Immagine aerea di un impianto solare agrivoltaico con pareti di moduli bifacciali verticali vicino ad Aasen, Donaueschingen, Germania. Foto: Tobi Kellner Attribution-ShareAlike 4.0 International CC BY-SA 4.0 DeedTobi Kellner Attribution-ShareAlike 4.0 International CC BY-SA 4.0 Deed

Agrivoltaico per risolvere la competizione tra energia e cibo

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Uno studio del Politecnico di Milano analizza come la coesistenza tra pannelli solari e colture possa intervenire nel conflitto globale per l’uso del suolo
Cascina Felizia è una delle sedici aziende pioneristiche individuate da Re Soil Foundation come "Lighthouse farms" in virtù dei modelli innovativi di protezione del suolo e dell’ambiente adottati. Foto: Cascina FeliziaCascina Felizia

Dalle buone pratiche all’educazione ambientale. Alla scoperta di Cascina Felizia

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Da diversi anni Cascina Felizia, una delle 16 lighthouse farms individuate da Re Soil Foundation, adotta soluzioni concrete nel segno della sostenibilità. Realizzando, inoltre, un'importante attività di formazione rivolta ai più giovani
Le praterie ospitano una grande varietà di specie vegetali e offrono numerosi servizi ecosistemici, come il sequestro del carbonio, il sostegno agli impollinatori e il pascolo per il bestiame. Ma sono anche tra gli ecosistemi più minacciati dalle attività umane, compresa l’intensificazione dell’uso del suolo e le attività agricole. Foto: Cortez Rohr/USFWS Public Domain Mark 1.0 Universal PDM 1.0 DeedCortez Rohr/USFWS Public Domain Mark 1.0 Universal PDM 1.0 Deed

Quanto azoto possono tollerare le praterie? Lo rivela uno studio

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Secondo una ricerca, applicare più di 80 Kg di azoto per ettaro in un anno renderebbe i suoli delle praterie “funzionalmente poveri e altamente instabili oltre che vulnerabili a eventi meteo estremi”
Una piantagione di mandorle coltivate secondo i metodi dell'agricoltura rigenerativa in Grecia. FOTO: EARA - European Alliance for Regenerative AgricultureEARA

Con l’agricoltura rigenerativa, la Ue avrà più cibo con meno risorse

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Lo studio “Regenerating Europe from the Ground Up”, dedicato all'impatto dell'agricoltura rigenerativa nell'Unione europea, è il primo capitolo di un programma di ricerca pluriennale. E i suoi risultati non riguardano solo l’Europa
In 50 anni le rese di grano, mais e orzo (foto) sono inferiori del 10, 4 e 13% rispetto a quelle che si sarebbero ottenute in circostanze normali. Foto Dag Endresen Attribuzione 2.0 Generico CC BY 2.0 DeedDag Endresen Attribuzione 2.0 Generico CC BY 2.0 Deed

Rese dei cereali, il fattore clima le ha ridotte fino al 13% in 50 anni

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Il clima più caldo e meno umido favorisce lo stress idrico impattando negativamente sulla produttività delle colture di grano, mais e orzo, spiega uno studio americano. Per il futuro servono nuovi investimenti e modelli predittivi più precisi
Grazie alla trascrittomica, i ricercatori hanno scoperto che le risposte delle radici allo stress del suolo sono sia genetiche sia fisiche. Foto: IRRI Photos Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 2.0 Generico CC BY-NC-SA 2.0 DeedIRRI Photos Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 2.0 Generico CC BY-NC-SA 2.0 Deed

Così le radici delle piante rispondono agli stress del suolo

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Uno studio svela come le radici percepiscano attivamente il microambiente e attivino, di conseguenza, risposte molecolari specifiche. Dallo studio nuove prospettive per colture più resistenti al clima
Dal 1981 al 2021, negli USA, le ondate di sete sono diventate più intense del 17% e più frequenti del 23%. Foto: USDA photo by Bob Nichols. Attribuzione 2.0 Generico CC BY 2.0 DeedUSDA photo by Bob Nichols. Attribuzione 2.0 Generico CC BY 2.0 Deed

L’atmosfera ha sempre più sete. E l’agricoltura USA ne paga il prezzo

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Uno studio americano introduce il concetto di “ondate di sete”, fenomeni che si verificano quando la domanda evaporativa è alta e le piante hanno bisogno quindi di più acqua. E che negli Stati Uniti sono in crescita da almeno quattro decenni
Un esperimento in Galles ha rivelato come i teli pacciamanti in bioplastica non impattino negativamente sul contenuto di materia organica del suolo e abbiano effetti minimi sulla comunità batterica. Foto: F. Kesselring, FKuR Willich Attribution-ShareAlike 3.0 Germany CC BY-SA 3.0 DE DeedF. Kesselring, FKuR Willich Attribution-ShareAlike 3.0 Germany CC BY-SA 3.0 DE Deed

I teli pacciamanti biodegradabili non producono effetti negativi sul sistema suolo

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Secondo uno studio britannico l’impiego di teli pacciamanti in bioplastica biodegradabile nel suolo agricolo fa crescere le rese e non produce effetti collaterali in termini di bilancio di carbonio 
Ad Antanarivo, in Madagascar, l’estrazione del suolo si è accompagnata alla diffusione del terrazzamento e allo sviluppo di coltivazioni produttive e resilienti. Foto: Visiting Madagascar Attribution-ShareAlike 2.0 Generic CC BY-SA 2.0 DeedVisiting Madagascar Attribution-ShareAlike 2.0 Generic CC BY-SA 2.0 Deed

Dall’estrazione del suolo nuove opportunità per l’agricoltura

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La produzione di materiale per l’edilizia attraverso il suolo impatta negativamente sul paesaggio ma apre anche nuove possibilità per lo sviluppo di un’agricoltura resiliente al clima e alle inondazioni. La lezione del Madagascar
Nei campi soggetti a un ciclo colturale triennale la dispersione dell’azoto diminuisce del 50%. Foto: Daniel Schwen Attribution-ShareAlike 4.0 International CC BY-SA 4.0 DeedDaniel Schwen Attribution-ShareAlike 4.0 International CC BY-SA 4.0 Deed

Una maggiore rotazione può dimezzare la dispersione di azoto nelle colture

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Una ricerca americana ha rilevato come sia possibile dimezzare la dispersione di azoto applicando una rotazione triennale delle coltivazioni. E a beneficiarne è anche la salute del suolo