Dal territorio alle strategie: un laboratorio politico europeo per la bioeconomia
Il 27 maggio a Bruxelles l’incontro tra i promotori di sette iniziative UE. Obiettivo: colmare il divario tra sperimentazione locale e politiche europee e fornire raccomandazioni operative per lo sviluppo della bioeconomia rurale
di Matteo Cavallito
Favorire un dialogo concreto tra innovazione locale e politiche europee nell’ambito della bioeconomia: è questo l’obiettivo principale dell’incontro “Co-Creating Policy Recommendations for a Rural Bioeconomy”, in programma il 27 maggio prossimo a Bruxelles. Un appuntamento chiave per i protagonisti di sette iniziative finanziate dall’UE, chiamati a unire le forze per colmare il divario tra sperimentazione sul campo e processi decisionali e a costruire una visione strategica condivisa a partire dalle esperienze sul territorio. E, soprattutto, a trasformare l’insieme delle conoscenze accumulate in raccomandazioni comuni.
La partecipazione in presenza, solo su invito, è riservata agli stakeholder e ai loro partner. I lavori delle diverse sessioni, però, saranno trasmessi anche in streaming (clicca qui per il modulo di registrazione).
Quattro obiettivi per l’innovazione nella bioeconomia
Al cuore dell’evento il “Policy Lab”, vero e proprio spazio di confronto e co-creazione. In questo contesto, i consorzi coinvolti metteranno a sistema dati tecnici ed esperienze operative per tradurli in indicazioni specifiche in linea con la nuova Strategia europea per la bioeconomia. Quattro le direttrici principali:
- consolidare evidenze provenienti da diversi progetti e Paesi;
- analizzare ostacoli e opportunità per lo sviluppo delle filiere dei bioprodotti;
- progettare raccomandazioni politiche concrete;
- rafforzare il dialogo tra ricerca e decisori pubblici costruendo una roadmap capace di riflettere le esigenze reali dei territori rurali.
Il programma
Particolarmente ricco il programma della giornata. Ad aprire i lavori una sessione plenaria dedicata all’allineamento strategico dei sette consorzi, arricchita da un’introduzione della EU CAP Network Support Facility, la struttura operativa che supporta la rete europea dedicata alla Politica Agricola Comune, e da altri contributi. A seguire due gruppi di lavoro tematici:
- Il primo, focalizzato sulla gestione sostenibile delle risorse, affronta in particolare il ruolo dei gruppi operativi EIP-AGRI creati nell’ambito del Partenariato Europeo per l’Innovazione in agricoltura, nella valorizzazione di suolo, acqua e biomasse;
- Il secondo, dedicato ai quadri normativi e alle catene del valore, ha l’obiettivo di individuare evoluzioni legislative utili a sostenere modelli di business rurali equi e filiere cooperative nel campo della bioeconomia.
I risultati confluiranno in una tavola rotonda che impegnerà rappresentanti istituzionali e organismi di finanziamento nella discussione e nella validazione delle raccomandazioni emerse.
Re Soil presenta il progetto SOUL
Al secondo gruppo di lavoro prenderà parte anche Re Soil Foundation che, nell’occasione, presenterà obiettivi e tratti distintivi di SOUL (Bio-based in Soil applications with Optimal biodegradation in their Ultimate Life), un progetto supportato da Circular Bio-based Europe Joint Undertaking e dai suoi membri e co-finanziato dall’Unione Europea (GA 101214822) che riunisce 18 partner per lo sviluppo di nuovi bioprodotti ad alto contenuto di rinnovabilità progettati per biodegradarsi nel suolo al termine del ciclo di vita minimizzando così l’impatto ambientale.
L’iniziativa è dedicata allo sviluppo e alla validazione di 11 diverse soluzioni realizzate con oltre il 95% di materie prime rinnovabili tra cui residui agricoli, sottoprodotti dell’industria agroalimentare e colture a basso impatto.
Utilizzabili con le tecnologie esistenti di trasformazione delle bioplastiche, queste nuove proposte saranno testate in condizioni reali in cinque Paesi europei con profili climatici diversi. Le soluzioni sviluppate nell’ambito di SOUL sono compatibili con diversi scenari di fine vita, tra cui biodegradabilità in suolo, compostaggio, riutilizzo e riciclo. Il progetto, infine, punta a produrre un modello di bioeconomia che possa garantire prestazioni efficaci in diversi ambiti, tra i quali il settore agricolo, il giardinaggio, il tempo libero e gli impianti sportivi, contribuendo, inoltre, a tutelare la qualità del suolo.

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