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21 territori “pilota” per la salute del suolo
20 Aprile 2023

21 territori “pilota” per la salute del suolo

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In occasione di MACFRUT, fiera del settore ortofrutticolo a Rimini, Re Soil Foundation organizza il 4 maggio un workshop gratuito dedicato alla scoperta delle necessità dei diversi tipi di suolo e all’illustrazione delle azioni previste dal progetto PREPSOIL finanziato dal programma europeo Horizon

di Emanuele Isonio

 

Ventuno territori distribuiti in otto Paesi europei che diventeranno altrettante aree studio. Veri e propri laboratori di analisi a cielo aperto. Obiettivo: individuare le necessità delle diverse tipologie di suolo per poi sviluppare le azioni efficaci di adattamento ai cambiamenti climatici e ottimizzarne i servizi ecosistemici. Tra i territori selezionati, una porzione del bacino del Po.

L’iniziativa è portata avanti all’interno del progetto PREPSOIL, finanziato dal programma comunitario Horizon e coordinato dall’università danese di Aarhus. Diciannove i partner europei coinvolti nel progetto, tra i quali Re Soil Foundation (progetto 101070045 — PREPSOIL — HORIZON-MISS-2021-SOIL-01).

Progettare ricerca e innovazione

Le attività scientifiche di cui saranno oggetto i territori selezionati verranno illustrate il 4 maggio prossimo a partire dalle ore 14 (Sala Mimosa 2, Padiglione B6) durante un convegno in programma al MACFRUT di Rimini, evento di riferimento a livello nazionale e internazionale per il settore ortofrutticolo. L’accesso al workshop è gratuito previa registrazione.

“La Commissione EU ha selezionato aree di intervento in base all’utilizzo del suolo e alle  differenti condizioni pedoclimatiche” spiega Fabio Fava, membro della delegazione nazionale per la Mission “A Soil Deal for Europe” presso la commissione Europea. “Al loro interno sono state avviate azioni di coinvolgimento degli stakeholders al fine progettare attivit? di ricerca e innovazione mirate a migliorare la salute del suolo, ad esempio nel contesto dei Living Labs, ed effettuare una valutazione dello stato e delle necessità del suolo, dei fattori socio-economici e culturali, della pressione antropica, degli impatti e delle raccomandazioni per un uso sostenibile dei terreni”.

Entro fine giugno saranno completate le analisi da parte di ciascun referente nazionale. I risultati finali della ricerca saranno poi presentati in un evento pubblico a Madrid il 22 novembre. Il progetto prevede anche che, sulla base dei risultati delle analisi ma anche di questionari inviati agli agricoltori delle diverse zone, si costruiscano dei modelli di business da sviluppare in appositi “Living Labs”.

L’importanza dei Living Labs

Quello dei Living labs per la salute dei suoli è un tema estremamente attuale e rilevante per tutto il comparto nazionale e comunitario. Basti pensare che ad essi sono dedicati due bandi di finanziamento della Mission Soil le cui candidature si chiudono a settembre 2023. I Living Labs sono infatti dei veri laboratori di ricerca, innovazione e co-creazione mirati ad individuare soluzioni per risolvere specifici problemi del suolo. Grazie ad essi e alla loro interazione con le lighthouse farms si possono così diffondere le best practice capaci di aumentare la resilienza agli eventi meteo estremi, a ridurre l’impatto delle azioni umane sui terreni e a evitare quegli approcci che, forse utili nel breve periodo, finiscono per danneggiare gli ecosistemi dei suoli nel medio e lungo termine.

L'intera Pianura Padana è interessata per il secondo anno consecutivo da condizioni di grave siccità. Secondo l'Osservatorio ANBI, a Piacenza ea Cremona il fiume Po ha raggiunto il minimo storico. Questa immagine, acquisita il 15 febbraio 2023 da uno dei satelliti Sentinel-2 di Copernicus, mostra la portata ridotta del fiume Po a nord di Voghera, nel nord Italia. FOTO: European Commission - Copernicus

L’intera Pianura Padana è interessata per il secondo anno consecutivo da condizioni di grave siccità. Secondo l’Osservatorio ANBI, a Piacenza ea Cremona il fiume Po ha raggiunto il minimo storico. Questa immagine, acquisita il 15 febbraio 2023 da uno dei satelliti Sentinel-2 di Copernicus, mostra la portata ridotta del fiume Po a nord di Voghera, nel nord Italia. FOTO: European Union – Sentinel-2 Copernicus

I problemi del bacino del Po

Per l’Italia, l’area dimostrativa scelta è un’area nella pianura emiliano-romagnola del Po. “Il perché è facilmente comprensibile” – spiega Margherita Caggiano, responsabile comunicazione di Re Soil Foundation, organismo che coordinerà le analisi in questa area studio. “Il bacino del fiume più lungo d’Italia è uno dei territori che sta più soffrendo la siccità record di questi mesi. La sua portata decresce ovunque e a vista d’occhio. Ormai è inferiore ai minimi storici e anche rispetto al già siccitosissimo 2022”. Ad esempio, all’ultimo rilevamento a Pontelagoscuro (FE), dove lo scarto è del 72% sulla media storica, si è già scesi a 433,28 metri cubi al secondo, sfondando il limite di 450 mc/s. Una soglia sotto la quale il fiume non è in grado di opporre resistenza alla risalita del cuneo salino.

Ma situazioni analoghe si trovano sempre più spesso in tutta Europa. Secondo i dati satellitari inviati dal satellite SMOS dell’Agenzia Spaziale Europea, il tasso di umidità dei suoli si è ridotto del 4% rispetto alla media. E in alcune zone di Spagna e Turchia si è arrivati a un calo dell’8%.

Le mappe costruite sulla base dei dati forniti dal sistema SMOS mostrano l'anomalia dell'indice di siccità per l'Europa da gennaio-marzo 2022 e gennaio-marzo 2023, rispetto al periodo di riferimento 2010-2023. Il colore arancione scuro/oro nell'immagine rappresenta le aree più secche rispetto alla media di 13 anni, il giallo mostra condizioni medie mentre il verde mostra le aree più umide del normale. FOTO: ESA/AOES Medialab

Le mappe costruite sulla base dei dati forniti dal sistema SMOS mostrano l’anomalia dell’indice di siccità per l’Europa da gennaio-marzo 2022 e gennaio-marzo 2023, rispetto al periodo di riferimento 2010-2023. Il colore arancione scuro/oro nell’immagine rappresenta le aree più secche rispetto alla media di 13 anni, il giallo mostra condizioni medie mentre il verde mostra le aree più umide del normale. FOTO: ESA/AOES Medialab

Intervenire in favore della salute del suolo è quindi essenziale per cercare di individuare e diffondere rapidamente le soluzioni più efficaci a contrasto dei principali problemi delle aree agricole.

Indagare anche sul ruolo dei biostimolanti organici

“L’evento in programma a MACFRUT – prosegue Caggiano – si rivolge quindi a tutti i portatori di interesse sul territorio che gestiscono a vari livelli il suolo (istituzioni, centri di ricerca, agricoltori). Il suo obiettivo è far dialogare i vari attori per evidenziare stato dell’arte, necessità e minacce, unitamente a buone pratiche e soluzioni da applicare ai suoli della regione per il raggiungimento degli obiettivi della Missione Europea”.

Oltre all’illustrazione del progetto PREPSOIL, il workshop permetterà di fare il punto sulle opportunità di mercato di prodotti innovativi. Primi fra tutti i biostimolanti microbici e organici per la protezione delle piante. Ad essi è dedicato un altro progetto europeo – EXCALIBUR – finanziato dal programma Horizon 2020. A coordinarlo è il CREA con l’obiettivo di investigare le interazioni tra le colture ortofrutticole e la biodiversità nativa del suolo e come questa può essere influenzata dall’impiego di biostimolanti e bioprodotti (agenti di controllo biologico e biofertilizzanti), per valutarne l’effetto sulla resilienza, difesa e/o nutrizione delle piante. Il progetto ha inoltre l’obiettivo di migliorare la biodiversità del suolo mediante una corretta applicazione di questi prodotti, ottenuti da ceppi microbici appositamente selezionati e formulati per aumentarne la performance, al fine di ridurre l’impiego degli input chimici verso una maggiore sostenibilità delle pratiche agricole.