28 Dicembre 2021

Italia & Natura: un terzo del territorio ad alto pregio ecologico

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La Carta della Natura di Ispra hanno mappato finora il 71% del territorio italiano. FOTO: Evondue via Pixabay.

Ispra ha mappato 15 Regioni nella sua Carta della Natura: individuati 37 tipi di paesaggio e 290 tipi di habitat terrestri. Un tesoro da valorizzare e tutelare: il 3,3% a rischio degrado

di Emanuele Isonio

 

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Per ora la mappatura ha coinvolto il 71% del territorio nazionale. 15 regioni su 20. Obiettivo: Realizzare prodotti cartografici che mostrano la distribuzione di ecosistemi e habitat terrestri italiani, mettendo in evidenza le aree di pregio naturale e quelle a rischio di degrado. Il tutto è racchiuso nella Carta della Natura. A svilupparla sono stati i tecnici dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra).

Ambienti antropizzati in oltre la metà del territorio mappato

La fotografia realizzata finora ha individuato in Italia 37 tipi di paesaggio e selezionato 290 tipi di habitat terrestri. “Il processo valutativo di Carta delle Natura – spiegano i tecnici di Ispra – ha evidenziato una percentuale significativa di territorio pari al 30% ad elevato pregio naturale e un 3,3% a rischio di degrado. Il mosaico ambientale nelle 15 regioni ha evidenziato una prevalenza degli ambienti antropici. Quelli urbani, industriali e agricoli occupano il 54,5% del territorio mappato. C’è poi una porzione rilevante di ambienti boschivi e forestali su una superficie del 26% e solo lo 0,2% interessato da ambienti naturali umidi e torbiere“. Una superficie esigua, quest’ultima, che dà ragione della loro rarità e frammentarietà e dunque del loro estremo interesse dal punto di vista conservazionistico.

La Carta della Natura alla scala 1:250.000. FONTE: ISPRA.

La Carta della Natura alla scala 1:250.000. FONTE: ISPRA.

Uno strumento essenziale anche in ottica PNRR

“Carta Natura è uno strumento fondamentale per la programmazione. Soprattutto per stilare piani paesaggistici e piani regolatori” ha spiegato il direttore generale di Ispra, Alessandro Bratti. “Rappresenta un alleato utilissimo quando si devono realizzare Valutazioni d’impatto ambientale, valutazioni d’incidenza e valutazioni ambientali strategiche. Fa parte di quegli strumenti ideati anni fa e sviluppati grazie a collaborazione molto stretta con le Regioni e sempre di più viene utilizzato dai decisori politici”.

Il suo ruolo, peraltro, diventerà ancor più centrale per utilizzare al meglio le risorse del PNRR. “Avere uno strumento come questo – aggiunge Bratti – permette di capire come costruire gli impianti e le infrastrutture previste nel Piano e come fare i giusti investimenti per la transizione ecologica”.

Ghiacciai e nevai ridotti del 50% in 10 anni

Ma le cartografie di Carta Natura hanno permesso anche di registrare le trasformazioni ambientali avvenute in un determinato territorio nel corso del tempo, osservando variazioni interessanti intercorse nell’ultimo decennio. In Molise ad esempio è stato registrato un processo di abbandono di pratiche agricole e pastorali nei territori montani con un aumento significativo delle superfici arbustive, di 3.500 ettari, a discapito di superfici prative. In Friuli Venezia Giulia invece si è constatato l’effetto dei cambiamenti climatici e in particolare l’arretramento, se non la scomparsa, di vaste porzioni di ghiacciai e nevai: la loro superficie, nella nuova carta, ha subito una riduzione prossima al 50%.

“Il nostro Paese attraversa una fase molto delicata nella quale è importante dare l’accento su una pianificazione degli interventi sul territorio” commenta Piero Genovesi, responsabile del Servizio Sostenibilità della Pianificazione territoriale di Ispra. “Moltissime trasformazioni sono in atto, naturali e antropiche. Ispra con Carta Natura mette a disposizione uno strumento di pianificazione, che deve essere costantemente aggiornato e basato su dati credibili”. Lo evidenzia la crescita del loro utilizzo da parte di amministrazioni, associazioni e privati, con motivazioni molto diverse: dalla pianificazione, alle valutazioni d’impatto fino al reporting e a motivi di ricerca e studio.