12 Gennaio 2024

La siccità minaccia sempre più spesso le isole caraibiche. Per misurarla, anticiparla e mitigarne gli effetti, rileva uno studio americano, occorre affidarsi a un nuovo indice

di Matteo Cavallito

Ascolta “Un nuovo metodo per misurare la siccità lampo nei Caraibi” su Spreaker.

Le isole caraibiche sono particolarmente soggette alla siccità lampo, il fenomeno della carenza idrica improvvisa reso sempre più frequente dal cambiamento climatico. La prevenzione e la misurazione di questo genere di eventi, tuttavia, richiede l’impiego di un metodo peculiare basato su un nuovo indicatore. Lo sostiene uno studio statunitense.

“Ai tropici la radiazione solare è estremamente intensa, di conseguenza i processi atmosferici tendono a essere accelerati,” ha dichiarato in una nota pubblicata dal Virginia Tech Craig Ramseyer, docente dello stesso politecnico e co-autore dello studio insieme al collega Paul Miller del Dipartimento di Oceanografia della Louisiana State University. “Nonostante ricevano spesso precipitazioni giornaliere, gli ecosistemi insulari sono particolarmente vulnerabili alle condizioni di siccità”.

Un nuovo indice per misurare la siccità

Nello studio. pubblicato sul Journal of Hydrometeorology, gli autori hanno utilizzato un nuovo indice che misura la domanda atmosferica di umidità per identificare le condizioni di rischio. La cosiddetta domanda evaporativa, ha osservato Miller citato ancora dalla nota, “è una misura della sete dell’atmosfera e della quantità di umidità che essa può raccogliere dal suolo o dalla materia vegetale”.

L’indicatore, denominato EDDI ovvero Evaporative demand drought index, rappresenta un’alternativa alle tradizionali misurazioni dell’umidità del suolo. Che, osservano gli autori, sono poco adatte alle condizioni delle isole dei Caraibi.

“Molte osservazioni sulla siccità si basano sull’umidità del suolo, ma negli ambienti tropicali una diminuzione di quest’ultima è una risposta ad altri eventi che si sono già verificati”, ha dichiarato Ramseyer. “Riuscendo a prevedere aumenti improvvisi e anomali della domanda evaporativa, possiamo mitigare molte perdite, ad esempio in agricoltura”.

La ricerca

Lo studio ha analizzato 40 anni di dati che evidenziano l’elevata frequenza della siccità lampo che si è storicamente manifestata in diversi momenti dell’anno, non solo durante le tipiche stagioni secche. Grazie al nuovo indice, rileva lo studio, “un’analisi spazio-temporale ad alta risoluzione della siccità improvvisa può essere eseguita in tutta la regione caraibica, senza essere più vincolata a un set di dati a griglia più grossolani e/o a quelli dell’osservazione a lungo termine che sono scarsamente distribuiti nella regione”.

EDDI, in particolare, ha identificato 46 “epidemie” di siccità lampo durante le quali “frazioni significative della regione sono state sottoposte a una rapida siccità nell’arco di 15 giorni e hanno poi mantenuto questa condizione per un periodo analogo”.

L’insieme dei dati, inoltre, “rivela la tendenza della siccità improvvisa ad assumere tipologie ricorrenti concentrate in una delle coste dell’America centrale, dell’America meridionale o delle Grandi Antille, anche se nel periodo esaminato non si osserva mai un simile fenomeno simultaneo nei Caraibi.”.

Prevenire i danni all’agricoltura ma non solo

I risultati dello studio, conclude la ricerca, “indicano che le siccità improvvise si verificano con periodicità regolare nei Caraibi. Queste tendono a verificarsi in raggruppamenti subregionali coerenti. Gli studi futuri approfondiranno le cause di questo fenomeno per creare sistemi di allerta precoce”. In questo modo sarà forse possibile prevenire in modo più efficace questi fenomeni.

La crescente frequenza degli eventi alluvionali e di siccità legata al cambiamento climatico rende ancora più importante la capacità di intervenire per limitare le loro conseguenze. L’impatto della siccità, ricordano gli autori, interessa ovviamente l’agricoltura ma anche gli ecosistemi tropicali. L’accesso all’acqua dolce, inoltre, rappresenta una necessità sia per i residenti che per l’industria del turismo, da sempre elemento chiave dell’economia locale.