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Dal biochar un aiuto per i suoli salini in Bangladesh
4 Maggio 2023

Dal biochar un aiuto per i suoli salini in Bangladesh

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Il biochar promuove la resa delle colture di pomodoro nei terreni colpiti dalla salinizzazione, evidenzia una ricerca condotta in Bangladesh. Positivi anche gli effetti sul sequestro di carbonio

di Matteo Cavallito

 

L’uso del biochar rappresenta una risorsa importante nei terreni salini determinando migliori rese agricole e incidendo positivamente sulle proprietà del suolo. Sono queste le conclusioni di uno studio condotto dai ricercatori della Agricultural University di Khulna, in Bangladesh. L’indagine è stata realizzata in un’area limitrofa e ha permesso di misurare gli effetti del prodotto in combinazione con la dose raccomandata di fertilizzante.

“L’utilizzo di biochar in un terreno salino ha influenzato significativamente la crescita e la resa del pomodoro“, si legge nello studio. “A distanza di giorni dalla semina, l’altezza delle piante è stata notevolmente influenzata dai vari livelli di trattamento con la sostanza”.

Il sale minaccia il suolo

Creato dalla conversione termochimica della biomassa attraverso la cosiddetta pirolisi lenta, Il biochar ha notoriamente “effetti benefici sul microbiota del suolo, sulla comunità microbica e sullo stato dei nutrienti”, notano ancora gli autori. “Sono ancora scarse, tuttavia le conoscenze sul modo in cui il biochar altera le proprietà del suolo e lo stress causato dalla salinità“. L’indagine sull’efficacia della sostanza in questo contesto assume un significato estremamente importante in considerazione della portata del problema su scala globale.

Secondo la FAO, infatti, l’eccesso di sale interesserebbe dal 20 al 50% di tutti i terreni agricoli del Pianeta, “costringendo oltre 1,5 miliardi di persone ad affrontare notevoli difficoltà nella produzione alimentare a causa del degrado del suolo”.

Gli effetti della salinità sono più evidenti nelle aree costiere e, secondo i ricercatori, potrebbero peggiorare a causa dei cambiamenti climatici. Un problema non da poco per il Bangladesh che in questi ambienti si trova a gestire oltre il 30% dei suoi terreni agricoli con il rischio di sperimentare un calo della produttività.

Il biochar fa bene alle colture

Condotto tra il luglio del 2021 il giugno del 2022, l’esperimento ha confrontato le rese nei terreni trattati con il biochar con quelle rilevate nei suoli a cui erano stati applicati soltanto i fertilizzanti o che non erano stati trattati. “L’applicazione di diverse concentrazioni di biochar in combinazione con la quantità di fertilizzante raccomandata ha avuto un forte impatto sull’altezza complessiva delle piante di pomodoro”, scrivono gli autori. Con ovvie ricadute positive sulla resa totale.

L’impiego del biochar, inoltre, ha ridotto la salinità dei suoli trattati. La sostanza, spiegano i ricercatori, agisce immobilizzando gli ioni di sodio limitandone l’assorbimento da parte delle piante. La ricerca, in particolare, “ha dimostrato che l’aumento della quantità di biochar a 2 tonnellate per ettaro inverte efficacemente la perdita di resa causata dalla salinità e diminuisce la quantità di sodio accumulata nelle radici e nei frutti.”.

Il contenuto di carbonio aumenta

Importanti anche gli effetti sulle proprietà del suolo. “La materia organica influenza la salute del terreno, l’attività microbica, il ciclo dei nutrienti e la ritenzione”, scrivono i ricercatori. È stato dimostrato che il biochar produce un aumento del contenuto di carbonio nel suolo e la capacità di quest’ultimo di trattenere l’acqua”.

L’applicazione della sostanza, infatti, migliora e conserva le proprietà fisiche e chimiche dei terreni salini facendo aumentare il potenziale di sequestro dell’elemento. Questo fenomeno si è evidenziato in particolare nei suoli caratterizzati da un pH alcalino, trattati con una maggiore quantità di concime a base biologica e soggetti a coltivazioni più ampie di pomodori.