13 Dicembre 2023

Calcio, arma segreta del suolo contro la dispersione di CO2

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L’aggiunta di calcio nel suolo favorisce il sequestro e l’aumento della materia organica. Da uno studio canadese nuove conoscenze  per mantenere e migliorare la qualità dei terreni mitigando il cambiamento climatico

di Matteo Cavallito

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L’aggiunta di calcio al suolo contribuisce all’incremento della materia organica e del sequestro di carbonio. Lo sostengono alcuni scienziati della Cornell e della Purdue University che, in uno studio condotto presso la Canadian Light Source, un laboratorio di ricerca dell’Università del Saskatchewan, in Canada, hanno scoperto un meccanismo finora sconosciuto.

“Abbiamo dimostrato che aggiungendo calcio al suolo, la comunità dei microbi presente nel terreno e il modo in cui essi elaborano la materia organica subiscono modifiche”, ha spiegato Itamar Shabtai, assistente scientifico presso la Connecticut Agricultural Experiment Station e principale autore dell’indagine in una nota diffusa dallo stesso laboratorio. I microorganismi, in particolare, avrebbero agito in maniera più efficiente: “È aumentato il quantitativo di carbonio trattenuto nel suolo ed è diminuito quello rilasciato nell’atmosfera sotto forma di CO2″.

L’esperimento

I ricercatori hanno utilizzato l’attrezzatura di laboratorio per misurare la quantità di materia vegetale decomposta in seguito all’aggiunta di calcio esaminando alcuni campioni di terriccio raccolto in un campo sperimentale a Ithaca, nello Stato di New York. Il terreno raccolto, si legge nello studio, “è stato essiccato all’aria, setacciato a 2 millimetri di diametro e privato del detrito vegetale visibile”. I campioni sono stati trattati con una soluzione di cloruro di calcio e sono stati esaminati dopo circa quattro mesi.

Gli autori, in particolare, hanno osservato come il calcio influisca sulla trasformazione microbica delle lettiere stesse e sulla formazione di materia organica associata ai minerali.

“Le aggiunte di calcio – spiegano – favoriscono la formazione di batteri spesso specializzati nella colonizzazione delle superfici, facendo aumentare l’incorporazione della lettiera nella biomassa microbica e l’efficienza di utilizzo del carbonio del 45% circa ciascuna”. Esse, inoltre, “riducono del 4% la produzione cumulativa di CO2, promuovendo al contempo le associazioni tra minerali e sottoprodotti microbici della lettiera vegetale”.

Un assist per gli agricoltori

L’aggiunta di calcio al terreno non rappresenta certo una pratica inedita per l’agricoltura. Da sempre i coltivatori utilizzano questo elemento per molte ragioni legate all’aumento della resa dei raccolti, tra cui la regolazione del pH e il miglioramento della struttura del terreno. Le scoperte emerse nello studio “ampliano il ruolo del calcio nella persistenza del carbonio organico del suolo che, da semplice motore delle reazioni fisico-chimiche, diventa mediatore del ciclo abiotico-biotico accoppiato dell’elemento stesso”.

I risultati dell’indagine, in altre parole, forniscono conoscenze ulteriori per mantenere e migliorare la materia organica nei suoli. “Ora che abbiamo una migliore comprensione di come il calcio possa influire sul modo in cui i microbi fanno crescere la presenza del carbonio del suolo”, spiega Shabtai, “possiamo forse utilizzare gli ammendanti che contengono questo elemento – come la calce e il gesso – in modo da favorire l’accumulo di materia organica del suolo”.

Nuove conoscenze per il carbon farming

Lo studio, inoltre, emerge come contributo aggiuntivo alle conoscenze sul carbon farming, l’insieme delle pratiche agricole che aiutano a incrementare il sequestro del carbonio nel terreno. Favorendo la salute di quest’ultimo e mitigando gli effetti del cambiamento climatico. “I terreni che contengono più carbonio sono generalmente più sani”, spiega Shabtai. “Essi sono in grado di trattenere meglio l’acqua in condizioni di siccità e di fornire nutrienti in modo più efficiente alle piante favorendone la crescita, oltre a essere più resistenti all’erosione”.

A livello globale, ricorda il ricercatore, l’ammontare di carbonio conservato nel suolo supera il quantitativo presente nelle piante e nell’atmosfera messe insieme. “Se riusciamo a far crescere la presenza dell’elemento nel suolo”, conclude, “possiamo forse ridurre l’aumento di CO2 atmosferica a cui stiamo assistendo”.