21 Maggio 2024

Così il carbonio organico si accumula nei suoli forestali acidificati

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Uno studio dell’Accademia delle Scienze cinese rivela come l’acidificazione del suolo forestale promuova sia la protezione minerale che l’accumulo di carbonio di origine vegetale

di Matteo Cavallito

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L’acidificazione rappresenta notoriamente una minaccia per il suolo. Il suo impatto sulla capacità del terreno di sequestrare il carbonio, tuttavia, non è pienamente conosciuto. Scarsa chiarezza, in particolare, accompagna il fenomeno dell’accumulo dell’elemento nei suoli delle foreste tropicali e subtropicali profondamente sviluppate, che sono da tempo fortemente acidificate. Tra queste ci sono anche le foreste meridionali della Cina che contribuiscono allo stoccaggio di oltre la metà del carbonio organico immagazzinato nell’ecosistema boschivo di quel Paese. E che, di recente, sono state non a caso oggetto di studio.

Lo studio

A far luce sul fenomeno del sequestro di carbonio, infatti, sono stati i ricercatori dell’Orto botanico della Cina meridionale della nazionale Accademia delle scienze. Attraverso un esperimento condotto nella riserva naturale di Dinghushan, nella provincia di Guangdong, gli autori hanno potuto descrivere il meccanismo di accumulo e stabilizzazione del carbonio nelle foreste di latifoglie sempreverdi monsoniche.

L’indagine ha interessato due componenti della materia organica: il carbonio organico particolato (POC) e il carbonio associato ai minerali (MAOC). I ricercatori si sono quindi posti l’obiettivo di valutare quale meccanismo e quali fattori influissero sulla raccolta delle frazioni organiche.

“Abbiamo condotto un esperimento sul campo durato 11 anni che prevedeva l’aggiunta di acidi per studiare come la deposizione di questi ultimi influisse sull’accumulo di carbonio organico nel suolo e sulle sue frazioni”, spiega lo studio pubblicato sulla rivista Plant and Soil. “I fenoli della lignina e gli aminozuccheri sono stati utilizzati come rivelatori del carbonio derivato da piante e microbi”.

L’acidificazione favorisce l’accumulo del carbonio

“Abbiamo scoperto che sia il carbonio organico particolato che quello associato ai minerali sono aumentati in modo significativo con l’aggiunta degli acidi”, spiegano gli autori. Questi, in particolare, “hanno ridotto significativamente il contributo della componente residua di origine fungina, batterica o microbica all’ammontare totale di carbonio, ma hanno fatto aumentare in modo rilevante la frazione di origine vegetale”. Inoltre, l’aggiunta di acido ha fatto crescere particolarmente il fenolo della lignina proveniente dalle piante. E non senza conseguenze.

“L’incremento del fenolo della lignina e la soppressione della decomposizione microbica della materia organica suggeriscono che all’origine dell’aumento del carbonio del suolo vi sia l’aggiunta di acido”, spiegano i ricercatori. “L’acidificazione del suolo ha fortemente potenziato l’accumulo del carbonio associato ai minerali attraverso l’aumento della lignina e la protezione minerale garantita dagli ossidi di ferro e alluminio e dai cationi”.

Nuove informazioni sulle dinamiche forestali

Questi risultati, concludono gli scienziati in una nota, suggeriscono che la protezione minerale e l’apporto continuo di carbonio di origine vegetale hanno migliorato l’accumulo e la stabilizzazione dell’elemento organico con l’acidificazione del suolo. I risultati “forniscono un riscontro meccanicistico della funzione di sequestro continuo dell’elemento nei terreni forestali estremamente acidificati”. Aggiungendo così nuove conoscenze su questo tipo di dinamiche.

Il tema è da tempo motivo di interesse per i ricercatori del Paese. Lo scorso anno uno studio a cura della stessa Accademia Cinese delle Scienze ha evidenziato in particolare le interazioni decisive che intercorrono tra le diverse specie di funghi e la biomassa vegetale negli ecosistemi forestali. L’indagine ha rivelato come nelle foreste dominate dagli arbuscoli lo stock di carbonio nel sottosuolo superi del 25% l’ammontare registrato nelle foreste dove sono prevalenti gli ectomicorrizici. Le modalità con cui questi microorganismi influenzano la distribuzione del carbonio tra gli alberi, tuttavia, non sono ancora note.