19 Luglio 2023

Ucraina, i danni al suolo ammontano già a 15 miliardi di dollari

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La FAO e il programma Alimentare Mondiale hanno lanciato un’iniziativa per sminare i terreni agricoli in Ucraina. Nel frattempo gli esperti lanciano l’allarme sulla contaminazione di guerra

di Matteo Cavallito

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Ripristinare il settore agricolo dell’Ucraina, gravemente danneggiato dalle conseguenze dell’invasione russa. È l’obiettivo dell’iniziativa congiunta della FAO e del Programma alimentare mondiale (PAM), impegnati a liberare i terreni agricoli dalle mine e da tutti gli altri residuati bellici esplosivi. Le due agenzie lavoreranno insieme alla Fondation Suisse de Déminage (FSD), un’organizzazione non governativa, con sede a Ginevra, attiva nello sminamento.

Il piano, annunciato in queste settimane dalle Nazioni Unite, riporta ancora una volta sotto i riflettori il tema delle conseguenze ambientali e delle ulteriori ricadute umane a lungo termine del conflitto. La guerra, ricorda l’ONU, ha dato un duro colpo alla produzione di cereali e semi oleosi nel Paese, diminuita del 37% nel 2022. L’auspicio è che la bonifica del suolo garantisca la ripresa dell’agricoltura, anche a beneficio dei mercati internazionali.

L’operazione

Utilizzando immagini satellitari, gli esperti coinvolti identificheranno e mapperanno le aree da smantellare. Agli interventi di sminamento seguiranno le analisi del terreno per valutare la contaminazione da esplosioni. Contemporaneamente, precisa una nota ufficiale, “la FAO e il PAM svolgeranno un’indagine sui piccoli agricoltori e sulle famiglie rurali per determinare le loro esigenze di ripresa della produzione agricola e forniranno un sostegno diretto in natura o in denaro, ove possibile”.

“Rendere il territorio sicuro e libero dai residui esplosivi della guerra è il primo passo per ricostruire comunità rurali resilienti e prospere in Ucraina, che sono state in prima linea in questa guerra”, ha dichiarato Denise Brown, coordinatrice umanitaria delle Nazioni Unite nel Paese. Il progetto, che si svolgerà in collaborazione con le autorità locali e il Ministero dell’Alimentazione di Kiev, ha un budget di 100 milioni di dollari.

Danni e perdite del settore agricolo e del comparto allevamento in Ucraina. Fonte: FAO, 2022 file:///D:/cc3311en.pdf Creative Commons AttributionNonCommercial-ShareAlike 3.0 IGO licence (CC BY-NC-SA 3.0)

Danni e perdite del settore agricolo e del comparto allevamento in Ucraina. Fonte: FAO, 2022 Creative Commons AttributionNonCommercial-ShareAlike 3.0 IGO licence (CC BY-NC-SA 3.0)

La crisi agricola in Ucraina

Gli effetti dell’invasione russa sull’economia rurale ucraina sono da tempo oggetto di attenzione. Alla fine dello scorso anno la stessa FAO aveva rivelato in un rapporto come nel Paese una famiglia su quattro tra quelle attive nel settore agricolo stesse sperimentando una riduzione o addirittura un’interruzione della produzione dopo lo scoppio del conflitto. In alcune regioni la quota dei nuclei familiari costretti a fronteggiare questo fenomeno saliva al 40%.

L’agricoltura familiare in Ucraina, notava ancora la FAO, si estende su una superficie complessiva di 3 milioni di ettari, quasi un quinto dell’area coltivata totale. Nei soli primi sei mesi di guerra i danni e le perdite totali per le famiglie ammontavano già a quasi 2,25 miliardi di dollari. Di questi, 1,26 miliardi si registravano nel settore delle coltivazioni, 980 milioni in quello dell’allevamento.

Rischi per la salute

Il rischio, però, è le conseguenze dei combattimenti possano farsi sentire a lungo anche a guerra conclusa. Nell’agosto del 2022 uno studio realizzato dalla Christ Church University di Canterbury, nel Regno Unito, ha sottolineato un’analogia tra i fenomeni di contaminazione del suolo in atto nel Paese e quelli sperimentati dall’Europa occidentale nel corso della prima guerra mondiale, le cui conseguenze sarebbero visibili anche oggi. Secondo la ricerca, pubblicata sullo European Journal of Soil Science, l’impatto del conflitto potrebbe costare all’Ucraina danni sui raccolti per almeno 100 anni.

Più di recente, Edmund Maser, direttore dell’Istituto di Tossicologia dell’Università di Kiel, in Germania, ha puntato il dito sui metalli pesanti contenuti nelle munizioni. L’esperto, citato dall’emittente tedesca Deutsche Welle, ha sottolineato come la diffusione di questi elementi rappresenti un pericolo per la salute umana.

I danni per il suolo ammontano già a 15 miliardi di dollari

Maser, inoltre, ha spiegato che la rimozione dello strato superficiale del suolo nelle aree più colpite dai combattimenti è tecnicamente possibile ma richiede tempo e molte risorse economiche. Secondo gli esperti del Sokolovsky Institute for Soil Science and Agrochemistry Research dell’Accademia Nazionale delle Scienze dell’Ucraina, citati ancora da DW, alcuni campioni di terreno provenienti da Kharkiv, nell’est del Paese, mostrerebbero già concentrazioni elevate di piombo e cadmio.

Questi elementi hanno un effetto negativo sui batteri del suolo, inibendo lo sviluppo delle coltivazioni e l’apporto di micronutrienti e riducendo così la capacità delle piante di resistere alle malattie. Sempre secondo i ricercatori dell’Istituto Sokolovsky, i danni totali al suolo ucraino ammonterebbero a 15 miliardi di dollari. Ma si tratterebbe, per ora, di una stima preliminare.