11 Ottobre 2021

Sabbia più cellulosa: così la Cina batte la desertificazione

,

Dal deserto al prato grazie all’impiego di una pasta vegetale. I ricercatori cinesi offrono una soluzione al degrado del suolo. Un fenomeno che nell’Asia centrale impatta sulle vite di mezzo miliardo di persone

di Matteo Cavallito

 

Ascolta “Sabbia più cellulosa: così la Cina batte la desertificazione” su Spreaker.

Dal deserto al suolo fertile. È la missione dei ricercatori cinesi, impegnati da oltre un decennio ad aprire una nuova frontiera nella conversione delle terre più aride. L’ultimo aggiornamento è arrivato nei mesi scorsi quando Zhao Chaohua, vice-direttore dell’Institute of Desert Ecology della Jiaotong University di Chongqing, nella Cina centrale, ha annunciato l’intenzione di collaborare allo sviluppo del progetto con le autorità del Pakistan. L’obiettivo è sempre lo stesso: contrastare un fenomeno favorito dal cambiamento climatico che, nel mondo, interessa 167 nazioni.

Il miracolo della cellulosa

L’arma segreta dei ricercatori è una pasta a base di cellulosa vegetale che, secondo gli scienziati, è in grado di migliorare la capacità della sabbia di trattenere gli elementi essenziali allo sviluppo della vita. “Dopo l’evaporazione dell’acqua contenuta nella pasta”, si legge nella prima ricerca pubblicata dal team cinese,  la sabbia “assumerà lo stato compatto del terreno asciutto con le proprietà meccaniche del suolo naturale e i suoi attributi ecologici“. Essa inoltre “acquisirà anche una forte capacità di trattenere acqua, sostanze nutritive e aria”.

Il deserto? È diventato un prato

La sostanza, definita dai ricercatori carbossimetilcellulosa sodica e disciolta in una soluzione al 2% con l’aggiunta di fertilizzante al 5%, è stata applicata inizialmente in alcuni siti sperimentali prima di essere utilizzata nel deserto di Ulan Buh, in Mongolia, sede della prima prova su vasta scala. A cinque anni di distanza, i risultati sembrano particolarmente incoraggianti. “Nel 2017 abbiamo innestato alcune piante resistenti”, ha dichiarato Zhao all’agenzia APP. ” Dopo che queste sono germogliate, abbiamo interrotto l’irrigazione. Ora il deserto è diventato una prateria, che non solo può prevenire le tempeste di sabbia, ma può anche essere una riserva di terra coltivata”.

Nuove soluzioni circolari

La operazioni, prosegue l’agenzia, hanno trovato riscontri positivi anche altrove. I ricercatori cinesi, in particolare, hanno applicato con successo il composto a base di cellulosa in altre aree del Paese come le province di Xinjiang e Sichuan. Ma anche in Africa e Medio Oriente. Se i risultati a lungo termine confermeranno la validità della tecnica, gli scienziati avranno a disposizione uno strumento in più per combattere il fenomeno dell’avanzata del deserto. Che, dicono le stime, nella sola Asia centrale minaccia la sicurezza di mezzo miliardo di persone.

La speranza dei ricercatori è quella di poter offrire inoltre nuove soluzioni sviluppando ulteriormente il metodo secondo una logica circolare basata sulla valorizzazione degli scarti. “Anche altri particolati possono assumere la funzione del suolo grazie alla nostra tecnologia” ha precisato Zhao. “Uno dei nostri progetti è quello di trasformare la macerie frantumate delle costruzioni in terreno”.