21 Settembre 2021

Agricoltura e chimica verde si alleano per clima e futuro dei contadini

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Nasce Mater-Agro: una società, partecipata dagli stessi agricoltori, per sostenere l’Agricoltura 4.0. Obiettivo: aiutare gli imprenditori della terra a mantenere buone rese di coltivazione, rigenerare suoli degradati e ottenere prodotti per la transizione ecologica. Ideatori del progetto Coldiretti e Novamont

di Emanuele Isonio

 

Ascolta “MaterAgro, Agricoltura e chimica verde alleate per clima e futuro dei contadini” su Spreaker.

Contrastare desertificazione, erosione del suolo, inquinamento da residui chimici, contribuire a ridurre lo spreco di risorse idriche e i gas serra, sviluppare nuovi protocolli agronomici, diffondere l’agricoltura di qualità e, al tempo stesso, garantire che gli agricoltori abbiano remunerazioni adeguate per il loro lavoro e, anzi, possano accedere a nuove forme di introiti. Sembra un libro dei sogni. È invece una lista di obiettivi più che realistici: a renderli possibili il prodotto di un’alleanza tra agricoltura e chimica verde. Si chiama Mater-Agro ed è una società per azioni presentata a Firenze in occasione del G20 dell’Agricoltura.

L’Agricoltura 4.0 cresce: vale oltre mezzo miliardo

Mater Agro è nata per iniziativa di Coldiretti, la più grande associazione di agricoltori in Europa e da Novamont, leader internazionale del settore bioplastiche e biochemical. La nuova realtà punta a promuovere un modello di innovazione partecipata tra agricoltura e industria, aiutando gli imprenditori della terra a mantenere buone rese di coltivazione, attraverso soluzioni agronomiche sostenibili per la transizione ecologica. Uno strumento innovativo che si inserisce nel solco dello sviluppo dell’Agricoltura 4.0. Un nuovo modo per approcciare alle attività agricole che nell’ultimo anno – rivela Coldiretti – è cresciuta del 20% generando un fatturato record da 540 milioni di euro.

“L’Agricoltura 4.0 è una grande novità in termini di innovazione, investimenti che possono esser fatti dalle nostre imprese guardando alle sfide future: un minor utilizzo di prodotti fitosanitari, un’agricoltura di precisione per intevenire solo dove c’è bisogno per avere una grande diminuzione dell’uso di concimi chimici e prodotti fitosanitari” spiega Ettore Prandini, presidente Coldiretti. “Grazie a Mater-Agro il nostro tentativo sarà quello di utilizzare prodotti fertilizzanti biodegradabili e assolutamente sostenibili per ambiente e territorio come risposte concrete all’obiettivo di un minor consumo di acqua”.

La presentazione ufficiale di Mater-Agro a Firenze

Il risultato concreto della collaborazione realizzata in Mater-Agro sarà composto da tre categorie di prodotti, come spiega Michele Falce, responsabile Area Produzione e servizi agricoli Novamont. “Un bioerbicida, che può essere utilizzato sia per il controllo delle gemme del tabacco ma anche per il controllo delle infestanti sulle più importanti colture (vite, ulivo, i fruttiferi, il disseccamento dell’erba medica da foraggio); un biolubrificante destinato all’uso agricolo per sostituire l’olio idraulico nelle macchine agricole; teli per la pacciamatura. Queste tre categorie di prodotti saranno commercializzate in esclusiva dalla rete dei Consorzi Agrari d’Italia CAI”.

I tre prodotti di Mater-Agro

In particolare, i biofitosanitari rappresentano l’alternativa ideale a soluzioni tradizionali sempre più al centro del dibattito sull’opportunità del loro utilizzo. Rapidamente biodegradabili nel suolo e pochissimo solubili in acqua, i biofitosanitari non generano residui nel terreno o nelle piante trattate. Pertanto non agiscono sulla germinazione dei semi presenti nel terreno e non intaccano l’apparato radicale. Risultato: la fertilità del suolo rimane inalterata, preservandone la biodiversità e la resistenza all’erosione.

I biolubrificanti, equivalenti nell’utilizzo ai prodotti tradizionali a base di olio minerale, sono ottenuti da fonti rinnovabili e grazie alla biodegradabilità hanno un elevato profilo ambientale e maggior sicurezza anti incendi grazie a un punto di infiammabilità che supera i 280°.

I teli per la pacciamatura infine sono un alleato prezioso per risolvere il problema dei residui plastici in agricoltura. Questi ultimi infatti se non raccolte e smaltite nel modo corretto, influenzano pesantemente l’ambiente, contaminano i terreni e danneggiano fertilità e salute del suolo. I teli green evitano invece le infestanti senza uso di erbicidi, permettono di risparmiare acqua e di constrastare l’erosione. Inoltre, proprio in funzione della loro biodegradabilità possono essere lasciati nel suolo. Lì, una volta incorporati, vengono mineralizzati dai microrganismi in anidride carbonica, acqua e biomassa, senza effetti negativi per il terreno.

La filiera produttiva di Mater-Agro, con i vantaggi che permetterà di ottenere a livello agricolo e ambientale. FOTO: Presentazione Mater Agro, Catia Bastioli, Firenze 16 settembre 2021.

La filiera produttiva di Mater-Agro, con i vantaggi che permetterà di ottenere a livello agricolo e ambientale. FOTO: Presentazione Mater Agro, Catia Bastioli, Firenze 16 settembre 2021.

Verso un evoluzione del ruolo dell’agricoltore

C’è infine un ulteriore aspetto interessante di Mater-Agro. Ed è legato alla sua compagine societaria: i suoi azionisti saranno gli stessi imprenditori della terra, di dimensioni piccole, medie e grandi. Un fattore essenziale, secondo i promotori dell’iniziativa, per renderli protagonisti e per valorizzare ancor di più, anche economicamente, il loro ruolo. “Il nostro obiettivo è anche di studiare sistemi nuovi di imprenditorialità dove la collaborazione e la condivisione del valore sono fondamentali. Il fatto di avere gli agricoltori all’interno dell’azionariato è un elemento distintivo. Dobbiamo fare in modo che loro non solo guadagnino da ciò che fanno normalmente. Devono partecipare dell’intera filiera. Questo significa anche un evoluzione della conoscenza dell’agricoltore. L’innovazione non è più nei pozzi di petrolio ma è proprio nei suoli” sottolinea Catia Bastioli, amministratore delegato Novamont e membro italiano della Mission Soil Health and Food dell’Unione europea.