostegno delle banche alla deforestazione

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Secondo le Ong riunite nella sigla, dopo l’Accordo di Parigi trecento corporation del settore delle materie prime che contribuiscono alla deforestazione hanno ricevuto finanziamenti per 267 miliardi di dollari. Amazzonia e Sud-est Asiatico epicentri del problema
Nel mondo la coltura della soia favorisce ogni anno la deforestazione di 4.800 km2 di territorio. Foto: Hippopx dominio pubblico CC0 1.0 Universal (CC0 1.0)Hippopx dominio pubblico CC0 1.0 Universal (CC0 1.0)

Deforestazione: senza la politica, gli impegni delle imprese sulla soia non bastano

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Il risultato di una ricerca internazionale: in dieci anni la moratoria sulla soia brasiliana proveniente dai terreni disboscati ha salvato appena 2.300 km2 di foresta. “Supply chain governance should not be a substitute for state-led forest policies”, spiegano gli studiosi
Il Tribunale Supremo Federale (in portoghese: Supremo Tribunal Federal) è la corte suprema del Brasile. Funge sia da corte d'appello sia da corte costituzionale e le sue sentenze non ammettono appello. FOTO: Rob Sinclair CC BY-SA 2.0Rob Sinclair CC BY-SA 2.0

Brasile, la Corte Suprema riattiva il Fondo per l’Amazzonia

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Il massimo tribunale brasiliano ha imposto la riattivazione del Fondo per l’Amazzonia che era stato di fatto bloccato dall’ex presidente Bolsonaro nel 2019. Dopo la rielezione di fine ottobre, Lula avrà così a disposizione un veicolo finanziario con crediti per oltre 20 miliardi di dollari.
Durante la presidenza di Jair Bolsonaro la deforestazione dell'Amazzonia è andata incontro a un’accelerazione. Foto: Isac Nóbrega/PR Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)Isac Nóbrega/PR Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)

Alle elezioni in Brasile è in gioco anche il futuro dell’Amazzonia

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Lo studio diffuso da Carbon Brief: al ballottaggio del 30 ottobre si gioca il futuro di quasi 76 mila chilometri quadrati di Amazzonia. A tanto ammonterebbe il calo della deforestazione previsto in caso di successo dell’ex presidente Lula
La regione di Madre de Dios, nell'Amazzonia peruviana, ospita il progetto di sviluppo sostenuto da CESVI e Fondazione Lavazza. Foto: Yoly Gutierrez/CIFOR Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic (CC BY-NC-ND 2.0)Foto: Yoly Gutierrez/CIFOR Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic (CC BY-NC-ND 2.0)

Clima ed economia: in Amazzonia anche una noce può fare la differenza

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Con il sostegno di CESVI e della Fondazione Lavazza, le comunità indigene peruviane trovano nella noce dell’Amazzonia una nuova opportunità di crescita. Con ricadute positive per l’economia e l’ambiente
In Brasile le aree protette ammontano a 220 milioni di ettari, pari al 51% dell’Amazzonia. Estendere la tutela su altri 130 milioni di ettari costerebbe non più di 2,8 miliardi di dollari all’anno. Foto: Andre Deak Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)Andre Deak Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)

La protezione dell’Amazzonia? Richiederebbe una spesa minima

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La ricerca: per tutelare l'Amazzonia il Brasile sostiene costi unitari centinaia di volte più bassi rispetto a quelli associati alla protezione forestale europea. Ma l'impegno del Governo resta largamente deficitario